Anche i cani sono vittime del doping?

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Anche i cani sono vittime del doping?
 

Anche i cani sono vittime del doping? Le conseguenze sono le stesse che per l’uomo!

Nella precedente news abbiamo visto che per migliorare le qualità agonistiche o lavorative del cane, ad ogni livello, lo si può fare in modo onesto, attraverso il lavoro, una alimentazione adatta e una corretta integrazione, ma ho anche introdotto il problema del doping sia a livello “umano” che nelle attività sportive e da lavoro che coinvolgono i 4zampe. Pertanto In questa seconda parte andremo nel dettaglio ad individuare quali siano invece le sostanze dopanti utilizzate sull’uomo e sul cane e quali conseguenze hanno sul loro organismo!

P.S.: Abbiamo volutamente evitato di inserire materiale fotografico in questo articolo al fine di non confondere eventuali soggetti quali dopati, offendendo così la dignità e l’umanità dei rispettivi proprietari…

SOSTANZE IMPLICATE NEL DOPING

CAFFEINA: Classe A delle sostanze soggette a determinate restrizioni del C.I.O. – Sostanza eccitante presente nel caffè, tè e cacao, viene iniettata in vena per avere un risultato rapido. In medicina è utilizzata per potenziare l’effetto di farmaci analgesici o anti-emicrania come l’ergotina. Gli si attribuisce effetto ergogenico e la capacità di migliorare l’attività mentale, ma sono effetti indimostrati. Mentre è stato provato un positivo effetto sull’aumento della resistenza in esercizi prolungati ma ad intensità moderata. E’ tollerabile dall’organismo umano in quantità corrispondente a quella assumibile con una decina di caffè. All’eventuale esame durante le manifestazioni agonistiche, la caffeina nelle urine non deve superare i 12 microgrammi/ml, pari a 6-7 tazzine di caffè. La caffeina, anche ad alte dosi non migliora le prestazioni sportive. Dopo l’assunzione di caffè si possono avere palpitazioni, aritmia, tachicardia. L’abuso prolungato aumenta il rischio di patologie gastrointestinali e cardiovascolari, irrequietezza, eccitamento psicomotorio, nervosismo, irritabilità ed insonnia sono effetti relativi alla dose consumata. Può produrre effetti gravi, dalla tachicardia parossistica al delirio. Il mal di testa è frequentissimo quando si sospende l’utilizzo e diversi sono i disturbi gastrointestinali. Nel cane non viene usata perché tossica.

GUARANÀ: Sostanza non classificata dal C.I.O., si deve rimandare alla classificazione data per la caffeina (classe A delle sostanze soggette a determinate restrizioni). Estratto vegetale dei semi di Paullinia Cupana, una pianta sudamericana. Il suo principio attivo è la guaranina, simile, per struttura ed azione, alla caffeina. Acquistabile in erboristeria, il dosaggio spesso è indefinibile per la sua estrazione artigianale. Nel guaranà puro si ha tra il 3 ed il 5% di guaranina, per cui ogni grammo di questa sostanza corrisponde a 30-40 mg di caffeina, o al dosaggio di una lattina di Coca-Cola. Non esistono a tutt’oggi studi sull’uomo che abbiano valutato l’efficacia  nella pratica sportiva della guaranina, non è quindi utile per migliorare la performance sportiva, ma di sicuro è bene, in ogni caso, evitarne il consumo in associazione con altre bevande eccitanti. Gli effetti collaterali sono del tutto simili a quelli della caffeina: irrequietezza, eccitamento psicomotorio, nervosismo, irritabilità ed insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali, palpitazioni, aritmie, tachicardie. Il suo utilizzo determina squalifica. Nel cane non viene usata perché tossica.

AMFETAMINA: Classe A delle sostanze proibite dal C.I.O., è un potente stimolatore del sistema nervoso “simpatico”, con questa sostanza non si sente la fatica, la fame, il sonno ed il morale è alle stelle. Viene utilizzata da almeno 50 anni anche nell’ambito sportivo, con prevalente diffusione iniziale in ambito ciclistico. In clinica è utilizzata per trattare chi ha un irresistibile bisogno di dormire (narcolessia) e come anoressizzanti per gravi obesi, sempre sotto stretto controllo medico specialistico. In molte discipline sportive vi si fa ricorso per aumentare l’aggressività, la competitività, la resistenza fisica. Le performance sono riferibili al superamento della soglia della fatica e del dolore. Si sono avuti casi di fratture ossee, durante gare, in cui gli atleti, sotto l’effetto di amfetamine, non hanno avvertito alcun dolore! Le conseguenze sull’organismo dell’ipereccitazione stressante da anfetamina sono gravi, talvolta drammatiche ed irreparabili: si va da un malessere moderato con tremori, irritabilità, insonnia, aggressività, fino a ipertensione, tachicardia, delirio, allucinazioni, psicosi, ipertermia (43°C), coma e collasso cardiocircolatorio. Si verificano anche vomito, dolori addominali, anoressia (scomparsa della fame). L’assunzione in dosi eccessive può provocare convulsioni ed emorragia cerebrale. Le amfetamine inducono dipendenza, la sospensione improvvisa produce una sindrome d’astinenza con depressione, stanchezza cronica e fame smodata. Sono fortemente sconsigliabili nella pratica sportiva ed il loro commercio, extra prescrizione medico specialistica, è penalmente perseguibile. Nel cane viene usata in competizioni (combattimenti, ipo, etc.) dove il soggetto ha necessità di aumentare la predazione, l’aggressività e la soglia del dolore e della fatica.

EFEDRINA E DERIVATI: Classe A delle sostanze proibite dal C.I.O., stimolano la forza di contrazione e la frequenza cardiaca, per cui è stato ipotizzato che possano migliorare lo sforzo fisico, ma scientificamente non è stato ancora dimostrato. Negli anni ’80, quando le anfetamine diventarono individuabili ai controlli, l’efedrina e derivati divennero molto richiesti dagli atleti, infatti era possibile acquistarli senza ricetta medica. Sono in commercio da soli o in associazione con antiallergici e balsamici in prodotti da banco. Vengono utilizzati come sintomatici per risolvere la congestione da raffreddore e da riniti allergiche, sotto forma orale o di spray nasale. Già a bassi dosaggi danno anoressia, insonnia ed irritabilità. Gli effetti collaterali più gravi sono: cefalea, capogiri, ipertensione, tachicardia fino allo stato confusionale, allucinazioni, psicosi, sindromi maniacali, emorragia cerebrale. Gli stimolanti come l’efedrina sono altamente proibiti in campo agonistico, perciò ci si deve astenere dal loro uso come decongestionanti, in caso di raffreddore, prima di una competizione. Già la quantità di efedrina contenuta nelle specialità da farmacia, si ritrova nelle urine a livelli superiori ai consentiti dal C.I.O. Nel cane viene usata  in competizioni dove il soggetto ha necessità di aumentare  la soglia del dolore e della fatica ed aumentare il numero di contrazioni muscolari senza aumentare laggressività e la predazione.

COCAINA: Classe A delle sostanze proibite dal C.I.O., è una sostanza stimolante del sistema nervoso centrale e già da tempo non è più utilizzata in medicina. Nessun studio clinico ha confermato un effetto ergogenico, mentre è stato dimostrato un effetto di decadimento delle prestazioni in seguito ad assunzione di cocaina. Dà dipendenza, per cui una brusca sospensione provoca sindrome di astinenza con stanchezza, depressione, convulsioni, aumento della fame e del sonno. L’intossicazione provoca convulsioni con gravi aritmie spesso mortali. Comuni effetti collaterali sono: disturbi del sonno, euforia, paranoia, panico, aggressività, bruschi cambiamenti d’umore, tendenze omicide e suicide. La sua azione ipertensiva fa aumentare il rischio di infarto del miocardio ed ictus. La cocaina è uno stupefacente, il suo uso è pericoloso per la salute e la vita. Non utilizzata nel cane perché tossica mortale.

ANESTETICI LOCALI (AL): Classe C delle sostanze soggette a determinate restrizioni del C.I.O., sono spesso derivati dalla cocaina, come la bupivacaina, lidocaina, procaina, xilocaina, usati come anestetici prima di effettuare interventi chirurgici sulla pelle, sulle mucose orale, faringea, nasale e congiuntivale. Sono sfruttati per i loro effetti analgesici anche nel trattamento di traumi ed infortuni; vengono impiegati a livello topico o intra-articolare per diminuire il dolore dopo un trauma. Attenuando il dolore, favorendo la ripresa dell’attività sportiva, possono essere responsabili di un peggioramento della lesione traumatica per cui sono stati usati. Nel cane vengono usati in quei soggetti impegnati in lavoro e pratiche sportive con patologie articolari come le displasie, postumi di fratture invalidanti come risultato competitivo.

ETANOLO o ALCOOL ETILICO: Classe A delle sostanze soggette a determinate restrizioni del C.I.O., è componente fondamentale di molte bevande comuni, come birra, vino, liquori, può esservi presente in percentuale, detta gradazione, variabile dal 4 al 70. Le bevande alcooliche hanno un basso valore nutrizionale ma alto contenuto energetico. L’alcool non ha azione energetica, anzi è capace di diminuire la capacità di performance sportiva (effetto ergolitico). L’etanolo è un deprimente del sistema nervoso centrale e la sua assunzione può determinare, a seconda dei casi, loquacità, ebbrezza, sonnolenza, difficoltà di coordinazione dei movimenti, nausea, vomito, vertigini, sudorazione, stato confusionale, coma. L’alcool dà dipendenza fisica (alcoolismo o etilismo) con conseguenze fisiche gravi quali la cirrosi epatica che può portare alla morte. Ancora più gravi sono le conseguenze dell’assunzione di alcool con altre sostanze che agiscono sul sistema nervoso (ansiolitici, antidepressivi, etc.). L’alcool sicuramente peggiora il rendimento delle prestazione sportive. In ambito agonistico possono esser effettuati test per la determinazione dell’alcool in circolo. In ogni caso l’assunzione di alcool è vietata agli atleti in gara nel pentathlon, disciplina nella quale l’alcool veniva somministrato per diminuire il tremore da stress emotivo nelle prove di tiro al bersaglio. Nel cane non vengono usate perché tossiche mortali.

OPPIOIDI: Classe B delle sostanze proibite dal C.I.O., sono potenti analgesici. La morfina è il narcotico più diffuso, i suoi derivati più conosciuti sono l’eroina, la codeina, il fentanile. Sono utilizzati per eliminare il dolore acuto o cronico non controllabile con altri farmaci. Il loro effetto sedativo produce una temporanea sensazione di benessere, che ne determina facilmente l’abuso, seguito da rapida dipendenza, con la conseguente necessità di assumere dosi crescenti, pena la caduta in crisi di astinenza. Questa è caratterizzata da sudorazione, tremore, nausea, vomito diarrea, dolori muscolari, ipertensione arteriosa e tachicardia. Effetto collaterale dell’uso di oppioidi nelle donne può essere anche alterazione del ciclo mestruale. L’assunzione di alte dosi può portare a coma e morte per overdose. Vengono utilizzati in ambito sportivo per il dolore conseguente a crampi o a traumi. Non hanno, contrariamente a quanto si crede, effetto ergogenico, anzi il loro uso fa diminuire le prestazioni fisiche. Gli oppioidi sono stupefacenti e come tali, vietati anche in ambito sportivo. Sono permessi invece i loro derivati, che non hanno proprietà antidolorifiche, ma antitussive o antidiarroiche, come la codeina, il destrometorfano, la diidrocodeina, il difenossilato. Nel cane, per il momento, non  viene utilizzato.

MARIJUANA e HASHISH: Classe B delle sostanze soggette a determinate restrizioni del C.I.O., si ottengono dalla Cannabis Sativa o dalla Cannabis Indica, pianta originaria dell’Asia Centrale. In medicina sono usati come antinausea indotta da farmaci antitumorali e per curare il glaucoma; ma la loro azione è sempre accompagnata da marcati effetti psicoattivi: cambiamenti d’umore, marcato senso d’euforia e allegria, cui seguono rilassamento e torpore, altera anche le capacità percettive degli organi di senso. Studi clinici in atleti fumatori abituali di marijuana hanno evidenziato calo della forza muscolare (effetto ergolitico), accentuazione dei riflessi tendinei e tremori. Il perdurare di alterazioni del coordinamento e dell’equilibrio, per parecchie ore dopo l’inalazione del fumo, compromette le prestazioni sportive. Inoltre a carico del sistema cardiovascolare si possono avere tachicardia, ipertensione arteriosa, aritmie. Altri effetti collaterali sono le vertigini, perdita del senso del tempo, incapacità a valutare le distanze, difficoltà di messa a fuoco. A livello ormonale si ha diminuzione del testosterone con disturbi del comportamento sessuale. Per tutto ciò l’uso di questa droga è sconsigliabile non solo in ambito sportivo, ma in ogni caso, essendo compromettente anche delle capacità scolastiche e lavorative. Nel cane non viene utilizzato.

STEROIDI ANABOLIZZANTI (stanozololo, testosterone): Classe C delle sostanze proibite dal C.I.O., sono molecole analoghe ad alcuni ormoni naturali. Agiscono similmente al più importante ormone maschile, il testosterone, che ha un’azione stimolante, regolatoria e di mantenimento del normale sviluppo fisico e sessuale. Vengono impiegati in medicina umana e veterinaria, nel trattamento dello sviluppo fisico e sessuale, in maschi con deficienza di testosterone (ipogonadismo) e nei soggetti debilitati da malattie con eccessiva distruzione di proteine. Gli sportivi lo usano per aumentare la massa e la potenza dei muscoli: questi ormoni agiscono sul DNA stimolando la produzione delle proteine delle cellule muscolari aumentando la potenza e l’ipertrofia, possono facilmente aumentare il peso, senza far aumentare il grasso corporeo. Alcuni studi hanno dimostrato che, con l’uso di steroidi, il tessuto muscolare può presentare anomalie strutturali. Riducono la sensazione della fatica e del dolore. Effetti collaterali sono: danni epatici, danni cardiovascolari per ipertensione indotta con infarto del miocardio, trombosi e morte improvvisa per arresto cardiaco anche in soggetti giovani. Aggravamento di tic nervosi, psicosi paranoidi, stati maniaco-depressivi, aumento dell’aggressività, euforia, depressione, alterazione del carattere, nausea, vomito, ittero. La sindrome da astinenza dopo interruzione dell’uso cronico ha effetti frequenti ed evidenti riguardanti la sfera sessuale con alterazione degli organi sessuali (femminilizzazione per gli uomini e nel cane come conseguenza dell’atrofia dei testicoli con loro diminuzione di dimensioni, ginecomastia, diminuzione del numero degli spermatozoi fino alla scomparsa nel liquido seminale;  mascolinizzazione per le femmine umane e di cane con sviluppo di peli e diversa distribuzione del grasso, acne grave, cisti sebacee, foruncolosi e dermatiti seborroiche, perdita di capelli, modificazioni del timbro della voce e dellabbaio). In adolescenti e in cani ancora in fase di 1^ crescita (3 – 16 mesi) si può avere la fusione prematura delle epifisi delle ossa lunghe, portando a bassa statura ed arresto della crescita. L’uso di anabolizzanti può portare alla rottura dei tendini sotto sforzo, attraverso un’azione diretta sulle fibrille del collagene. In ambito sportivo l’uso di steroidi anabolizzanti è assai diffuso tra gli atleti di potenza come i sollevatori di peso ed i bodybuilder. Nel cane, purtroppo viene molto usato da tutti coloro che vogliono avere un cane molto definito con poca fatica e spesa, senza rendersi conto del danno che viene creato con il loro uso.

BETA 2 AGONISTI: Classe C delle sostanze proibite dal C.I.O., sono farmaci molto usati per la cura dell’asma, rilassano la muscolatura bronchiale, favorendo la respirazione (effetto broncodilatatore), perciò gli sportivi li sfruttano per aumentare la capacità respiratoria, ma anche per la controversa apparente capacità di aumentare la massa muscolare, con un effetto simile a quello del testosterone. Recenti studi clinici su atleti sani non asmatici hanno dimostrato che non esiste alcun effetto sull’aumento della potenza e della massa muscolare. Altri studi hanno evidenziato, invece, riduzione significativa della resistenza a sforzi agonistici prolungati. Sono usati per curare ipertensione e palpitazioni, riuscendo così a ridurre i tremori e ad esempio utili per gli atleti della carabina a centrare il bersaglio nel tiro a piattello. Rallentano il ritmo cardiaco e riducono la pressione del sangue. I principali effetti collaterali sono: tachicardia, palpitazioni, ipotensione, isolati casi di aritmia, angina pectoris ed infarto del miocardio; si possono manifestare anche tremore, insonnia, stanchezza, vertigini, irritabilità, agitazione, mal di testa e allucinazioni visive, iperglicemia, eritemi, orticaria, depressione, bronchiti. La letteratura scientifica definisce lassoluta inefficacia di questi farmaci per migliorare la performance sportiva in soggetti sani. Quindi l’unica utilità riconoscibile ai beta agonisti riguarda la loro prescrizione, sotto stretto controllo medico, a soggetti asmatici che vogliono praticare sport. Nel cane viene usato per aumentare la capacità polmonare quindi in tutti gli sport o lavori aerobici.

BETABLOCCANTI: Classe E delle sostanze soggette a determinate restrizioni d’uso dal C.I.O., hanno la capacità di diminuire la forza e la frequenza di contrazione del cuore, quindi la pressione arteriosa. Sono farmaci scelti per curare l’ipertensione arteriosa, l’angina pectoris, infarto, aritmie. Talvolta presentano anche azione ansiogena, antiemicranica, antiparkinson. Tra gli sportivi si è ricorso ai betabloccanti nelle discipline in cui l’atleta ha la necessità di essere sempre molto attento, a prescindere dal loro stato emotivo, come il tiro a segno, ma non ci sono prove della loro efficacia. Quindi il loro impiego razionale riguarda la terapia di atleti ipertesi. Il suo utilizzo riduce il battito cardiaco in modo innaturale, soprattutto sottosforzo, in quanto il cuore può andare incontro a fibrillazione degenerabile in arresto cardiaco. Altri effetti di questi farmaci sono: affaticamento, broncospasmo, nausea, disturbi gastrointestinali, impotenza. Assolutamente sconsigliati ad asmatici e a diabetici. Nel cane non deve essere utilizzato ma in certe discipline dove la precisione e lattenzione sono vincenti si pensa venga usato.

DIURETICI: Classe D delle sostanze proibite dal C.I.O., sono farmaci che aumentano la diuresi, favoriscono così l’eliminazione di acqua e sali dal corpo. Usatissimi per la loro capacità di aumentare la produzione urinaria, con la diminuzione dei liquidi in circolo, diminuiscono la pressione sanguigna. In medicina curano le malattie ipertensive, lo scompenso cardiaco, l’ascite (versamento di liquidi nella cavità addominale). Non aumentano le performance sportive, ma vengono utilizzati dagli sportivi per mascherare le tracce di altre sostanze utilizzate come anabolizzanti. Nel pugilato vengono sfruttati dagli atleti prima di salire sulla bilancia, per rispettare il peso forma (naturalmente il calo è dovuto ad una pericolosa disidratazione). Danno facilmente emicranie, nausea, abbassamento della pressione, crampi e danni renali. Per il loro effetto collaterale di eliminare massivamente sali di sodio e potassio possono essere letali per l’ipotensione severa che porta a collasso, l’eccessiva perdita di potassio (ipokaliemia) può degenerare infatti in arresto cardiaco, anemia emolitica, pancreatite, insufficienza renale, alterazione della funzionalità epatica. Come fluidificanti e agenti mascheranti, i diuretici favoriscono l’espulsione di sostanze vietate e ne riducono la presenza nelle urine rivelabili alle analisi. Il divieto di uso di diuretici in ambito sportivo è problematico per quegli atleti che ne avrebbero oggettivo bisogno a scopo terapeutico. Nel cane non viene usato se non per scopo terapeutico.

PROBENECID: Farmaco utilizzato normalmente per potenziare l’effetto di alcuni antibiotici a causa della sua capacità di inibirne l’allontanamento, riducendo la filtrazione renale, quindi l’eliminazione, prolungandone ed aumentandone gli effetti. Tra i molti farmaci di cui inibisce la filtrazione renale ci sono gli anabolizzanti steroidei, da qui l’uso di probenecid per impedire che nelle urine vengano rilevate tracce di sostanze proibite. Effetti collaterali: irritazione gastrointestinale, eruzioni cutanee, disturbi renali, convulsioni e morte per insufficienza respiratoria. Nel cane non viene usato.

CORTISONE e ACTH: Classe C delle sostanze proibite dal C.I.O.. La corticotropina (Adrenocorticotropic Hormone – ACTH) è un ormone secreto dall’ipofisi. Stimola le ghiandole surrenali a produrre ormoni glucocorticoidi necessari a mantenere l’equilibrio idrico e metabolico ed è utilizzata soprattutto in diagnostica, per controllare la funzionalità del surrene in patologie come il morbo di Addison, traumi, infezioni, ustioni, abuso di corticosteroidi. Stimola la crescita della massa muscolare e della struttura ossea. L’uso dell’ACTH tra gli sportivi è legato alla convinzione, mai dimostrata scientificamente, dei suoi effetti anabolizzanti. Ben chiari, invece sono i suoi effetti collaterali, tra i quali più importante è labbassamento delle capacità di difesa dellorganismo con conseguente facilità ad ammalare di infezioni broncopolmonari. Inoltre l’ACTH dà ritenzione di liquidi, iperglicemia, problemi gastrointestinali ed osteoporosi. A seguito della stimolazione indotta dall’ACTH all’iperproduzione di ormoni androgeni si può avere irsutismo ed acne. Nel cane viene usato come steroide per aumentare lipertrofia o per uso terapeutico.

ERITROPOIETINA (EPO): Classe E delle sostanze proibite dal C.I.O., è un ormone normalmente secreto dai reni, stimola le cellule indifferenziate del midollo osseo a trasformarsi in globuli rossi maturi aumentandone, quindi, il numero, e, di conseguenza, la capacità d’ossigenazione dei tessuti, con potenziamento della resistenza agli sforzi prolungati. È stata sintetizzata con tecniche di bioingegneria negli anni ’80, ciò ne ha permesso l’utilizzo su larga scala portando al superamento della pratica di autotrasfusione del sangue ed è prodotta industrialmente per curare anemie gravi, come quella da AIDS o per artrite reumatoide, o per anemie in neonati prematuri; viene considerata un farmaco impegnativo che, per i suoi effetti collaterali, è da utilizzare con estrema cautela. Inibendo i fattori coagulanti, come la proteina “S”, l’EPO può formare trombi intravascolari. Ma i medici conoscono bene anche altri temibili effetti collaterali dell’uso prolungato di EPO, come ipertensione con la conseguente sclerosi vascolare e l’aumentato rischio di infarto. Sono state descritte pure sindromi convulsive, encefalopatie ipertensive e modificazioni della sostanza bianca celebrale. Per far aumentare i valori globulari, leggi numero dei globuli rossi, occorre somministrare contemporaneamente all’EPO, anche ferro con rischio di tossicosi endogene, causa accertata di degenerazioni epatiche come la cirrosi. Esiste un altro inquietante pericolo: il meccanismo con cui l’EPO naturalmente seleziona le cellule del midollo osseo (processo detto apoptosi) viene stravolto dall’epo ricombinante che si inietta come farmaco, perciò vi è un’eccessiva proliferazione cellulare con aumento di sopravvivenza di cellule mutate che possono portare alla degenerazione tumorale: l’EPO ricombinante inibisce la selezione facendo diventare globuli rossi anche cellule imperfette, che possono originare appunto un tumore. Nel cane viene utilizzato ad uso terapeutico.

FATTORE DI CRESCITA INSULINO – SIMILE (IGF-1): Classe E delle sostanze proibite dal C.I.O.. Il fattore di crescita insulino – simile (Insulin Growth type 1, IGF-1) viene naturalmente prodotto dal fegato, è un ormone capace di regolare gli effetti dell’ormone della crescita o GH. In clinica è utilizzato nelle malattie della crescita infantile, quando la somministrazione del GH non risulta efficace. Si crede, erroneamente che l’esercizio fisico continuativo, anche dopo lunghi periodi, stimoli la produzione di questo ormone. Studi clinici sull’uomo, non hanno evidenziato alcun suo effetto anabolizzante, né la capacità d’aumentare la potenza muscolare (effetto ergogenico). Condivide con l’ormone della crescita gli effetti collaterali ed i rischi (vedi sotto).

ORMONE DELLA CRESCITA (GH): Classe E delle sostanze proibite dal C.I.O., aumenta la massa magra a scapito di quella grassa con effetti spettacolari sulla muscolatura, mentre sono effetti grotteschi quelli sulle ossa (il GH fa crescere particolarmente quelle della mascella, con modifiche dunque della fisionomia del cranio e del viso, fa ingrandire pure delle mani e dei piedi). Tra gli effetti collaterali vi è l’accrescimento degli organi interni con diminuzione del tessuto adiposo che li protegge nella cavità addominale. Pericolose sono pure le conseguenze sul fegato e sul sistema circolatorio con problemi vascolari, infarto, ipertensione, impotenza, diabete, accorciamento della durata della vita e cancro. Riduce la resistenza ai traumi, da disturbi a fegato e milza.  Fino a qualche tempo fa era difficile da individuare, ora si riesce dosando il suo metabolita IGF-1, fattore di crescita insulino simile. Nel cane tutti vengono usati come farmaci a scopo terapeutico.

GONADOTROPINA CORIONICA UMANA (HCG): Classe E delle sostanze proibite dal C.I.O., è prodotta dalla placenta, viene estratta dalle urine delle donne gravide. In medicina viene somministrata a donne con problemi di fertilità, per favorire l’ovulazione, per curare l’infertilità maschile, per stimolare la discesa dei testicoli in caso di criptorchidismo. Nello sport viene impiegato per nascondere gli effetti collaterali nei soggetti che fanno uso cronico di steroidi anabolizzanti, come la ginecomastia e la atrofia del volume dei testicoli. Quindi l’uso di questo ormone finisce per essere un’auto-denuncia dell’assunzione cronica di steroidi anabolizzanti. Gli effetti collaterali dell’uso di HCG sono: ginecomastia, induzione della pubertà precoce nei bambini con conseguente arresto della crescita, aumento e rottura delle cisti ovariche, aumento del volume dei genitali maschili, disturbi psichici, trombosi. Nel cane è usato come farmaco a scopo terapeutico.

INSULINA: Non ufficialmente classificata, ma come ormone dovrebbe rientrare nella Classe E delle sostanze proibite dal C.I.O., è un ormone pancreatico, serve per regolare il tasso glicemico ematico (% di glucosio presente nel sangue) detto glicemia che, dopo ogni ingestione di cibo, aumentando, ne stimola la produzione. L’insulina trasporta il glucosio dal sangue alle cellule, attraverso le loro pareti. Si utilizza per curare il diabete insulino-dipendente e nelle emergenze con aumento di corpi chetonici nel sangue (cheto acidosi diabetica). L’uso improprio determina ipoglicemia acuta che può essere causa di coma e morte. Effetti collaterali dell’insulina possono essere: anemia emolitica per rottura dei globuli rossi, aritmia per ipoglicemia, cardiomiopatia, edema (ritenzione di liquidi), tossicità epatica, danni neuronali irreversibili. Viene utilizzata nello sport per effetti anabolici e come inibitore del catabolismo muscolare, epatico, del tessuto adiposo, ma nessun studio scientifico ne ha mai dimostrato l’efficacia, ne tantomeno i suoi effetti energetici sulla performance. Quindi l’uso di questo ormone nella pratica sportiva è insensato, al di fuori delle sue indicazioni terapeutiche. Il paziente diabetico soprattutto di tipo insulino-dipendente può affrontare pratiche sportive esclusivamente sotto il controllo medico. Recenti ricerche hanno, però, dimostrato un’impropria e pericolosa diffusione dell’uso di insulina tra gli sportivi. Viene impiegato nel cane diabetico solo come farmaco a scopo terapeutico.

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