Come funziona la mobilità articolare del cane?

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Come funziona la mobilità articolare del cane?
 

Come funziona la mobilità articolare del cane? Quali sono i muscoli che la consentono?

La mobilità articolare o flessibilità articolare è la propensione di una o di un insieme di articolazioni, di muoversi liberamente per tutta la loro capacità e la possibilità che ha un cane di muovere una o più articolazioni con la massima escursione articolare possibile, senza alcun limite e senza dolore. Dal punto di vista del benessere, la mobilità articolare rappresenta una qualità importante, poiché essa contribuisce a mantenere:

  • Un’alta qualità fisica;
  • una corretta postura;
  • a gestire meglio l’energia;
  • a migliorare le performance sportive;
  • a sviluppare la forza;
  • a prevenire gli infortuni muscolo-tendinei-articolari.

Per quanto concerne le performance, la mobilità articolare costituisce una componente essenziale della prestazione motoria e come tale deve essere sviluppata e mantenuta attraverso un adeguato programma di allenamento. Ogni cane in funzione della razza e della tipologia morfologica ha una sua flessibilità; la flessibilità è diversa per i vari tipi di articolazioni. Ora andremo ad analizzare quali sono i fattori che condizionano la mobilità articolare:

  • Componenti anatomiche e funzionali dell’articolazione (grado di estensibilità dei legamenti, tendini e muscoli);
  • struttura ossea dell’articolazione (incongruenza delle superfici articolari a contatto);
  • temperatura ambientale (la bassa temperatura la condiziona negativamente);
  • insufficiente livello di riscaldamento del corpo.

COMPONENTI ANATOMICHE:

La struttura anatomica dell’articolazione è così composta:

  • Legamenti;
  • capsula articolare;
  • tendini;
  • muscoli;
  • pelle;
  • tessuto adiposo.

Le limitazioni poste dalle strutture ossee si osservano solo per alcune articolazioni (comprese quelle a troclea) infatti i cosiddetti tessuti molli sono quelli che influenzano e vincolano maggiormente il grado di mobilità e libertà articolare. La capsula ed i tessuti connettivi ad essa associati offrono, insieme al muscolo, la maggior parte della resistenza alla flessibilità ad angoli medi di movimento, mentre per quanto riguarda agli angoli estremi del campo articolare, il maggiore effetto limitante e resistente è offerto dai tendini. Le limitazioni prodotte dai tessuti molli e la flessibilità, possono essere modificate (a volte anche di molto) dall’esercizio e dall’allenamento specifico, vista la natura in parte elastica di alcuni di questi tessuti. L’incongruenza acetabolare (acetabolo = cavità articolare sulla faccia esterna dell’osso iliaco dove si trova la testa del femore) crea un grande problema nella flessibilità, allungamento e mobilità articolare. Ora andrei ad approfondire quanto e come incidono i: fattori fisiologici, i fattori ambientali e il riscaldamento motorio:

  • L’età incide molto in funzione della maturità articolare e anche il sesso ha la sua importanza in relazione alla densità articolare. 
  • È importante sapere che la temperatura ambientale influisce  positivamente o negativamente sulla flessibilità; a 35 – 40 gradi, il cane  sarà molto facilitato mentre a 18 – 20 gradi, ci sarà una riduzione della prestazione sino al 20% .
  • La stanchezza influisce molto specialmente sulla fragilità articolare. Un esercizio fatto eseguire a freddo o da stanco, può essere molto pericoloso per i muscoli e le articolazioni.
  • Va ricordato che l’estensione articolare è relativamente importante per tutte quelle attività normali o definite tranquille: Ricerca in superficie, tra le macerie, Obbedience, etc.. Discorso diverso invece per tutte quelle considerate estreme come: Agility, Disco, Utilità e Difesa, etc..

L’ECCESSO DI FLESSIBILITÀ:

Un eccesso di flessibilità porta spesso ad instabilità e lassità articolare, provocando problemi gravi. Esiste infatti un compromesso tra la flessibilità e la stabilità; quando il cane diventa “più sciolto” o più agile in una particolare articolazione, i muscoli stabilizzatori offrono meno supporto. Una flessibilità eccessiva può così diventare pericolosa al pari di una ridotta mobilità articolare; entrambe le condizioni aumentano infatti il rischio di lesioni (i legamenti si lacerano se allungati più del 6% della loro normale lunghezza, i tendini non sono neppure preposti all’allungamento). La flessibilità può essere di due tipologie:

  1. Dinamica: è la capacità di far muovere un arto o parte di esso, in tutte le sue direzioni e competenze, attraverso la mobilità articolare svolta per mezzo delle capacità dinamiche o cinetiche dei muscoli  destinati a questo compito.
  2. Statica: è la capacità di assumere e mantenere posizioni distese, usando solo la tensione degli agonisti e degli agenti sinergici mentre gli antagonisti sono allungati.

Come funziona la mobilità articolare del cane?
 
I MUSCOLI:

  • Agonisti: sono i muscoli responsabili (per primi) del movimento e vengono definiti anche “placche motrici”.
  • Antagonisti: questi muscoli agiscono in opposizione al movimento generato dagli agonisti e sono responsabili del ritorno dell’arto alla posizione iniziale.
  • Agenti sinergici: questi muscoli svolgono lo stesso compito degli agonisti, anch’essi aiutano il movimento dell’articolazione. Gli agenti sinergici sono a volte detti anche “neutralizzatori” poiché aiutano a cancellare, o neutralizzare, un movimento extra degli agonisti, assicurando che la forza generata sia nel programma desiderato di movimento.
  • Fissatori: questi muscoli forniscono il necessario supporto aiutando a tenere il resto del corpo a posto mentre si svolge il movimento. I fissatori talvolta sono detti anche “stabilizzatori”.

Ad esempio: quando il cane flette il ginocchio, il tendine del poplite si contrae (fino ad un certo punto) e fanno lo stesso il flessore del tarso e il gran gluteo esterno. Contemporaneamente, i quadricipiti vengono inibiti (rilassati e allungati) in modo da non resistere alla flessione. In questo esempio, il tendine del poplite funge da agonista, o primo agente; il quadricipite funge da antagonista. L’estensore e il gran gluteo esterno, fungono da agenti sinergici. Gli agonisti e antagonisti generalmente si trovano ai lati opposti dell’articolazione interessata (come i tendini del poplite e quadricipiti, o i bicipiti e tricipiti), mentre gli agenti sinergici sono solitamente situati sullo stesso lato dell’articolazione vicino agli agonisti. I muscoli più grandi spesso fanno ricorso ai quelli vicini più piccoli come gli agenti sinergici. La flessibilità statica viene utilizzata più dal bipede (essere umano) che dal quadrupede; per esempio nell’umano è la capacità di sollevare la gamba e tenerla in alto senza supporto esterno, utilizzando solo i muscoli della stessa. La flessibilità attiva si manifesta quando la forza di contrazione dei muscoli agonisti influenza la capacità di flessibilità. Nel cane da lavoro un rapporto molto delicato è quello che intercorre tra flessibilità e forza.

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