Il cane e lo stress psicodinamico…

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 Il cane e lo stress psicodinamico...
 

Il cane e lo stress psicodinamico da lavoro

Spesso si usa genericamente il termine stress per identificare uno stato di disagio non facilmente individuabile nel cane dai non addetti ai lavori. Cominciamo col chiarire che lo stress, in senso lato, è lo sforzo di risposta generica dell’organismo allo stressor. Lo stressor è un agente, una situazione o uno stimolo che in modo generico o localizzato colpisce il cane. La reazione a questa causa può essere sia positiva (una situazione che da benessere e sicurezza) che negativa (una prestazione – limite richiesta e che l’organismo non è in grado di soddisfare, un abbandono, una punizione, etc.). In questo caso il nostro amico sarà preda di uno stressor negativo; l’insieme di azioni e reazioni fisiologiche che l’organismo compie per combatterlo si chiamano appunto stress.
La sindrome di adattamento è la prima reazione fisiologica, che è la risposta biologica anomala che l’organismo dà; questa reazione si può identificare in tre fasi:

  • Fase di allarme.
  • Fase di resistenza.
  • Fase di esaurimento.

Nella fase di allarme (chiamato anche picco adrenalinico) si ha un’attivazione del sistema endocrino, di quello immunitario e dell’apparato nervoso vegetativo.
Il sistema endocrino, che nella normalità ha il compito di gestire, attraverso ghiandole e cellule la cessione ormonale dell’organismo, in caso di stress reagisce modificando la produzione in eccesso di diversi ormoni; tra questi l’adrenalina, la noradrenalina e la dopamina, il cortisolo, l’ormone della crescita (GH), la prolattina, gli ormoni tiroidei, unitamente alla glicemia, al colesterolo e trigliceridi. Al contrario, gli ormoni sessuali tendono ad abbassarsi.
Il sistema immunitario come in tutti gli sforzi inizialmente tende a diminuire e di conseguenza la risposta immunitaria sarà molto bassa. Successivamente, grazie al lavoro del sistema endocrino e dell’apparato nervoso, potrà avvenire un tampone fisiologico e di conseguenza anche un aumento della produzione di anticorpi.
L’apparato nervoso vegetativo che è in stretta collaborazione con il sistema endocrino utilizza l’adrenalina, la dopamina e la noradrenalina per attivare l’organismo e combattere lo stress attraverso un aumento della soglia del dolore, diminuzione del senso della fatica, aumento della frequenza cardiaca e della pressione circolatoria; ne consegue più ossigenazione ai tessuti muscolari e al cervello. Si traduce in aumento dell’attenzione, che nel lupo equivale alla sopravvivenza, mentre nel cane da lavoro e sportivo  equivale ad una migliore resa.
La fase di resistenza è l’adattamento fisiologico attraverso la fase di allarme dell’organismo allo stressor negativo; è estremamente valido perché mette in condizione il soggetto di avere un tempo utile di reazione per superare la crisi. Questa situazione si chiama eustress ed è di vitale importanza per la sopravvivenza del nostro amico. Va chiarito che in quei soggetti caratterialmente non equilibrati, questa fase può essere pericolosa perché può scatenare reazioni conosciute come rifiuto, paura, aggressività, predazione. In questa occasione l’azione tampone della serotonina ha un compito importantissimo.
La fase d’esaurimento avviene quando le due precedenti fasi non sono in grado di vincere la “crisi” perché la reazione allo stress è troppo lunga e intensa e lo stressor o gli stressor sono troppo numerosi e negativi. Quindi il soggetto entra in una fase di esaurimento o adattamento negativo (distress o stress cronico) che porta l’organismo ad un calo immunitario, energetico e ad una profonda prostrazione e apatia. Nei casi più gravi la conseguenza è la morte (la scomparsa del proprietario è un evento che porta a questo). Negli umani questa fase si può definire esaurimento nervoso depressione.  
In questo contesto è bene sapere che lo stress potrebbe non essere l’unica causa di uno stressor (come ad esempio una variazione climatica), ma un insieme di fattori che vanno a colpire un organismo già debole. Pertanto se un cane è mal nutrito, poco preparato (o preparato male), può essere facile preda degli stressor e non avere una capacità di reazione e resistenza, passando quindi alla fase di esaurimento. Fate attenzione che non solo questo può capitare a cani che svolgono attività intense lavorative, ma anche a quelli che vivono in famiglia e subiscono la crisi quotidiana dell’abbandono, della punizione etc. senza mai avere pause di recupero.    

Il cane e lo stress psicodinamico...
 
Conclusione: E’ stato chiarito il concetto che un cane debole o sottoposto a super lavoro può essere preda di uno o più stressor; quindi è molto importante che quando gli si vuol far fare attività lavorativa, sport compreso, anche i cani che non impegnano il fisico (obedience) vengano sottoposti ad un periodo di preparazione. E’ molto importante che tutti i cani, anche i più “casalinghi”, facciano almeno due volte la settimana attività fisica (condizionamento fisico) e controllino l’alimentazione. Con questa condotta sarà molto più semplice valutare quando un cane sia a rischio. E’ comunque importante sapere che anche cani apparentemente sani e forti possono incappare in un situazione di stressor. Per una più ampia informazione elenco una serie di situazioni in cui il cane può essere a rischio:

  1. Soggetti geneticamente nevrili.
  2. Periodo dell’estro per le femmine ed equivalente periodo per i maschi.
  3. Scarsa potenza fisica.
  4. Problemi al sistema locomotorio, nervoso ed endocrino.
  5. Cattiva funzionalità degli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, fegato, pancreas, reni ed intestino).
  6. Abbandono, anche se momentaneo (pensione o vacanze), maltrattamento, segregazione, punizioni.
  7. Problemi nel nucleo famigliare, morte di un famigliare o di un cane compagno, litigi in famiglia, bambini maleducati.
  8. Pretese di prestazioni fisiche che non può dare, cattivo training e istruzione, utilizzo di strumenti non idonei (collare elettrico).
  9. Insegnamento troppo pesante e intenso per i cuccioli.
  10. Fenomeni atmosferici e rumori forti ed improvvisi (sconosciuti).

L’elenco potrebbe continuare, l’importante è imparare ad osservare il proprio cane e sicuramente vi accorgerete quando si troverà in difficoltà.

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