Il doping del cane tra omertà e indifferenza!

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Il doping del cane tra omertà e indifferenza!
 

Il doping del cane tra omertà e indifferenza! Vediamo quali sono le sostanze lecite…

Oggi, in qualsiasi sport o lavoro, per migliorare le qualità agonistiche o lavorative del proprio cane, ad ogni livello, lo si può fare in modo onesto, corretto e gratificante (per la sua qualità di vita), attraverso il duro lavoro, una alimentazione adatta e la corretta integrazione. Al contrario chi vuole vincere senza fatica e non tollera neppure minimamente la possibilità di un insuccesso, è possibile che si rivolga a persone senza scrupoli che con false verità e inganni (a discapito esclusivo del cane), proponga prodotti provenienti dall’industria chimica. Le situazioni più comuni vengono gestite quindi con pillole “magiche” per tutti e per ogni circostanza; faccio un esempio:

  • Una pillolina di Fluoxetina al soggetto aggressivo per fargli venire il buon umore. 
  • Una di Metilfenidato a quello ipercinetico (molto nevrile). 
  • Clomicalm al cane con l’ansia da separazione.
  • Amfetamina per aumentare la soglia del dolore, diminuire quello della fatica, dimenticare sete e fame

Alla fine ciò che conta per queste “persone” è raggiunge il risultato immediato! Il problema che per ottenerlo si strumentalizzano circuiti neuro chimici, si manipola il corpo come mai prima, senza regole culturali e/o morali.

Le sostanze utilizzate sono soggette a mode, i motori del loro cambiamento e/o sostituzione sono solo le tecniche d’analisi in grado di smascherarne l’uso e quindi di renderle non più assumibili perché svelabili negli atleti animali  (in modo particolare cavalli e cani da corsa) poiché sottoposti a controllo… mentre per tutti gli altri “settori” dello sport cinofilo a quanto pare è tutto possibile. Il fenomeno doping è incerto, senza confini, come la parola stessa; letteralmente doping significa drogaggio, ovvero uso o somministrazione illegale di droghe a soggetti praticanti sport e lavoro (atleti, cavalli, cani). Le droghe, in senso stretto, sono sostanze in grado di interferire col sistema nervoso (eccitanti, deprimenti, allucinanti), invece al doping sono riconducibili tutte quelle sostanze illegali (non accettate dai regolamenti), in grado di accrescere le energie psicofisiche e quindi assunte e/o somministrate per interferire nelle sicurezze naturali del cane e migliorare in modo artificioso, il suo rendimento agonistico in competizioni e nel lavoro estremo.

La legge b. 376 del 14 dicembre 2000: contiene sanzioni penali collegate ad attività di consumo e di commercializzazione di sostanze dopanti, cita: costituisce doping la somministrazione all’atleta (professionista, dilettante, amatoriale) di medicinali appartenenti alle classi farmacologiche vietate indicate dal CIO (comitato olimpico internazionale), medicinali o pratiche terapeutiche non giustificate da documentate condizioni patologiche, effettuate con l’intento di migliorare le prestazioni agonistichele condotte incriminate sono quelle previste dall’art. 9al comma 1 si statuisce la pena della reclusione da 3 mesi a 3 anni per chi procura, somministra, assume o favorisce l’utilizzo di sostanze dopanti al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti o di modificare i risultati dei controlli (elemento costitutivo della condotta). Destinatario della pena è, quindi, sia colui che consente la pratica illecita, sia lo stesso fruitore. Questa legge attualmente viene applicata anche agli animali da competizione in modo particolare ai cavalli e in alcune competizioni in paesi esteri anche nei cani.

Il doping del cane tra omertà e indifferenza!
 
Ora vediamo quali sono le sostanze NON classificate come dopanti dal CIO:

Carboidratimaltodestrine, fruttosio: questi zuccheri somministrati in tempi opportuni, possono fornire le giuste riserve di energia  e mettere il cane nella corretta condizione di effettuare lavoro e sport.

  1. Carboidrati,maltodestrine, fruttosio: questi zuccheri somministrati in tempi opportuni, possono fornire le giuste riserve di energia  e mettere il cane nella corretta condizione di effettuare lavoro e sport.
  2. Amminoacidi essenziali (AA): sono i componenti base delle proteine. Gli sportivi assumono gli amminoacidi AA e in particolare i ramificati (valina, leucina, isoleucina) indispensabili alla vita, non producibili dall’organismo che, quindi, deve prenderli con il cibo. Aumentano l’anabolismo e la produzione dell’ormone della crescita. Potenziano la massa muscolare. Ma l’ipotesi che la somministrazione di amminoacidi ramificati possa avere un ruolo nel potenziamento della performance fisica, non è dimostrata chiaramente da alcun studio clinico. Anche l’ipotesi che la glutammina (aminoacido compreso tra gli ordinari) stimoli il sistema di difesa immunitaria e diminuisca il rischio di contrarre infezioni dopo estenuanti esercizi fisici (come la maratona nell’umano, nel caso del cane da lavoro: venatoria, ricerca, in superficie, da competizione – Sleedog), non è stata scientificamente dimostrata. In dosi eccessive possono influire sulle funzioni cerebrali, provocare gotta, danni epatici e renali. L’uso parenterale può dare discrasia (difetto della produzione delle cellule ematiche), encefalopatia e calcolosi delle vie biliari. Come effetto collaterale danno aumento di pressione. Nel cane vengono assunti mediante lalimentazione, lintegrazione si effettua solo in particolari casi di necessità.
  3. Integratori minerali:sono preparati utili per restituire i sali persi con la sudorazione, ma vanno opportunamente somministrati dal medico sportivo, comunque. Il cane non ‘’suda come l’umano’’ ma in ambiente caldo umido e sottosforzo cede molti sali minerali quindi è giustificato luso degli integratorisempre sotto il controllo del veterinario o di un consulente ed esperto in preparazione atletica.
  4. Bicarbonato di sodio: sale normalmente presente nel sangue, nelle cellule, deputato alla regolazione del pH dei tessuti; è utilizzato per neutralizzare l’acidità delle urine e del sangue (effetto tampone), causata ad esempio da problemi renali o da diarree gravi: diminuisce anche l’attività degli acidi gastrici (effetto antiacido). Si è pensato di usare questo sale per neutralizzare l’acido lattico che si accumula nei tessuti durante l’esercizio fisico prolungato e che genera una sensazione di affaticamento generale; ma per ottenere questo effetto occorrono dosi molto alte di bicarbonato che danno diarrea esplosiva, crampi allo stomaco, flatulenza (eccesso di gas gastrici ed intestinali). Proprio per questi fastidiosi effetti collaterali, che si possono verificare durante l’attività fisica, l’assunzione di bicarbonato non risulta conveniente prima di una gara. Nel cane non è utilizzato per questa funzione in quanto poco conosciuto come sostanza coadiuvante.
  5. Creatina: si forma nel fegato e reni a partire dagli amminoacidi: glicina, arginina, metionina ( precursori). Si distribuisce per il 95% nei muscoli, dove, sotto forma di fosfocreatina funge da “carrier” per il fosforo che ritrasforma l’ADP in ATP, fornitore d’energia prontamente utilizzabile per la contrazione muscolare. Il fabbisogno quotidiano di creatina è di circa 2 gr. al giorno in funzione della taglia. Un’alimentazione equilibrata e completa la fornisce, con i cibi proteici,di origine animale e vegetale, nella quantità adeguata. Nella medicina sportiva la creatina viene somministrata, in aggiunta a quella fornita dai cibi, per aumentare la capacità del muscolo di generare forza e ridurre i tempi di recupero dopo la fatica, fra una gara e l’altra o durante lunghe tornate di lavoro. Nell’umano, miglioramenti delle prestazioni fisiche dopo somministrazione di creatina sono stati dimostrati in alcuni studi su soggetti non allenati, impegnati in esercizi ed in condizioni “da laboratorio”. Ma studi effettuati su atleti, durante vere competizioni, non hanno confermato questa tesi. Ulteriori ed approfonditi studi clinici sono ancora in corso per dimostrare l’efficacia di questa sostanza nel migliorare il grado di sopportazione dello sforzo. In veterinaria è utilizzata per migliorare il metabolismo cardiaco in caso di scompenso o di cardiopatia ischemica, in diete dimagranti vegetariane, in cani anziani con difficoltà masticatoria e con astenia. Se assunta in dosi eccessive può provocare disturbi gastrointestinali e crampi, “muscoli legnosi”, ritenzione idrica per diminuzione della produzione di urina, sovraccarico renale. Nel cane viene usata durante gli allenamenti e il lavoro o competizione.
  6. Carnitina: aminoacido a catena corta che regola il trasporto ed il consumo degli acidi grassi dal sangue ai muscoli, cioè fa da “carrier” agli acidi grassi. Viene prodotta a partire dagli amminoacidi lisina e metionina (precursori). Una dieta equilibrata, con sufficiente assunzione di carne e derivati del latte, ne garantisce un adeguato apporto. Obbligatoria la somministrazione a cani che svolgono attività sportive e in particolare in quelli obesi o sovrappeso.
  7. Gamma Orizanolo: sostanza estratta dalla crusca di riso ha il compito di stimolare la crescita muscolare in modo naturale unita alla creatina aumenta e migliora l’ipertrofia muscolare. Nel cane viene usata durante gli allenamenti, il lavoro o competizione e durante la ricostruzione muscolare post intervento.
  8. Vitamine: sono composti dalla formula più varia, indispensabili alla vita del nostro cane, nelle giuste quantità potenziano e mantengono integre le difese immunitarie con formazione degli anticorpi necessari. La loro integrazione alimentare in condizioni di buona salute ed alimentazione equilibrata, è inutile se non in particolari casi, come: i cambi di stagione, la forte attività fisica, la gravidanza, lo stress, etc…. Il sovradosaggio può dare disturbi differenti a seconda della vitamina e del tempo d’utilizzo.
  • La vitamina A: in eccesso causa insonnia, disturbi gastrointestinali, gengiviti, reazioni cutanee; è controindicata in alte dosi particolarmente nelle femmine in gravidanza.
  • La vitamina C: necessaria in piccole dosiè nociva a grandi dosaggi, come altre vitamine antiossidanti ( la E ed il betacarotene) capaci,in questo caso, di favorire attacchi cardiaci, emorragie cerebrali, disordini immunitari e diverse tipologie di cancro. Diversamente è un forte antiossidante in quantità moderate, ma molto ossidante, se somministrata in dosi elevate. È pericolosa se assunta con ferro o quando, questo minerale è già presente nell’organismo in quantità  elevate, in questo caso il rischio di produrre tumori è alto.  L’iperdosaggio, inoltre, aumenta il rischio di calcoli renali e disturbi gastrointestinali.
  • Vitamina D: in eccesso provoca perdita di calcio dalle ossa, danni renali, ipertensione e aritmie.
  • Vitamina E: in eccesso può provocare emorragie, alterazioni del sistema immunitario, alterazioni delle funzioni sessuali.
  • Vitamina K: in eccesso altera le funzioni del fegato.

In questa prima parte abbiamo visto nel dettaglio quali siano le sostanze da considerarsi legittime, che se utilizzate con percentuali corrette (e con il sostegno di un esperto della nutrizione del cane sportivo e che pratica lavoro) danno indiscutibili benefici senza controindicazioni ai pelosi che svolgono attività sportive… domani vedremo quelle da considerarsi dopanti con ovvie conseguenze per la salute del cane… a presto!

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