La memoria genetica e la memoria interna…

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La memoria genetica e la memoria interna...
 

La memoria genetica e la memoria interna del cane

Per comprendere meglio come opera il sistema nervoso lo divideremo in due blocchi:

  1. Nel primo blocco si trova l’attività degli analizzatori: che consiste nella percezione e nell’analisi. Nell’esercizio sportivo (obedience, disc dog, dog dance, etc.) il cane percepisce e analizza il movimento dell’avversario (figurante), la collocazione degli ostacoli o la percezione anticipata del conduttore. Dati scientifici confermano che il tempo fisiologico, non modificabile, che trascorre dalla visione alla ricezione dello stimolo è di 50 millesimi di secondo.
  2. Nel blocco successivo si ha linterazione con la memoria: in questa fase lo stimolo viene confrontato con le relative informazioni presenti in memoria. Dopo di che avvengono i processi decisionali. Nella memoria a lungo termine sono immagazzinate le conoscenze specifiche apprese in allenamento o in gara. Queste conoscenze possono essere ben organizzate in mappe, consentendo una ricerca rapida… quasi automatizzata; oppure non organizzate, in maniera definita abitualmente “a macchia di leopardo”. Nel primo caso le vie utilizzate per la ricerca della risposta ad un dato stimolo sono razionali e rapide, mentre nel secondo la ricerca risulta confusa poiché non esistono vie razionali e preferenziali per la ricerca della risposta. 

Essendo le azioni estremamente veloci ed essendo il tempo di reazione “semplice” (cioè quello che intercorre tra l’elaborazione dell’informazione e la decisione) di circa 150-200 millesimi di secondo, la razionale organizzazione della memoria è fondamentale, in quanto circa la metà del tempo di reazione complessivo è impiegato per scegliere la risposta opportuna. Il cane poi deve decidere cosa fare dello stimolo in arrivo: è il blocco della cosiddetta “presa di decisione”. Questo momento è importante perché esprime la capacità canina di darsi uno scopo ancora prima di iniziare ad operare per conseguirlo. La rappresentazione mentale è allora la capacità di prevedere ciò che potrebbe accadere. Nel cane sportivo o da lavoro è “l’essere vincente”, in quello selvaggio (randagio che nasce e vive per la strada, il lupo, etc.) è la sopravvivenza. In questa fase, che si chiama appunto della “pre-azione”, che è quel periodo di tempo che passa dal momento in cui è stato percepito lo stimolo, al momento in cui incomincia il movimento di risposta; questo tempo deve essere il più breve possibile, pena l’inadeguatezza delle risposte rispetto allo scopo del lavoro o di vita. Il tempo della fase elaborazione-decisione, (tempo sul quale il sistema può intervenire) deve essere reso il più breve possibile. Per fare questo, il cane preliminarmente deve verificare come, all’interno della sua memoria, siano organizzate le cosiddette abilità tecnico-tattiche, in quanto se c’è disordine nell’organizzazione delle abilità e quindi delle conoscenze, passerà molto tempo fra l’elaborazione e la decisione e di conseguenza sarà ritardato anche il tempo d’inizio dell’azione di risposta. Se poi nella memoria esistono addirittura lacune, non c’è possibilità di risposte efficaci in tempi utili. A questo punto perché l’azione di risposta sia efficace, non è sufficiente che risulti corretta la scelta della riposta mentale, ma è necessaria anche la rapidità d’azione, condizionata dalla capacità condizionale (forza rapida) e dalla capacità intermedia (mobilità articolare) . Il “sistema di controllo” consente poi di verificare che, istante per istante, l’azione programmata e quella che si sta eseguendo, siano adeguate alla situazione. Pertanto è anche possibile che l’azione venga modificata o interrotta qualora non risulti più adatta alla situazione. L’azione che si compie è di conseguenza legata alle proprie capacità di regolazione delle contrazioni, all’ ampiezza dei movimenti e alla velocità (propriocezione), le quali devono adattarsi alle informazioni relative allo spazio ed al tempo (esterocezione) e al perfetto equilibrio psicofisico (mente e corpo).

La memoria genetica e la memoria interna...
 
LA CAPACITÀ D’ ANTICIPAZIONE

Una caratteristica di tutti i giochi è la capacità di anticipazione: che permette di attivare immediatamente lo schema idoneo alla situazione problematica (corrisponde alla intuizione-elaborazione cognitiva); questa è strettamente correlata alla capacità decisionale dalla quale viene anticipata. Essa dipende quindi dalla ricchezza del bagaglio di movimenti già appresi in memoria (memoria interna) dal cane; dinfatti  la capacità di anticipazione comporta la rapida esecuzione di movimenti senza averli rappresentati mentalmente. Per sviluppare adeguatamente questa abilità (e per non impoverirle) occorre dunque sviluppare il più ampio repertorio di schemi tecnici possibili, favorendo la massima variabilità delle situazioni ambientali in allenamento tecnico e soprattutto nelle prime esperienze (da cucciolo).

CONCLUSIONE

Il punto centrale del discorso per: conduttori, istruttori e addetti ai lavori, è quindi capire quanta importanza abbia il corretto assetto, il potenziamento fisico ed energetico del cane e come sia ugualmente vitale l’insegnamento nell’affrontare per la prima volta un ostacolo, un percorso, un attacco, un esercizio, etc.. Il cane utilizzerà quella prima esperienza come metro di confronto nel richiamo di utilizzo. Quel momento sarà vincolante nella futura vita lavorativa e sportiva del cane e sostituirlo dalla memoria interna con un altro, risulterà complicato.

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