Quali funzioni ricoprono gli analizzatori per il cane?

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Quali funzioni ricoprono gli analizzatori per il cane?

Foto di: Harold Meerveld

Quali funzioni ricoprono gli analizzatori per il cane? Quanto è importante l’equilibrio fisico?

Il sistema nervoso possiede analizzatori che servono a raccogliere informazioni, questi si dividono in due tipologie:

  1. Gli analizzatori di tipo esterocettivo (che analizza le informazioni provenienti dall’esterno) sono: olfattivo, acustico, gustativo e visivo, quest’ultimo importantissimo per le attività sportive e gli sport da difesa.
  2. Gli analizzatori di tipo propriocettivo (che analizza le informazioni provenienti dall’interno) invece sono: tattile, il sistema vestibolare (equilibrio) e il sistema cinestesico (fusi, organi tendinei dei golgi, propriocettori articolari).

La funzione degli analizzatori: è quella di fornire input precisi al nostro cane dal punto di vista spaziale e temporale. Quando gli analizzatori ricevono delle informazioni, il sistema nervoso li elabora e, se necessario, formula un programma d’azione di risposta. Quindi il sistema nervoso organizza il programma del movimento, invia gli stimoli per la sua esecuzione, lo controlla continuamente sino alla fine.

L’apparato locomotore: si muove perché gli vengono inviati una serie di comandi circa le azioni che devono essere compiute. La capacità di eseguire dei movimenti da parte del nostro cane (come ho scritto in precedenza) anche ad occhi bendati si basa sulla memoria interna e sugli organi auditivi e olfattivi, nel caso di lavoro ripetitivo appunto, il corpo è già educato ad eseguire i movimenti e quindi li può riprodurre anche escludendo l’analizzatore visivo; con questo si può capire perché quando un cane perde la vista riesce a fare lo stesso percorso con sicurezza come se fosse vedente.

LE CAPACITA’ MOTORIE

Le capacità motorie: sono l’insieme delle caratteristiche fisiche che un cane possiede e che permette l’apprendimento e l’esecuzione delle varie azioni motorie; sono proprie del cane, sono in parte legate alla genetica e possono modificarsi con l’allenamento. Le capacità raggiungono un differente grado di sviluppo in ciascun soggetto. Le capacità motorie si trovano alla base della prestazione fisica e si dividono in:

  • Capacità condizionali:legate alla condizione fisica e quindi agli aspetti energetici del movimento, cioè, forza, resistenza, velocità e flessibilità (che è la mobilità articolare + elasticità muscolare).
  • Capacità coordinative: connesse alla capacità del sistema nervoso centrale di avviare e controllare il movimento. Nell’ambito di questi due grandi gruppi esistono un numero di varianti definite per ogni scopo. Argomenti che tratteremo più avanti.

CAPACITA’ DI EQUILIBRIO

La capacità di equilibrio deriva dalla possibilità di integrare tra loro gli stimoli sensoriali provenienti dagli analizzatori percettivi: visivo, tattilecinestesico, vestibolare. Il mantenimento dell’equilibrio  è richiesto sia nel mantenimento di una posizione statica, postura (equilibrio posturale o equilibrio statico) sia durante il movimento (gestione dinamica delle situazioni di disequilibrio). Quando l’azione motoria è stata automatizzata, allora è il cervelletto che funziona da centro di controllo dell’equilibrio. Ma se si sperimentano situazioni dinamiche complesse, in cui viene richiesta una prestazione non abituale, allora devono intervenire, nella gestione dell’equilibrio, i centri superiori della corteccia cerebrale (memoria interna):

  • Esocettori o Esterocettori: vista e udito.
  • Endocettori o Propriocettori: tattile (polpastrelli), cinestesico (articolazioni, muscoli, tendini, legamenti e ossa) e vestibolare (canali semicircolari dell’orecchio).

Quali funzioni ricoprono gli analizzatori per il cane?
 
Anche la capacità di equilibrio, come tutte le altre capacità coordinative, può essere migliorata  attraverso un allenamento specifico, in grado cioè di stimolare la necessità di una gestione dinamica delle situazioni di disequilibrio (propriocettivo già in prima crescita). Normalmente le informazioni percettive relative al movimento provengono principalmente dalla vista e dall’udito (riguardano le distanze e permettono di mettere in relazione il corpo con l’ambiente circostante), dalle terminazioni del polpastrello (dette barocettori, che sono sensibili alle variazioni di pressione, consistenza del terreno, ambiente in cui si lavora) e dalle terminazioni sensoriali situate a livello delle ossa, dei muscoli (fusi neuromuscolari che  inviano stimoli inerenti l’allungamento delle fibre muscolari), dai tendini (corpuscoli del Golgi e del Pacini) e dalle articolazioni coinvolte nel movimento.Va specificato, sempre riferito alla capacità d’equilibrio, che quando il cane si trova in condizioni particolari di scarsa visibilità (per cui le informazioni visive non sono più sufficienti a farlo orientare nell’ambiente circostante), oppure quando il corpo è in atteggiamento di salto o volo, per cui vengono a mancare le informazioni provenienti dai polpastrelli, allora diventano fondamentali le informazioni provenienti dall’apparato vestibolare, cioè dai tre canali semicircolari. Detti canali sono disposti sui tre piani spaziali di movimento (frontale, orizzontale e sagittale) e contengono un liquido, l’endolinfa, che spostandosi va ad urtare contro le pareti stesse dei canali, tappezzate da cellule nervose ciliate, dalle quali partiranno perciò le informazioni riguardanti lo spostamento della testa nello spazio. Il corpo del cane come quello umano e come tutti i corpi presenti sulla Terra, deve sottostare alle leggi della gravità e dell’equilibrio. Esse stabiliscono che per qualunque oggetto l’equilibrio è possibile solo se la proiezione del suo baricentro cade all’interno della propria base d’appoggio. L’equilibrio può essere più o meno stabile in relazione alle dimensioni della base d’appoggio, più è ampia, maggiore sarà la stabilità. Il mantenimento dell’equilibrio, inoltre, è tanto più facile quanto più è basso il baricentro. Infine più la perpendicolare condotta dal baricentro cade vicino al centro della base di appoggio, maggiore è la stabilità. Si distinguono tre tipi di equilibrio:

  • Equilibrio statico o posturale: cioè la capacità mantenere stabilmente la posizione di appoggio (in quanto la perpendicolare di gravità cade sempre entro il poligono di appoggio dei piedi).
  • Equilibrio statico – dinamico: l’equilibrio statico è definito come la condizione di stabilità e di mantenimento di una posizione da parte di un soggetto, l’equilibrio dinamico invece è l’abilità di assumere la postura più adatta nell’esecuzione di un movimento. 
  • Equilibrio dinamico: che rappresenta la capacità di gestire dinamicamente le situazioni di disequilibrio.
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