Quanto e come incide nel cane l’acido lattico?

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Quanto e come incide nel cane l’acido lattico?
 

Quanto e come incide nel cane l’acido lattico? A cosa serve?

L’acido lattico o lattato si dice che sia uno dei maggiori responsabili della fatica muscolare; è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido. In pratica è una sostanza di un composto, come abbiamo detto, in parte tossico per le cellule, che si accumula nel circolo sanguigno. Si produce anche quando il cane effettua esercizi di scarso impegno fisico. Infatti i globuli rossi, lo continuano a produrre anche quando l’organismo è in metabolismo basico, cioè in condizioni di completo riposo. Un cane di taglia grande che conduce un’attività normale produce circa 80/100 grammi di acido lattico al giorno; il 30% sono prodotti dai tessuti aventi un metabolismo esclusivamente anaerobio (retina e globuli rossi) il resto da altri apparati e organi in funzione dell’attività e in base all’effettiva disponibilità di ossigeno. Siccome in natura tutto è utile, anche un prodotto tossico come il lattato può essere riconvertito in glucosio, grazie all’attività del fegato e del cuore che ha il compito di metabolizzarlo a scopo energetico. Tutto questo avviene attraverso una serie di processi enzimatici per cui può essere riutilizzato per la risintesi di glucosio intracellulare. Il ciclo di Cori è il meccanismo responsabile della conversione dell’acido lattico in glucosio che avviene nel fegato; è bene accennare che oltre al ciclo di Cori esiste un ulteriore sistema per smaltire l’acido lattico evitando che questo si accumuli nel muscolo… si tratta del tamponamento ematico mediato dal bicarbonato prodotto dall’organismo; viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda della preparazione atletica del cane e della quantità di acido lattico prodotto. Va aggiunto che L’acido lattico rappresenta un forte stimolo per la secrezione di ormoni anabolici come il GH ed il testosterone. Per questo motivo esercizi statici, zavorrati o ad alta densità, intervallati da pause non troppo lunghe ( ripetute), aumentano il volume della massa muscolare. Alla luce di quanto esposto si può dedurre come l’acido lattico sia solo indirettamente e parzialmente coinvolto nell’aumento dell’acidità ematica e nella fatica muscolare. Il vero e principale nemico dei muscoli, del nostro cane, sottoposti ad uno sforzo sono di altri meccanismi che tratteremo nelle successive news.

Quanto e come incide nel cane l’acido lattico?
 
La preparazione atletica in relazione al lattato
I cani impegnati in discipline anaerobiche lattacide (durata dello sforzo tra i 30 ed i 200 secondi) sono costretti a gareggiare in condizioni di massima produzione ed accumulo di lattato. La loro prestazione è quindi correlata all’efficienza del metabolismo anaerobico lattacido e dei sistemi di smaltimento a livello ematico, muscolare ed epatico. Lo scopo degli stimoli mirati all’aumento di tali caratteristiche è quello di saturare i muscoli di acido lattico in modo tale che si abituino a lavorare in condizioni di forte acidità. Contemporaneamente tale approccio migliora l’efficacia dei sistemi tampone ematici (bicarbonato) nel neutralizzare l’acidosi del sangue. Il cane ha a disposizione, in linea di massima, due tecniche di allenamento per ottenere un miglioramento della prestazione anaerobica lattacida:  la prima basata sullo sforzo continuo con tempi progressivi e vicini alla soglia anaerobica, e la seconda basata sul metodo di lavoro ad intervalli che consiste in ripetute intervallate da recuperi parziali tra le ripetizioni. 

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