Allevare con serietà un Labrador…

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Allevare con serietà un Labrador…
 

Allevare con serietà un Labrador Retriever

Sono purtroppo costretta a constatare, quasi quotidianamente, come la “moda” di certe razze canine influenzi l’interesse delle persone; non parlo esclusivamente in termini di “acquisto” ma della incosciente abitudine a preferire questa o quella razza in funzione della moda momentanea, stabilita generalmente dalle insane regole della pubblicità, dei film o dei programmi televisivi. Tutto questo genera un proliferarsi di pseudo-allevatori che danneggiano inevitabilmente non solo la preservazione di una specifica razza ma anche i potenziali “acquirenti”, attratti dal miraggio di adottare un cane di razza a basso costo. Di questo preoccupante contesto fa parte anche la razza che da tanti anni allevo con immenso amore: il Labrador Retriever… e poiché spesso mi trovo ad offrire la mia consulenza in merito a problematiche, a volte anche molto serie, su Labrador acquistati al costo di un maglione, vorrei illustrare brevemente come si alleva con serietà. Il filo conduttore di tutta l’attività di un buon allevatore è la scelta accurata dei riproduttori per garantire il miglioramento – in termini di rispetto dello standard e della salute – della razza da lui allevata. Tale principio si basa essenzialmente su due fattori: la selezione sul fenotipo, ossia sulle doti morfologiche evidenti comprese quelle caratteriali ed attitudinali e la selezione sul genotipo, ossia l’analisi del patrimonio genetico diretto e per controllo della parentela (ancestrale, collaterale e della discendenza). La combinazione di entrambe le selezioni è indispensabile per ottenere soggetti “di qualità”; infatti è errato basarsi sul concetto che “da campioni nascono campioni” perché la corretta morfologia non è sinonimo di garanzia di trasmissione genetica delle stesse qualità, considerando, inoltre, che un “bel cane” deve essere anche sano. Il lavoro più impegnativo per l’allevatore coscienzioso è quello di indagare scrupolosamente non solo sugli ascendenti dei riproduttori scelti (ricavabili dalla lettura del Pedigree), ma anche sui collaterali (fratelli e sorelle) e sull’eventuale progenie, raccogliendo più informazioni possibili in termini di qualità morfologiche, caratteriali, attitudinali e sanitarie. Per quanto riguarda il Labrador Retriever, è fondamentale che i riproduttori vengano sottoposti ai controlli riguardanti le principali patologie della razza e specificatamente:

  • Displasia delle anche
  • Displasia dei gomiti
  • Controllo delle oculopatie:
  1. Displasia della retina (RD)
  2. Cataratta ereditaria (HC)
  3. Atrofia progressiva della retina (PRA).

Inoltre, personalmente, ritengo importante effettuare anche i controlli per due patologie che i questi ultimi anni si sono manifestate in un numero crescente di soggetti:

  • La Sindrome del collasso indotto da esercizio fisico, comunemente noto come EIC; una patologia non progressiva per la quale non esistono attualmente trattamenti specifici e che consente una vita normale ai soggetti affetti.
  • La Miopatia centronucleare (CNM); una grave malattia neuromuscolare ereditaria.

Allevare con serietà un Labrador…
 
Nel Labrador Retriever, come in altre razze, si sono distinte due “linee”: quella “da lavoro” e “quella da bellezza” ma è necessario sottolineare che la costruzione e la funzionalità di un soggetto sono fortemente legate e che la sua bellezza è costituita dall’insieme armonico dell’estetica e della costruzione morfologica in funzione al corretto svolgimento del lavoro per il quale è stato selezionato per tanti anni. Riassumendo (in modo molto approssimativo) quanto detto, è facilmente desumibile comprendere come tale ricerca consideri un insieme di elementi così ampi, come la valutazione della consanguineità, la salute, il carattere, la costruzione generale (compresa la trasmissione del colore del mantello, gli arti e la dentatura), che comporta un impegno in termini di studio, competenze e controlli sanitari economicamente molto dispendiosi e che spesso, tale ricerca, ci porta ad individuare ed a raggiungere il riproduttore più adatto anche a chilometri di distanza. Tutto questo soltanto per impostare un lavoro di selezione serio ed accurato, al quale andranno aggiunti tutti i costi relativi alla gestione scrupolosa di una cucciolata, quali alimentazione, sverminazioni, vaccini, controlli veterinari e tanto altro…. Mi sono limitata a raccontare soltanto una prima, fondamentale parte di tutta la complessa attività di selezione di una razza, ma vi garantisco che è soltanto l’inizio di un lavoro professionale ed impegnativo. Il presupposto fondamentale per un buon allevatore è aver chiaro quale obiettivo si vuole raggiungere nelle caratteristiche complessive dei suoi cani. Ogni cucciolata deve essere la realizzazione di un progetto personale, con la finalità di ottenere soggetti tipici e sani. La “vendita” dei cuccioli per un vero allevatore è soltanto l’ultimo anello di una lunga catena, che gli garantisce unicamente la possibilità di continuare a svolgere con competenza e cuore l’opera iniziata e beneficio di una intera razza!

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