I luoghi comuni del Labrador…

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I luoghi comuni del Labrador...
 

I luoghi comuni del Labrador Retriever

Allevare è difficile! Questa è una realtà con la quale moltissimi bravi allevatori si confrontano tutti i giorni. Siamo artefici dei nostri successi e viceversa solo al 50%, perché non “lavoriamo” con delle macchine e anche se disponiamo di validi strumenti ed approfondite conoscenze, la vera autorità in questo complesso campo è la genetica. Un altro aspetto che rende molto difficile il compito di un bravo allevatore, è dissipare in modo corretto tutte quelle informazioni errate, in merito alla razza che alleva; pertanto di seguito cercherò di elencare i principali preconcetti che emergono dai dialoghi che affronto periodicamente con i nuovi e possibili affidatari dei miei cani, nella speranza di fare un po’ di chiarezza:

Ho scelto un labrador perché è un cane calmo

Non confondiamo l’assenza di aggressività tipica di questa razza con la calma, perché rischiereste, adottando un cucciolo di Labrador, di accogliere in casa uno tsunami in miniatura! Ebbene si… Lui con quegli occhi teneri sarà pronto a sottoporvi ad ogni prova di resistenza psicologica, tenterà ad ogni buona occasione di appropriarsi dei vostri oggetti più cari (per sgranocchiarseli), correrà per tutte le stanze (affronterà la nuova vita in famiglia con entusiasmo), ficcherà il suo bellissimo naso umido in ogni probabile situazione di pericolo, cercherà di ingoiare ogni prelibatezza lasciata incustodita, strattonerà il guinzaglio per correre festoso incontro al primo sconosciuto a due o a quattro zampe… E già… il vostro cucciolotto “caramellato, cioccolato o carbone” invaderà la casa non solo con la sua “dolcezza” ma anche con tanta energia e grinta, che è tipica di questa meravigliosa razza! Infatti una delle doti caratteriali del Labrador è la vivacità e la curiosità, che mantengono anche in età adulta; tuttavia la loro grande capacità di apprendimento renderà facile la loro educazione e, se vi avvarrete dell’aiuto di un buon educatore cinofilo, saprete incanalare tutta la loro magnifica energia in attività piacevoli per entrambi… il resto lo faranno la saggezza e l’età… (soprattutto la vostra!)

Il Labrador deve essere bello grassottello!”

La principale attività dei Labrador è, originariamente, quella di “riporto” della selvaggina spesso in condizioni territoriali e metereologiche difficili, con temperature molto fredde e, ancor prima, quella di recupero di pesci sfuggiti alle maglie delle reti dei pescatori nelle gelate acque dei mari del nord; per questo motivo è facilmente comprensibile come fosse apprezzata la caratteristica dotazione di un adeguato strato di grasso che proteggesse l’animale dal freddo. Attualmente però si è constatato un eccesso di peso in molti soggetti con tutte i rischi che l’obesità (alla quale sono naturalmente predisposti) comporta e, principalmente, diabete, problemi cardio-circolatori, displasie, rischi anestesiologici in caso di intervento chirurgico…. Pertanto voglio evidenziare che il Labrador Retriever è un cane dall’aspetto robusto, dalla struttura compatta e dalla muscolatura tonica… ma non deve essere mai grasso!

I luoghi comuni del Labrador...
 
Quelli a pelo lungo e quelli bianchi o grigi sono i più pregiati

Lo standard della FCI, alla voce pelo recita “corto e denso, senza ondulazioni o frange, passabilmente ruvido al tatto, dal sottopelo impermeabile” ed alla voce colore “completamente nero, giallo o marrone (fegato-cioccolato). Il giallo va dal crema chiaro al rossiccio (colore della volpe). Ammissibile una macchiolina bianca sul petto”. Sia chiaro quindi per tutti che, in merito al colore, non ci sono dubbi che il Labrador Retriever è esclusivamente giallo (dalle tonalità più chiare a quelle più scure), cioccolato e nero. Per quanto riguarda il pelo lungo, va chiarito che si tratta della manifestazione di un “gene recessivo” (le cui origini hanno una duplice teoria) che non pregiudica la salute del cane; tuttavia un Labrador “fuffly”, pur essendo di razza pura, potrebbe essere squalificato in una buona parte delle esposizioni canine, in quanto il pelo lungo non è riconosciuto dallo Standard. Detto ciò… in merito alla questione del “maggior pregio” lascio a voi trarre le debite considerazioni!

Voglio il Labrador toy!” 🙂

Questa è l’affermazione che mi fa sorridere di più… In questa razza (come invece in altre es. barboni, schnauzer etc.) non esistono varie taglie: l’altezza ideale al garrese nei maschi è 56-57 cm e nelle femmine 54-56 cm. L’eccessiva differenza dalle misure indicate non è da attribuirsi a scelte di allevamento, ma a problemi (genetici) di selezione, o più semplicemente (aimè) a problemi di salute del cane.

Il labrador è meglio prenderlo da cucciolo perché da adulto non si affeziona” oppure… “lo vorrei prendere da cucciolo così cresce con il bambino”.

Premesso il fatto che un Labrador che abbia un’età di quattro mesi o di dieci mesi è sempre un cucciolo, è profondamente sbagliato pensare che si affezioni più di un adulto e, soprattutto, pensare che sia più “adatto” ad un bambino. Un cucciolo di 68 giorni (età nella quale viene generalmente affidato) è una creatura delicata sia dal punto di vista sanitario che psicologico. Un bambino piccolo non è assolutamente in grado di gestirlo in modo adeguato e privo di rischi (per entrambi); inoltre mentre il cucciolo ad un anno sarà già “un adolescente”, vostro figlio a sei anni sarà ancora un bambino. I ritmi di crescita sono notoriamente diversi tra l’uomo ed il cane e quindi la teoria del “cresceranno insieme” è pura fantasia! Il Labrador adulto si affeziona nello stesso modo, è generalmente già educato (non sporca in casa e non tira al guinzaglio), è molto più paziente e sensibile nei confronti di anziani e bambini.

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“Preferisco il maschio perché il calore della femmina crea problemi”

E già! Se non fosse che il maschio è in calore tutto l’anno mentre la femmina solo qualche giorno! La naturale “esuberanza” che la quasi totalità dei maschi di Labrador manifesta al raggiungimento della maturità sessuale è paragonabile a tutta l’esplosività di un piccolo caterpillar di 35-40 chili, che non si placa come si crede (erroneamente) con degli accoppiamenti saltuari. La scelta di adottare un maschio o una femmina di Labrador secondo il mio parere, deve basarsi esclusivamente sulle aspettative che abbiamo dal cane, sulla composizione del nucleo familiare, sulle attività che dovrà svolgere, etc. Nella gestione dell’aspetto riproduttivo bisogna valutare anche la possibilità della sterilizzazione, sia nel maschio che nella femmina, perché anche il preconcetto che “almeno una volta si deve accoppiare” è completamente sbagliato. Questa non è una valutazione in termini di salute e benessere fisico del cane ma intendo riferirmi ad una eccessiva “umanizzazione” dello stesso che spesso porta molte persone ad essere convinte che il proprio cane necessiti di accoppiarsi, più che per assolvere un istinto primario ad una, definiamola, “necessità relazionale”. Spesso mi capita di ricevere telefonate con le quali mi si chiede la possibilità di portare dei cani maschi ad accoppiare con le mie femmine in modo saltuario, per “calmarli” e questo lo trovo sbagliato. Inoltre ritengo che la sterilizzazione sia un atto di responsabilità quando non si hanno le conoscenze, le capacità professionali ed economiche di gestire in modo corretto delle cucciolate, garantendo ad ogni piccolo una famiglia adottiva consapevole. Dal mio punto di vista in questo specifico caso, sterilizzare non è “innaturale” ma è un gesto di amore e di profonda responsabilità.

È troppo piccolo alladdestramento ci penseremo fra un anno!”

L’educazione (l’addestramento è un concetto diverso) di un Labrador DEVE iniziare da subito; un bravo allevatore inizia ad impartire le prime piccole nozioni di educazione sin dalle prime fasi della crescita, supportando in questo compito l’insostituibile mamma. Non fatevi intenerire dal loro tipico sguardo innocente e melanconico, sono degli abilissimi manipolatori! Affidatevi ai consigli dell’allevatore ed appena terminato il primo importantissimo ciclo di vaccinazioni, iscrivetelo ad un corso di educazione di base (la fase di socializzazione è molto importante) con il quale, in modo proporzionato e graduale alla sua età, riceverà tutti gli stimoli necessari per essere un cane educato e felice e fornirà a voi tutte le conoscenze giuste per stabilire con lui una corretta relazione.

“Il pedigree mi serve perché così sono sicuro che è un buon Labrador!”

Il Pedigree è l’unico documento attendibile e riconosciuto dalla Legge che ci consente di stabilire che un cane è di razza; tuttavia, c’è pedigree e pedigree! Intendo dire che soltanto se siamo in grado di “leggere” un pedigree ci possiamo rendere effettivamente conto se il cane che abbiamo deciso di adottare è frutto di un’accurata selezione o frutto di un accoppiamento casuale o ottenuto solo per “vendere”. Non limitiamoci quindi a pretendere il pedigree ma un “buon pedigree”, perché non dimentichiamoci mai che non è il “valore estrinseco” del documento che incide sul costo che ci viene richiesto per il cane, ma il “valore intrinseco” determinato da una selezione accurata, studiata e fermamente voluta dagli allevatori degni di questo nome. La razza Labrador Retriever è relativamente recente in quanto il suo primo Club è stato fondato nel 1916, tuttavia vanta delle genealogie ben conosciute e con caratteristiche ben definite, che ci permettono di poter riconoscere un Labrador ben selezionato.

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