La passione del Beagle raccontata da chi è stata sedotta…

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La passione del Beagle raccontata da chi è stata sedotta
 

La passione del Beagle raccontata da chi è stata sedotta e mai abbandonata!

Molto spesso una delle domande più frequenti che viene fatta all’allevatore è: << perchè hai deciso di allevare questa razza? >> beh… io non ho una risposta da dare, perchè in realtà non sono partita allevando Beagle, io ero una allevatrice di Yorkshire Terrier ed ero una grande appassionata di cani a pelo lungo; lontano da me il pensiero di orientarmi ad allevare razze con pelo corto che a mio avviso erano prive di bellezza… poi (come il proverbio ci insegna, “mai dire mai”), un bel giorno una mia amica mi chiese se potevo tenere per qualche giorno il suo cucciolino di Beagle, perchè doveva assentarsi per un breve periodo e non poteva portarlo con se. Ovviamente accettai e dopo qualche giorno, eccola arrivare con questa salsiccetta pelosa di tre mesi… le orecchie erano enormi… toccavano quasi terra e con degli occhioni dolcissimi che nello stesso tempo sprizzavano tenerezza e vivacità… io non so cosa sia successo, ma per i dieci minuti successivi a quell’incontro, ero imbambolata… ero completamente rapita da quell’esserino. Quel piccolino era di una bellezza sconvolgente, in un attimo mi scatenò della sensazioni bellissime, che mai e poi mai, nessun cucciolo mi aveva trasmesso. Che dire… amore a prima vista… e così misi in discussione tutte le mie convinzioni e decisi di intraprendere una nuova avventura con una razza che era in grado di farmi provare sensazioni ed emozioni che davano leggerezza non solo alla mia mente, ma anche alla mia anima. La mia avventura con questa razza meravigliosa ebbe così inizio.

La passione del Beagle raccontata da chi è stata sedotta...
 
Detto questo, non pensiate che sia stata una scelta facile, perchè passare da uno Yorkshire Terrier (seppure vivace ma comunque un cagnolino di piccola taglia ben adattabile alla vita da salotto) ad un Beagle che è pura energia (inesauribile) e particolarmente attivo nell’andare a scrutare posti nuovi, scovare cose, odorare ogni centimetro di terreno… diciamo che è stato come guidare per anni una utilitaria per poi passare all’improvviso ad una fuoriserie… beh diciamo che te ne accorgi… è stata un ardua impresa (che non ho mai rimpianto)…. Il Beagle è un cane che ha bisogno di vivere a stretto contatto con i suoi simili ed in loro assenza, a stretto contatto con il suo padrone con il quale ama condividere ogni minuto della giornata; non è affatto facile interagire con lui, ma una volta trovata la chiave giusta, si riesce ad instaurare un rapporto meraviglioso che va oltre l’immaginario. Io ho sempre affermato che questa razza o si ama o si odia… istintivamente probabilmente qualcuno di voi si chiederà il perché… beh questo perchè il Beagle è un eterno bambino che ha bisogno di costanti attenzioni e che assolutamente non vuole mai rimanere da solo. L’etologia di questa razza parla chiaro… il Beagle è un cane da pista e sangue e sin dalla notte dei tempi ha condiviso la sua vita con altri elementi della sua razza (muta). Il motivo è ovvio, questi spettacolari e tenaci cani da caccia venivano impiegati sin dagli arbori in “squadroni” di 12 (minimo) sino a 24-30 elementi per delle avvincenti battute di caccia (in molti casi per inseguire una povera volpe). Tutto ciò è ben presente nel suo DNA (memorie) e per “Snoopy” a livello psicologico è davvero dura poter vivere da solo; quando questo accade, vuoi perchè i suoi genitori umani devono andare al lavoro o perchè dove stanno andando non possono portarlo, ecco il cucciolo dagli occhi dolcissimi che inizia ad annoiarsi e deve trovare qualcosa da fare per passarsi il tempo… come?… ve lo lascio immaginare…. Ovviamente tutto questo si può evitare abituando il cucciolo fin dal suo arrivo in casa a rimanere da solo, assentandosi prima per poco tempo e poi gradualmente sempre di più e cercando di delimitare il suo spazio in vostra assenza per evitare che girando in tutta la casa possa farsi male e fare danni irreparabili… il mio consiglio? Un recinto dove all’interno troverà: ciotola dell’acqua, cuccetta, giochi e tappetino per i suoi bisognini…. La cosa più grave e diseducativa che una proprietario può fare nei confronti di tutti i cani in generale ed in particolare con i Beagle è non regolamentare il rapporto (poche cose e chiare) che, come per i bambini, sono importantissime per una buona relazione ed una piacevole convivenza.

La passione del Beagle raccontata da chi è stata sedotta...
 
Non sono d’accordo quando mi viene detto che il Beagle è un capoccione (di solito il problema non è il cane ma il suo “impreparato” padrone), forse io sono stata fortunata o semplicemente so leggere i loro pensieri, ma io non ho mai avuto Beagle che non ascoltano, bisogna avere soltanto la capacità di saperli comprendere e domandarsi: cos’è che li rende “SORDI” ai nostri richiami? Semplice! Il loro micidiale fiuto… (il Beagle come il Cocker Spaniel sono cani polivalenti) insomma sono o non sono cani da caccia???  Il premio usato come marker come sempre risolverà ogni genere di problematica. Concludendo, il Beagle è un cane capace di dare emozioni infinite, può diventare il compagno ideale (sconsigliato ad anziani e persone senza alcun tipo di esperienza cinofila), ti chiederà regolarmente di partecipare ai suoi giochi (come la fase di scarico, il gioco per questo tipo di cane è fondamentale); quindi non puoi essere un proprietario sedentario, ma bensì una persona dinamica, che ama passare il suo tempo all’aria aperta, dedicandogli delle lunghe passeggiate, alternando frenesia a momenti di pura esplorazione e ricordandoti sempre, che lunica cosa che funziona più del premio è farlo sentire importante ed amato (deve sentirsi parte di qualcosa), poiché per lui la condivisione è una roba seria… quindi se qualcuno pensa di comprare un Beagle con la malsana idea di lasciarlo da solo ore e ore in giardino… beh… si prenda un gatto!

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