Ma proprio un Labrador Retriever..?

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Ma proprio un Labrador Retriever..?
 

Ma proprio un Labrador Retriever? Presentazione di un cane eccezionale

La vista che mi offriva quella collina mi lasciava senza fiato; lo specchio d’acqua del lago increspato da un vento freddo che mi irrigidiva il volto. Mi godevo il consueto momento di relax dopo l’ennesima ed impegnativa lezione di affiancamento all’istruttore cinofilo che seguiva il mio percorso per diventare un buona educatrice. Il mio amico Tino, anch’egli un allievo del corso, ma con molta più esperienza di me, continuava nella sua opera di persuasione nel convincermi che avevamo bisogno di cani più “naturalmente predisposti ad un certo tipo di lavoro” rispetto ai nostri : << Ci serve un Labrador! Dobbiamo lavorare con cani veloci nell’apprendimento ed estremamente motivati! >> Tino continuò: << io non posso tenerlo… vivo in un piccolo appartamento a Roma e c’è già Ben con me che non accetterebbe intrusi… (Ben era uno splendido Rottweiler) ma tu potresti tranquillamente, di spazio ne hai in abbondanza! >> Io dissi: << Ho capito che per il nostro lavoro è importante trovare cani con attitudine ma… proprio un Labrador? Ho bisogno di empatia con un cane per lavorarci bene e… il Labrador… non so! Sempre agitato, con quella coda in perenne movimento! >>. Nell’esternare queste mie perplessità mi persi nello sguardo della mia magnifica Corsa nera Liz (perché bella come Elizabeth Taylor) che non si allontanava da me neanche di mezzo metro, nonostante il festino pazzesco che altri cani stavano allestendo insieme ai loro conduttori. E già! Perchè io assomiglio molto più ad un molosso che ad un cane da caccia; ho i miei tempi lenti e riflessivi, non socializzo subito con chiunque e sono pigra, quindi un Labrador non rispecchia esattamente il mio carattere [1]. Un giorno casualmente incontrai una piccola, ingombrante cucciola gialla che fece ben presto crollare tutte le mie resistenze; 50% Poolstead Labrador e l’altro 50% derivante da un “noto Campione”, degno di rilievo, a detta dei proprietari, solo perché aveva vinto qualche esposizione e, sempre secondo loro, molto più importante di una sconosciuta ed anonima stupenda femmina che vantava nel suo pedigree una delle discendenze inglesi più importanti al mondo (ma questo lo imparai soltanto più tardi). Fedra entrò nella mia vita con tutta l’irruenza e la voglia di fare, tipica di un buon Labrador; un vero e proprio terremoto di cucciola! La sua innata curiosità la portava a far danni ovunque, a cacciarsi continuamente nei guai, a rincorrere gatti ed uccelli, ad andare, in piena autonomia, a cogliere ortaggi nel mio orto e a consumare lietamente il suo meritato pasto davanti ai miei occhi disperati… Ero “quasi” una educatrice cinofila, eppure con lei arrivavo sempre alla resa. Intanto cresceva… e bene! Diventò ben presto una cagnolona di quasi 40 chili, non perfetta morfologicamente ma con una tipicità di carattere impressionante. Ben presto incominciai ad apprezzare la sua natura pura, generosa e sempre energica, enormemente legata a me da un estrema voglia di soddisfare le mie aspettative, sempre, a qualsiasi costo!. Viveva all’aperto insieme ad una Golden sua coetanea, eppure la sua gioia si esprimeva pienamente solo quando poteva trascorrere del tempo insieme a noi. Passeggiando nei boschi riuscivo a percepire la sua frenesia, la sua eccitazione nel fiutare gli altri animali, nell’udire in lontananza lo scorrere di un rigolo d’acqua, il fruscio di un uccello che si alzava in volo… Spesso si allontanava e anche se non riuscivo più a vederla ero consapevole che mi avrebbe ritrovata in fretta.

Ma proprio un Labrador Retriever..?
 
Tanto era la sua irrequietezza in piena libertà di azione, tanta però era la sua precisione nel lavorare: obbediente, attenta, memorizzava tutto con grande precisione, mai aggressiva e sempre aperta verso tutti e tutto. In età adulta si dimostrò una mamma premurosa (anche con i miei figli) ed un’ottima educatrice dai modi pacati e gentili. Furono queste le caratteristiche che, a poco a poco, conquistarono una scettica come me, ma che rappresentano a pieno un vero Labrador Retriever! Imparai presto a non considerarlo uncane da salotto perché la sua memoria di razza è un vanto per ogni bravo allevatore. Se correttamente educati e ben gestiti, si presentano dirompenti da cuccioli e veri lord e lady da adulti, vivono il loro tempo passando da scatenate passeggiate ed interminabili nuotate a lunghi riposini trascorsi a ronfare beatamente, ma… se per caso afferri silenziosamente le chiavi della macchina… tac!!! Te li trovi davanti, gli occhi nei tuoi, che sembrano dirti: << Non vorrai mica uscire senza di me, vero? >>. Io e la mia famiglia ci dedichiamo alla selezione di questa razza ormai da molto tempo e, purtroppo per impegni di lavoro e di studio e forse anche perché coinvolti dall’insano vortice delle “esposizioni canine” e nell’errata convinzione che il successo come allevatori lo si raggiunga solo attraverso l’ottenimento di titoli nei ring espositivi. Oggi dopo molto lavoro penso che sia molto più importante dedicarsi alla valorizzazione del carattere di queste meravigliose creature. Credo fermamente nell’importanza di mantenere viva in questa razza, la loro splendida natura di cani da caccia (che lavorando in simbiosi con gli uomini da molti decenni) veri amanti della condivisione che per loro natura necessitano ogni giorno di sentirsi vivi, attivi e partecipi… A mio parere non bisogna mai dimenticare che per sviluppare al meglio le loro doti naturali e renderli forti e felici, sia di fondamentale importanza appagarli attraverso il gioco, l’impiego in attività sportive o di ricerca, o in impieghi socialmente utili come il soccorso in acqua. Se osserviamo un Labrador dalle giuste caratteristiche morfologiche e psicofisiche, si possono intuire le attitudini della razza quali:

  • Il tronco e gli arti forti e ben strutturati per sostenere lunghi e impervi percorsi.
  • La conformazione tipica della coda che possa fungere da timone nell’acqua.
  • Il sottopelo per proteggerlo dal freddo.
  • Il collo robusto per sostenere agevolmente il peso per un buon riporto.

Vi sottoporranno ad un esame difficile con il loro carattere forte e testardo ma se saprete resistere alla tenerezza del loro sguardo furbamente malinconico e se saprete “sfruttare” la loro altissima capacità di apprendimento, avrete al vostro fianco un compagno di vita unico ed insostituibile, capace di far breccia anche in un cuore “molossoide” come il mio!

[1] Una cosa che consiglio assolutamente a chiunque intenda scegliere di adottare un cane di una qualsiasi razza è verificarne con cura le caratteristiche al fine di aver ben chiaro se siano adatte alle proprie, valutando con accuratezza non solo le dimensioni (ad es. per alcuni cani di grande mole lo spazio in cui vivono è irrilevante, ciò che loro amano e desiderano è rimanere sempre e solo a contatto con il loro modello di riferimento, l’umano a due zampe; in alcuni casi pretendere di farsi accompagnare in mostruose camminate è una violenza, tanto quanto lasciarli per ore e ore da soli… ) ma soprattutto il tipo di carattere dell’animale.

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