Come effettuare in maniera corretta il bagno al gatto?

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Come effettuare in maniera corretta il bagno al gatto?

Ebbene si!… anche il gatto va lavato… poiché il suo mantello come quello del cane è un ricettacolo di polvere ed altri agenti patogeni che si attaccano al suo mantello. Inoltre con il lavaggio e l’asciugatura, aiuteremo il gatto ad eliminare il pelo morto (che diversamente ingoierebbe) ed a reidratare l’epidermide tanto delicata.

Ogni quanto tempo lavare il gatto?
Per un perfetto mantenimento del mantello, direi che lavarlo una volta al mese è più che sufficiente; consiglio almeno un minimo di quattro volte all’anno.

Come fare il bagno al gatto?
Portare il gatto nella vasca tenendolo piuttosto costretto, in modo che non possa divincolarsi. Le acrobazie di un gatto sono assolutamente improvvise, quindi bisogna essere decisi, e molto concentrati, durante un qualsiasi trattamento del vostro felino. Vi consiglio inoltre di mantenervi assolutamente calmi, poiché siamo in presenza di un animale che percepisce in modo eccezionale la nostra ansia:
1) Bagnare abbondantemente il gatto con acqua tiepida partendo dalla coda. Il pelo del gatto si rivela particolarmente idrorepellente, quindi preoccupiamoci di bagnarlo bene alla base, per riuscire a far penetrare al meglio l’acqua.
2) Non bagnare e lavare mai la testa del gatto, ne rimarrebbe scioccato. Se proprio non ne potete fare a meno, procedete con delicatezza usando unicamente le mani per bagnarlo, insaponarlo e per sciacquarlo.
3) Insaponare il gatto con shampoo per gatti diluito in acqua, partendo dalla parte del posteriore fino ad arrivare alla parte anteriore. Quando alzerete la coda per detergere bene l’ano, potrebbe essere che il gatto faccia la pipì… meglio subito che non durante la fase di asciugatura.
4) Sciacquare il gatto abbondantemente fino a che non percepirete più vischiosità sul mantello.
5) Strizzare il gatto con le mani e tamponarlo con gli asciugamani. Il pelo del gatto, se impiega molto a bagnarsi, risulta letteralmente “ imbombato” d’acqua dopo il bagno! Pertanto sarà necessario assorbire più acqua possibile con gli asciugamani, tamponando il pelo al fine di non stropicciarlo e arruffarlo. Oltretutto il gatto non ama molto tale pratica.
6) Avvolgere il gatto negli asciugamani in modo che gli arti anteriori risultino ben immobilizzati; in tal modo si sentirà anche più “protetto”.
7) Riportare il gatto sul tavolo per l’asciugatura a phon.

Consigli utili:

  • Tenete la mano libera sul petto del gatto per tutte le fasi del bagno, aiuta a tenerlo fermo e calmo.
  • Evitate che il gatto possa fare il minimo movimento e ricordatevi che è come una “molla”, se decide di mordere o scappare approfittando di un momento di distrazione, lo farà senza darvi il benché minimo avvertimento.
  • Qualora si dovesse innervosire vi consiglio di fermarvi immediatamente e provare a tranquillizzarlo con carezze e parole dolci… pronunciate a voce bassa. Se tentaste di insistere, infatti, la sua collera diventerebbe incontenibile.
  • Se a contatto con l’acqua o nel momento in cui aprite il rubinetto il gatto dovesse agitarsi molto, inselvatichendosi e arrampicandosi letteralmente sulle piastrelle è d’obbligo sospendere il trattamento. Evidentemente a livello psicologico questo è troppo per il vostro gatto e non è opportuno creargli un trauma, oltre al fatto che risulterebbe anche per voi  pericoloso. Normalmente abituando il gatto da piccolo (tre mesi) la pratica del bagno avrà maggiore possibilità di avere successo.

Qui di sotto potrete vedere un video con dimostrazione di un corretto bagno del gatto… buona visone!

 

 

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