Come sono i denti e gli occhi del vostro cane?

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Come sono i denti e gli occhi del vostro cane?
 

Come sono i denti e gli occhi del vostro cane?

Intorno al primo anno di età tutti i cani hanno completato la dentizione. Una cosa al quale prestare sempre attenzione (soprattutto nelle razze di piccola taglia) è che non spuntino i denti definitivi prima che siano caduti quelli da latte. Il cambio dei denti nel cane avviene tra i quattro e i cinque mesi e la dentatura si completa con la crescita degli ultimi molari attorno ai sei – sette mesi. Se doveste notare nel cucciolo la presenza del dente canino da latte, insieme al canino definitivo, dovrete subito rivolgervi ad un veterinario, affinchè possa provvedere all’estrazione di quello da latte. Infatti la sua presenza potrebbe determinare in futuro deformazioni della bocca non correggibili, oltre al fatto che facilmente residui di cibo e placca rimarranno incastrati tra i due canini, pregiudicandone l’igiene. Una cosa che sicuramente consigliamo soprattutto quando sono cuccioli è di evitare di usare cibi umidi:

  • Usare solo un cibo umido in questa fase è scorretto poiché è un alimento complementare e pertanto non completo, come invece lo è un cibo secco (meglio se è naturale, monoproteico e senza glutine).
  • Usare un cibo secco (soprattutto se realizzato con un sistema di estrusione a caldo) aiuta molto la gestione dei denti (li sollecita) soprattutto nelle fasi della crescita del cane.
  • Abituare (soprattutto cani di piccola taglia) ad alimenti umidi rischierà di far diventare difficile l’utilizzo del cibo secco nella vita del cane, poiché lo troverà più saporito è più facile da ingerire.
  • In fase adulta permettersi il lusso di utilizzare solo un cibo umido (insufficiente per le necessità di mantenimento del cane) senza addirittura la normale pulizia quotidiana dei denti aiutata dalla crocchetta e da prodotti adatti alla pulizia dei denti, comporterà la formazione di placca e tartaro con conseguenti infiammazioni alle gengive, che nel tempo ne causerà la caduta, influenzando così anche l’esoscheletro e l’apparato muscolare.

Normalmente un cane adulto possiede 42 denti, 20 nella mascella superiore e 22 in quella inferiore. La dentatura di un cane è formata da due arcate, una superiore ed una inferiore, in cui i denti sono infissi uno accanto all’altro. La zona superiore viene detta arcata mascellare, mentre quella inferiore viene definita arcata mandibolare. La chiusura delle due mascelle la classifichiamo in cinque tipologie, delle quali le prime tre hanno una corrispondenza in lunghezza tra la mascella superiore e quella inferiore e sono da considerarsi corrette, mentre le ultime due sono da considerarsi scorrette:

  1. Chiusura a tenaglia: quando le due arcate combaciano perfettamente, in modo che l’estremità inferiore degli incisivi superiori tocchi l’estremità superiore di quelli inferiori.
  2. Chiusura a forbice: gli incisivi superiori sormontano esternamente quelli inferiori, ma la loro parete interna deve essere a stretto contatto con la parete esterna degli incisivi inferiori.
  3. Chiusura a forbice rovesciata: quando gli incisivi inferiori sormontano esternamente quelli superiori, sempre con il contatto delle due facce interne ed esterne dei denti.
  4. Enognatismo: si manifesta quando la mascella inferiore è più corta di quella superiore e quindi fra le facce interne degli incisivi superiori e quelle esterne degli incisivi inferiori c’è dello spazio più o meno evidente. Questo è un difetto da considerarsi grave in tutte le razze poiché è la manifestazione della degenerazione della mascella inferiore.
  5. Prognatismo: si manifesta quando la mascella inferiore è più lunga di quella superiore e fra la faccia interna degli incisivi inferiori e quella esterna dei superiori c’è uno spazio più o meno ampio. Anche questo è un difetto per la maggior parte delle razze, ma non degenerativo e per di più in alcune razze come per esempio il Boxer o il Bulldog non è considerato un difetto poiché fa parte della loro normale morfologia e caratteristica di razza.

Gli occhi
Il grado di divaricamento degli occhi, che permette la visione laterale, varia a seconda delle razze. I globi oculari sono incassati in misura variabile (occhio sporgente nel Carlino). Il taglio può essere tondo, come il Pointer, o molto più a mandorla (occhio da cerva) come nei pastori e nei cani nordici. L’espressione del cane dipende essenzialmente dallo sguardo: deve mostrare vivacità, schiettezza e dolcezza. Il cane ha due palpebre ben visibili, una superiore ed una inferiore, che devono essere sottili, aperte, pigmentate e bordate di ciglia. La parte esterna è di pelle ricoperta di peli mentre quella interna, la congiuntiva, è composta di una mucosa rosea. Le ghiandole lacrimali, che producono le lacrime che idratano e nutrono la cornea sono situate sotto la palpebra superiore, inferiore e a livello della terza ed ognuna produce il 33 % delle lacrima; sull’angolo interno delle due palpebre è situato il dotto lacrimale, un piccolo condotto che sfocia nella fossa nasale. Il cane possiede una terza palpebra detta “membrana nittitante“, nascosta quasi del tutto dalla palpebra superiore, che funge da “tergicristallo” facendo uscire i corpi estranei. La colorazione dell’occhio dipende dalla pigmentazione dell’iride, che nella maggior parte dei casi è richiesta pronunciata, ossia bruna. Sono possibili tutte le gamme di colori, sino al nero. Un occhio troppo chiaro (occhio da rapace) non è desiderabile e toglie valore anche al cane più bello. Il colore degli occhi non è necessariamente in rapporto con quello del mantello, difatti quest’ultimo può essere uniformemente chiaro ma associato ad occhi scuri (come nel Samoiedo, che deve avere gli occhi neri). Nei cani grigio-blu, come il Bracco di Weimar, pezzato blu o bringè blu, gli occhi possono essere chiari; in alcuni cani il colore degli occhi può modificarsi nel corso della vita. Bisogna fare attenzione che la variazione del colore dell’iride, soprattutto nel gatto, può anche essere indice di melanoma. Quando i due occhi non sono dello stesso colore (con colorazione dell’iride diversa) vengono definiti vaiati ed è un chiaro caso di eterocromia; questa condizione è frequente nel cane ma ancora di più nel gatto. Un’altra casistica particolare ma non inusuale è il così detto mosaicismo somatico che dalla parola stessa fa intendere, più colori all’interno dello stesso occhio, ma in questo caso non necessariamente gli occhi saranno diversi tra di loro. Gli occhi possono presentare tare come la cataratta (opacità del cristallino) e problemi determinati dalla palpebra del cane lentropion (rovesciamento dei bordi palpebrali verso l’interno) ed ectropion (bordi palpebrali rivolti all’esterno) entrambi congeniti. Il glaucoma malattia neurodegenerativa che ha come conseguenza l’aumento della pressione endoculare senza l’aumento delle dimensioni dell’occhio. Purtroppo vi sono casi anche di strabismo (di un occhio o di entrambi) che consiste nell’errato posizionamento del bulbo oculare ed è un difetto degli assi visivi; può essere congenito o una conseguenza di alcune patologie e può essere di tre tipi:

  1. Convergente: quando l’occhio o gli occhi sono rivolti verso l’interno.
  2. Divergente: quando l’occhio o gli occhi sono rivolti verso l’esterno.
  3. Verticale: quando l’occhio o gli occhi sono rivolti l’alto o verso il basso.

Bene abbiamo concluso anche questo capitolo concernente le parti della testa del cane, nella prossima news parleremo del pelo e sottopelo del cane e del gatto… a presto!

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