Cos’è il cardatore e come si utilizza?

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Cos'è il cardatore e come si utilizza?
 

Cos’è il cardatore e come si utilizza? Alcuni piccoli consigli…

Nella precedente news, abbiamo approfondito quali siano le più comuni malattie della pelle legate ad una scorretta alimentazione, ad agenti esterni, alla genetica etc. e come vi avevo promesso, in questo articolo andremo a vedere come va utilizzato correttamente il cardatore. Mesi fa, abbiamo realizzato un elenco della attrezzatura di base necessaria per la gestione del mantello del cane; tra gli utensili previsti per una corretta toelettatura, sono stati menzionati il cardatore e il pettine a denti stretti. Cos’è il cardatore? Per definizione cardare significa sbrogliare, difatti, l’oggetto in questione ha in dotazione delle setole di metallo, che servono proprio a questa funzione. Precedentemente ho asserito che per essere efficace nel lavoro, il cardatore deve avere delle caratteristiche ben precise, tra le più importanti, la “testa” dovrà essere curva o leggermente curva (vedi la foto). Per mia esperienza quelli piatti (o con testa diritta) non assolvono a pieno il loro compito e dopo nel dettaglio andremo a vedere il perché.

Cos'è il cardatore e come si utilizza?

 
Come spiegavo nella precedente news, questo fondamentale oggetto è l’estensione della vostra mano (aiuta a farsi strada nel fitto sottopelo e anche a riconoscere eventuali anomalie cutanee), pertanto una delle cose del quale bisognerà assolutamente tener conto è il modo nel quale lo andremo ad impugnare. L’impugnatura non deve essere per nessuna ragione chiusa (per capirsi, come se impugnaste una racchetta da sci), perché facendo questo, rischiereste di esercitare troppa pressione, graffiando l’animale, ma dovrà essere impostata come se foste in procinto di bere una tazza di thè, tenendo alzato il mignolo (diciamo che in un salotto inglese al thè delle cinque non ci fareste una bella figura 🙂 ) e l’anulare lievemente appoggiato sul manico. Questo vi permetterà di mantenere una certa sensibilità e di non imprimere troppa pressione; ritengo importante evidenziare, che questo modo poco aggressivo non arrechi alcun danno alla pelle del cane o del gatto. Un’altra cosa fondamentale in questa tecnica (per niente semplice per chi è all’inizio), se eseguita correttamente, è lutilizzo del polso (assolutamente non del braccio o del gomito). Un errore comune, è quello di muovere il cardatore avanti e indietro sulla superficie del soggetto, come se fosse un ferro da stiro, ma in realtà facendo questo non solo non otterrete il risultato sperato (non “aggiustando” la parte veramente importante che è il sottopelo), cioè di sbrogliare il nodo, ma come ho già spiegato, rischierete di graffiare il nostro amico facendogliela “registrare” come una esperienza negativa! Quindi, la chiave di questo per niente istintivo movimento è la rotazione del polso. Vi chiederete come… allora… ricordando sempre il principio fondamentale per il quale il pelo del 4zampe va pettinato/spazzolato sempre “verso” (cioè nella direzione del pelo), dovete immaginare di dividere la regione interessata in un reticolo (come la battaglia navale) concentrandovi quindi solo in una piccola area…  impugnando nella maniera sopradescritta, ruotare il polso dal centro del quadrato verso l’esterno (assomiglia al movimento che si fa quando si effettua una rovesciata “contraria” nel ping-pong – quindi di polso) al fine di agganciare il nodo (con la base del cardatore) ed aprirlo (o allungarlo verso la fine della ciocca) per effetto della rotazione.

Cos'è il cardatore e come si utilizza?

 
Qui riprendo il discorso legato alla forma del cardatore che ho lasciato prima in sospeso… capirete quindi che questo tipo di movimento, con un cardatore curvo risulterà molto più naturale ed efficace. Come capire se stiamo svolgendo il compito in maniera conforme alle indicazioni che vi sono state fornite? La spazzola dovrà avere raccolto il pelo su tutta la superficie in maniera uniforme (quindi no a “macchie”) e gradatamente dovreste accorgervi che il “grat grat” (rumore classico delle setole che grattano il nodo) diminuirà sino a scomparire (nodo eliminato). Uno dei motivi più comuni, che porta alla formazione dei nodi (soprattutto in zone dove viene esercitata una certa “rotazione” fisiologica determinata dal movimento del soggetto – dietro le orecchie, sotto le ascelle, vicino alle vertigini, etc.) è che molte persone non sono costanti nella pettinata/spazzolata settimanale (in media almeno due volte, poi dipende dal tipo di sottopelo/mantello – in alcune razze anche una volta ogni due giorni). Questo permetterà al nodo di “inasprirsi” (l’ultimo stadio è quello di avere un nodo “infeltrito” ed aderente alla pelle) e di rendere dopo, il tutto più complicato, costringendo nei casi più “gravi” il toelettatore a dover risolvere con una tosatura. Nella “spazzolata” quotidiana, vi suggerisco di utilizzare il cardatore solo per aiutarvi ad aprire il nodo, per poi completare il lavoro con un pettine a denti stretti. Se foste in difficoltà e il cane/gatto lamentasse dolore perché gli state tirando la pelle vi invito, una volta “alzato” verso l’esterno il nodo, a mettere le dita (pollice – indice) tra la pelle e il nodo stesso e con l’estremità più robusta del pettine (la testa) a denti stretti, romperlo in diversi punti al fine di rendere la sua eliminazione più semplice. Quanto spiegato è da riferirsi esclusivamente a cani o gatti con mantelli (o aree del corpo con caratteristiche simili) semi-lunghi e lunghi, perché come citato in un paio di news di qualche mese fa, su soggetti dal pelo corto (Beagle, Labrador Retriever, Jack Russel, etc.) o raso (Segugio Bavarese, Bassotto, Bulldog Francese, etc.) va utilizzata una spazzola (massaggio) di gomma, consona alle caratteristiche del mantello… credo sia superfluo spiegarne le ragioni… a presto!

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