Quando si manifestano le dermatiti nel cane e nel gatto?

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Quando si manifestano le dermatiti nel cane e nel gatto?
 

Quando si manifestano le dermatiti nel cane e nel gatto? Di che tipo sono e le cause…

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, quando ci apprestiamo ad incominciare la toelettatura del nostro peloso (ancor prima di effettuare le rasature igieniche) iniziamo a trattare il suo mantello/sottopelo con una spazzola (cardatore), questo ci darà modo di esaminare da vicino le condizioni di pelle del nostro cane o gatto. Questa fase importante di controllo, nel tempo, ci metterà nella condizione di accorgerci (soprattutto su soggetti con mantelli semi-lunghi o lunghi) di eventuali patologie della pelle o allarmi cutanei, che sono precursori anche di patologie gravi come i tumori. Nella “perlustrazione” delle varie regioni epidermiche potremmo anche scorgere parassiti, micosi, dermatiti, etc.. Questo quindi ci consentirà di intervenire preventivamente (se la condizione è appena incominciata) o correttamente (se la condizione è già in essere). Come abbiamo sempre detto la toelettatura è un delle pratiche più importanti nella gestione del cane e del gatto, quindi non solo perché (come viene spesso generalmente detto) la bestiuzza sia bella pulita (smog, polveri sottili, agenti esterni, etc.) e profumata, ma soprattutto per il fatto che spesso per qualche proprietario non risulta istintivo “controllare” il corpo del 4zampe al fine di fare prevenzione. Come abbiamo precedentemente detto la toelettatura aiuta le fasi di nascita e morte del pelo, ma in molti casi anche a tenere pulita la pelle che come ben sapete è diversa da quella dell’essere umano. Ora… una delle cose che trovo giusto affrontare (approfondiremo nella prossima news) è sul come si utilizza il cardatore. In maniera “snella” il concetto che voglio far passare è che il cardatore (possibilmente sceglierne uno curvo – nella prossima news spiegherò il perché) dovrà diventare un’estensione della nostra mano, aiutandoci nel riconoscere i fattori sopradescritti. Soprattutto in soggetti con sottopeli folti (quindi se non spazzolati regolarmente  soggetti ad “infeltrimenti” del sottopelo), ci si potrebbe imbattere in alcune dermatiti, che è l’argomento che andremo a trattare in questa news. La cute è il tessuto più esteso di qualsiasi organismo ed è la barriera che ci difende dagli insulti esterni di qualsiasi origine. In essa ritroviamo strutture diverse, dai peli più evidenti alle ghiandole sebacee a quelle sudoripare, senza trascurare la porzione neurologica e quella sensitiva. Ci possono essere patologie che riguardano tutte le strutture e altre che interessano solo alcune porzioni;  ne consegue che i segni clinici possono essere molteplici e mutevoli. Per puro spirito didattico abbiamo deciso di suddividere le diverse dermatiti in base alla loro origine, pertanto prenderemo in considerazione:

  • Dermatiti batteriche.
  • Dermatiti da ipersensibilità.
  • Dermatiti autoimmuni.
  • Dermatiti parassitarie.
  • Dermatiti endocrine.
  • Dermatiti fungine.
  • Tumori e lesioni simil tumorali.

I segni clinici saranno specifici, ma in generale quando la cute è in sofferenza presenta una serie di piccoli segni. La perdita di pelo che è più o meno localizzata, la cute che avrà una variazione di colore tendenzialmente più arrossata sino a presentarsi in alcuni casi (stadi avanzati) addirittura nera. Si potranno avere delle secrezioni tendenzialmente umide che potranno sfociare in vero e proprio pus e poi da non sottovalutare l’odore tipico del sebo, che si deteriora, o del tessuto che permane sotto il primo strato di pelo. Tornando alla distinzione didattica vorrei spendere due parole per i diversi tipi di dermatite:

Dermatite batteriche
I batteri vivono sulla pelle e normalmente non determinano alcun tipo di danno o alterazione, ma se lo strato cutaneo non è più integro penetrano e si moltiplicano dando origine a lesioni singole che poi possono confluire. Le principali cause sono un autotraumatismo auto inflitto, delle pieghe cutanee esagerate (Sharpei o Bulldog), infezione dei follicoli batterici, infezioni conseguenti a rogna (soprattutto nel Pastore Tedesco), batteri nelle ghiandole sebacee poste nel mento, i calli che per sfregamento si infettano.

Dermatosi da ipersensibilità
Qui siamo di fronte all’infinita varietà di allergie che portano ad un prurito incontrollabile. Inalanti dell’ambiente, ipersensibilità alle pulci, ipersensibilità agli alimenti, contatto con tessuti o detersivi, da collare antipulci o da prodotti spot-on, da parassiti intestinali, da farmaci sia locali che sistemici o allergia agli stessi batteri, la cosiddetta ipersensibilità stafilococcica.

Dermatosi autoimmune
Una patologie autoimmune è il pemfigo e si manifesta quando l’organismo riconosce come estranee le sue stesse cellule e le attacca determinando una risposta infiammatoria imponente con segni che prendono più parti del corpo e rossore intenso accompagnato a gonfiore e infezioni batteriche secondarie.

Dermatosi parassitarie
Premetto che le rogne di solito non sono contagiose per l’uomo. La rogna rossa tipicamente sviluppata dai cuccioli (molto stressati nel periodo della lattazione) si manifesterà in periodi in cui le difese immunitarie calano. La rogna sarcoptica invece può essere contagiosa per le persone ed è caratterizzata da un fortissimo prurito. La notoedrica tipica del gatto e che si localizza a livello di collo e testa. La dermatite legata all’infestazione da anchilostoma a livello fecale o alla filariosi cutanea.

Dermatosi endocrine
Variazioni ormonali si ripercuotono sul manto in generale e solitamente determinano lesioni simmetriche ed inizialmente non infette. Il Cushing legato alla iperproduzione di cortisone da parte dell’organismo o per un eccesso terapeutico. Dermatopatie legate ai testicoli e quindi al testosterone o nella caso della femmina, squilibri estrogenici e non scordiamo la tiroide che è la principale causa delle dermatopatie endocrine. In generale i segni cutanei sono sempre legati ad una serie di altri sintomi sistemici, ma tante volte sono quelli che il proprietario nota di più.

Dermatopatie fungine
I funghi che sono sempre da considerare contagiosi, possono interessare solo lo strato superficiale della pelle o anche agire più in profondità, pertanto dovranno essere trattati localmente o per via sistemica. In ogni caso di fronte ad un qualsiasi problema cutaneo escludere sempre una micosi con una cultura appropriata poiché contagiosi.

Quando si manifestano le dermatiti nel cane e nel gatto?
 
TUMORI E LESIONI SIMIL TUMORALI

In un precedente intervento (veterinaria) si è parlato dei tumori evidenti della pelle, purtroppo essi sono molti e legati a cause diverse, l’importante è osservare le variazioni di dimensioni, di colore e l’eventuale presenza di dolore. Volendo concludere una panoramica cosi poco esaustiva su una patologia così grande, è necessario tirare le somme con pochi punti fermi. La pelle assorbe i farmaci lentamente e quindi le terapie si possono protrarre anche per mesi, su una patologia si possono sovrapporre altre malattie che possono essere forvianti; normalmente si agisce sia per via sistemica che locale con bagni e a questo bisogna sempre aggiungere integratori per favorire la ricrescita del nuovo tessuto. Dopo aver brevemente elencato le più comuni tipologie di dermatiti andiamo a vedere quanto incide l’alimentazione nel percorso di formazione ed in quello di recupero:

Allergia alimentare: è una reazione di ipersensibilità solo a componenti alimentari della dieta e può essere di tipo 1,3 o 4, compresi carboidrati, proteine di origine animale, conservanti, coloranti, antiossidanti e tutti quegli additivi comunemente chiamati appunto alimentari. Componenti antigeni sono comunemente presenti nella carne di qualsiasi provenienza (pollo, pesce, bovino etc.) e suoi derivati, nel cibo in scatola e nel cibo “commerciale” secco. A differenza dell’orticaria, difficilmente colpisce cani al di sotto dei sei mesi e spesso mette molto tempo a manifestarsi.

Antigene: significa che genera anticorpi ed è una sostanza in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario e, se identificata come nemico, viene immediatamente distrutta dal sistema immunitario. Una curiosità… esistono due tipi di antigeni self e no self. I primi sono accettati da sistema immunitario e “passati”, i secondi invece considerati nemici, vengono subito attaccati dal sistema immunitario e distrutti.

Lorticaria: difficile da individuarsi la causa, ma si presume dipenda da una ipersensibilità “ fulminante” verso sostanze quali il cibo o una sua componente, veleno da punture d’insetti, farmaci e piante. L’orticaria è la vera forma di reazione allergica immediata di tipo 1, infatti l’apparizione dei sintomi è quasi immediata (trenta minuti) come lo è la sparizione degli stessi (tre – quattro ore). Si presenta, quasi sempre, con diversi ponfi di grandezza variabile, di forma quasi sempre ovale, ma a volte  può essere irregolare, lineare, arciforme o serpiginosa. L’identificazione, comunque è molto semplice perché consiste in un particolare rigonfiamento sotto la cute. Quando colpisce la testa e il collo si può presentare come edema diffuso (gonfiore diffuso). Se colpisce labbra, contorno occhi e mucose della bocca, si presenta come angioedema. In questi ultimi casi bisogna fare molta attenzione, in quanto il gonfiore può coinvolgere le vie respiratorie con grande pericolo per la vita del cane, è importantissimo quindi in questo caso interpellare il più presto possibile il Veterinario.

La pododermatite: è una malattia multifattoriale che colpisce i piedi del cane. Le origini possono essere di tipo traumatico o allergico o parassitario:

  • Di tipo traumatico: possono essere causate da erbe taglienti, forasacchi, spine, semi, sassi e traumi in genere; questo genere di aggressione colpisce, normalmente un piede alla volta. I cani più predisposti sono i cani da caccia, da ricerca e tutti quelli che usano terreni impervi per molte ore.
  • Di tipo allergico: possono essere di provenienza alimentare, inalatorie e da contatto (in queste si considerano anche le irritazione da sostanze chimiche).
  • Di tipo parassitario: può essere determinato dal morso di zecca, pulce, mosca, zanzara, etc.

Nei tre punti appena trattati va ricordato che le caratteristiche che le accomunano è che portano tutte all’azione più traumatica che è il leccamento.

Leishmaniosi:  anche se non è una malattia di origine alimentare, l’alimentazione può avere una parte molto importante nel suo decorso.

Dermatite atopica: è una reazione di ipersensibilità di tipo I, ciò significa che diversi allergeni sono in grado di attirare anticorpi specifici (IgE e IgGd). La reazione di questi anticorpi, fissati sulla superficie dei mastociti, con gli allergeni specifici, induce il rilascio di mediatori responsabili delle reazioni infiammatorie e del prurito. I mediatori più comuni sono enzimi proteolitici, istamina e leucotrieni. La malattia colpisce i cani tra 1 e 3 anni. A seconda degli allergeni coinvolti, l’atopia in funzione dei tipi di allergeni coinvolti può manifestarsi in modo stagionale o permanente. Questo può dipendere dalla causa del tipo di contatto, d’inalazione e ingestione. Questo tipo di patologia, non facile da riconoscersi, viene spesso confusa con dermatiti allergiche di altra origine spesso meno pericolose e importanti dell’atopia. Il test che determina con una percentuale molto alta di riconoscimento è lo skin test o l’esame computerizzato del pelo. Eventuali cure devono essere prescritte da uno specialista. Ottimi risultati si possono ottenere attraverso un’alimentazione mirata; l’aumento delle difese immunitarie (fondamentale in questi casi) si ottiene attraverso un’integrazione specifica e una somministrazione di acidi grassi polinsaturi (Omega 3 e 6).

La Malassezia: è una patologia molto comune che scatena la proliferazione di un fungo che si chiama lievito, che normalmente si trova sul pelo e cute dei cani sani, per circostanze varie tra cui:

  • Alterazione del pH cutaneo.
  • Infiammazione della pelle per allergie.
  • Intolleranze alimentari.
  • Caldo.
  • Umidità.
  • Pieghe cutanee.

Queste condizioni permettono alla Malassezia una crescita esagerata che a sua volta infiamma i tessuti e ne determina dermatiti ed otiti maleodoranti. Purtroppo la gestione di questa malattia non è semplice, anche perchè a complicarla spesso sono le altre dermatiti, che si aggregano a causa dell’indebolimento delle difese immunitarie. A tutto ciò vanno aggiunte le cattive abitudini igieniche con bagni troppo frequenti. Altro organo che viene colpito è l’orecchio, in questo caso la malattia si manifesta con il padiglione auricolare del soggetto infiammato e un tipico cerume bruno-rossastro dall’odore di cuoio o grasso rancido. In conclusione, l’origine di questa patologia è ancora incerta, certo è che alla base c’è la diminuzione delle difese immunitarie causate anche da uno squilibrio alimentare a base proteica (eccesso in percentuale di proteine della carne) che va ad influire sul metabolismo della pelle.  L’intervento dell’esperto della nutrizione sarà quello di cambiare dieta abbinando una giusta integrazione.

Quando si manifestano le dermatiti nel cane e nel gatto?
 
Le malattie autoimmuni: queste terribili malattie (che esulano da quelle di tipo alimentare) sono causate da un malfunzionamento del sistema immunitario il quale attacca cellule sane dell’organismo portandolo a una lenta e inesorabile degenerazione.  Anche in questo caso il cibo incide. Infatti denominatore comune  di queste patologie è lo stato infiammatorio del tessuto della parte colpita che col tempo diventa cronico. Nell’umano le malattie autoimmuni sono diverse, tutte le forme reumatiche, tutte le artriti di forma reumatoide, alcune dermatiti, la più conosciuta è la dermatomiosite, il pericolosissimo pemfigo e lupus eritematoso sistemico, morbo celiaco e molte altre… fortunatamente nel cane i casi sono più rari, ma non si possono escludere. In questi casi la figura dell’esperto della nutrizione ci viene in soccorso, poichè grazie ad una dieta specifica (con la stretta collaborazione del veterinario) può aiutare il soggetto a raggiungere la guarigione di questo tipo di malattie.

IL CONSIGLIO DI CESARE GILARDI: Purtroppo la medicina umana e veterinaria non considera possibile un miglioramento delle malattie sopracitate… ed in effetti pensando che tutto dipenda da uno stato infiammatorio la logica porterebbe a questo… ma da una serie di ricerche, ho trovato alcuni studi americani che sostenevano l’esatto opposto. Confortato da questa scoperta e supportato dalla mia esperienza (37 anni di lavoro) ho cominciato a somministrare, a quei rari casi che mi sono capitati, una particolare dieta che hanno dato ottimi risultati:

La dieta: non deve contenere grassi trans (sono quelli contenuti nei grassi idrogenati – strutto e margarina – che interferiscono con il metabolismo dei grassi essenziali limitandone le funzionalità), gli omega 6, tutte le proteine di origine animale compreso il rosso d’uovo, fatta eccezione di alcuni pesci azzurri e bianchi – bene l’uso dei i carboidrati e l’integrazione con vitamina C, E, selenio e zinco (in misura molto ridotte e controllate). In sostanza bisogna evitare l’eccesso di peso e tutto ciò che possa favorire l’infiammazione dell’organismo.

Per questioni di sintesi (rispetto allo standard è una news molto lunga) abbiamo cercato di raccogliere una serie di concetti utili all’argomento  e spiegarli nella maniera più semplice possibile, poiché nutriamo la speranza che voi che lo leggerete possiate trovarne giovamento e siate così in grado di “guardare” il vostro cane e gatto in un altro modo… quello che vi permetterà magari di accorgervi in tempo che nel vostro amato qualcosa non va… la toelettatura non è solo sfilate ed igiene… dal mio punto di vista è un utilissimo sistema di prevenzione e di controllo del vostro amato che purtroppo non potrà mai dirvi nell’orecchio << mamma/papà… sto male…>>.

Hanno contribuito a questa news: Dott. Emanuele Peccioli (rubr. Veterinaria) Cesare Gilardi (rubr. Nutrizione e Preparazione atletica) Giustiniano Bussola (rubr. Toelettatura).

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