Cane e gatto diventano veramente ciechi?

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Cane e gatto diventano veramente ciechi?
 

Cane e gatto diventano veramente ciechi? E se sì, quali le principali cause?

Ma secondo voi un cane o un gatto diventano mai veramente ciechi? Arrivano mai ad essere immersi nel mondo dell’oscurità perenne? A questa domanda risponderemo in seguito… ora analizziamo cos’è la cecità, quali sono le principali cause e se si può curare o prevenire.

Non è una malattia ma è la conseguenza di una patologia: che può interessare l’occhio o il nervo ottico o il cervello. L’occhio può perdere il visus perché si infetta e l’infezione fa degenerare tutto ciò che deve essere trasparente facendolo diventare opaco o peggio, ancora facendolo solidificare (brutte uveiti, emorragie o coaguli di fibrina o ferite sulla cornea che penetrano o addirittura oggetti che penetrano tipo pallini da caccia). Nelle varie porzioni che devono essere trasparenti la parte del re la fa sicuramente il cristallino. La lentina che permette di mettere a fuoco l’immagine sulla retina e che con l’età o a conseguenza di malattie, diventa sempre più opaca fino a non far più passare la luce e con essa le immagini.

Cane e gatto diventano veramente ciechi?
 

Cane e gatto diventano veramente ciechi?
 
Si parla di cataratta che quando è completa rende l’animale cieco. Se è senile insorge in età avanzata ed ha un decorso tendenzialmente lungo, prima un occhio e poi sicuramente l’altro. Se le condizioni generali lo permettono sia nel cane che nel gatto, può essere operata sostituendo il cristallino ormai opaco con uno trasparente, mentre se è di origine traumatica, soprattutto nel gatto, ci sono danni anche al resto del globo oculare e risulta più complicato l’intervento. Il diabete può portare ad una cataratta molto rapida e solitamente non operabile a causa della forte infiammazione presente in tutto l’occhio. La cecità invece dei mezzi diottrici (le parti trasparenti dell’occhio) può interessare la parte neurologica quindi la retina. Sbalzi della pressione sistemica legati a problemi renali (soprattutto nel gatto) o cardiaci, determinano micro emorragie retiniche che esitano nel distacco. Il diabete è causa anche di microemorragie, una terapia medica mirata può risolvere il problema ma raramente si riesce a far sì che la retina ridiventi funzionale; il distacco retinico è l’esito anche di forti traumi (non sempre direttamente all’occhio). Il glaucoma con il suo aumento della pressione endoculare e la degenerazione della porzione neurologica e delle parti trasparenti porta alla cecità e solo la prevenzione con controlli della pressione endoculare può prevenire questo evento. Dall’occhio, passiamo al nervo ottico, che deve portare lo stimolo visivo al cervello. Forti neuriti o tumori del nervo stesso possono interrompere questo decorso. Arrivati al cervello e più precisamente ai corpi genicolati (la zona del cervello in cui si ha la visione) se l’immagine non si forma, si possono ricercare cause infettive (cimurro, toxoplasmosi, neosporidiosi) o cause traumatiche (forti emorragie legati a investimenti o cadute ) o ancora conseguenti a crisi epilettiche. In questa parte dell’organismo una diagnosi precisa la si può fare con esami quali: la tac, la risonanza magnetica o gli esami del sangue che permettono di escludere virus o infezioni in genere. Bisogna sempre ricordare che la toxoplasmosi e la neosporidiosi si contraggono dalla carne cruda e che sono curabili, ma a volte i loro danni sono irrecuperabili. Ma a questo punto tornerei alla prima domanda. Sono veramente ciechi? La risposta è sì… non godono più dell’uso della vista, ma questo per gli animali che vivono in appartamento o comunque in luoghi chiusi non è sempre indispensabile. Tantissime volte i proprietari sono sicuri che l’animale veda solo un po’ meno, quando in realtà è cieco da mesi, o pensano che sia accaduto tutto in maniera acuta, cioè quando il decorso è iniziato prima, questo perché cane e gatto hanno i sentieri olfattivi da seguire, sanno esattamente localizzare gli oggetti con le orecchie e avvertono gli spostamenti dell’aria e quindi la presenza degli ostacoli con una sensibilità millimetrica. Per queste ragioni l’animale cieco può continuare a vivere una vita paragonabile al cento per cento a quella precedente.

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