I cani soggetti al prolasso ghiandola terza palpebra si possono curare?

0

I cani soggetti al prolasso ghiandola terza palpebra si possono curare?
 

I cani soggetti al prolasso ghiandola terza palpebra si possono curare? Quali sono le razze più colpite da questa fastidiosa patologia oculare?

Il prolasso della ghiandola della terza palpebra è la patologia più frequente a carico di quella regione nel cane e consiste nella fuoriuscita della ghiandola che normalmente è contenuta nella parte bulbare della palpebra stessa. Si evidenzia come una massa rosso-rosata di dimensione variabile che fuoriesce da dietro la terza palpebra in posizione mediale, nella porzione dell’occhio rivolta verso la canna nasale del soggetto; difficilmente una volta fuoriuscita ritornerà nella sua posizione naturale. Il fatto di non essere in sede e quindi la sua esposizione cronica determinerà infiammazione e ipertrofia (tenderà a ingrossare sempre più). Le principali cause non sono ancora del tutto chiare, ma di sicuro non aiuta una debolezza del tessuto connettivo che ancora la ghiandola al tessuto periorbitale ventrale. Il prolasso si può manifestare in tutte le razze canine e di gatto, però sembrerebbe che per alcune vi sia una certa predisposizione genetica: Beagle, Bloodhound, Bulldog Inglese e Americano, Shar-Pei, Cocker Spaniel Americano, Chihuahua, Lhasa Apso, Terranova, Boxer, Mastino Napoletano e Cane Corso sono i più soggetti. Solitamente il problema si manifesta entro i due anni di vita ed è bilaterale, anche se il prolasso di una ghiandola rispetto all’altra non è simultaneo e possono intercorrere anche alcuni mesi. Le statistiche a lungo termine hanno indicato che cani trattati con riposizionamento hanno manifestato una minore incidenza di cheratocongiuntivite secca (insufficiente apporto lacrimale che comporta il seccarsi dell’occhio e l’insorgenza di un panno nero sulla cornea)  rispetto a coloro a cui la ghiandola era stata asportata. Nello specifico vorrei parlare di un caso clinico:

I cani soggetti al prolasso ghiandola terza palpebra si possono curare?
           Maya pre operatorio                         Maya post operatorio                                  Maya oggi

Maya, cucciolo di quattro mesi di Bulldog Inglese, da più di venti giorni con la ghiandola della terza palpebra dell’occhio destro (infiammato) prolassata. In prima battuta è stata eseguita una terapia antinfiammatoria e antibiotica e riposizionata manualmente la ghiandola, essendo fuoriuscita da troppo tempo non ha sortito effetto e dopo alcuni giorni la situazione era punto a capo. A questo punto si è optato per la chirurgia. La tecnica chirurgica comporta diverse opzioni e utilizza diversi tipi di ancoraggi. Nel caso specifico, essendo un cucciolo, ho optato per la realizzazione di una tasca congiuntivale all’interno della terza palpebra stessa, in modo da poter avvolgere la ghiandola e permettendo ad essa di svolgere comunque la sua funzione nutritiva e di protezione. In questo caso, come si evince dalle fotografie, il risultato è stato ottimale. In altre situazioni bisogna ricorrere ad un ancoraggio più deciso utilizzando fili di sutura in nylon che non siano riassorbiti nel tempo. Fondamentale è sempre il preservare la ghiandola per non avere problemi negli anni futuri di CHERATITE SECCA e la possibile compromissione dell’occhio.

Condividi.

Autore

avatar

Partner