Cosa dice la norma e di chi sono le responsabilità sugli animali vaganti?

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Cosa dice la norma e di chi sono le responsabilità sugli animali vaganti?
 

Cosa dice la norma e di chi sono le responsabilità sugli animali vaganti?

Qualche mese fa, abbiamo introdotto nella rubrica sul Volontariato (con diversi articoli) grazie alla nostra Antonella Bollini la problematica del randagismo, nello specifico nel sud Italia, sviluppando delle considerazioni correlate alle problematiche del territorio, diversamente in questo breve stralcio ci concentreremo sulla legge che regolamenta i doveri degli umani nei confronti dei 4zampe considerati vaganti. Un animale vagante, che sia un cane o un gatto, può rappresentare due problemi, il primo come pare evidente, per l’animale stesso, che a seconda dei casi si può ritrovare solo ed impaurito in un mondo a lui sconosciuto, senza la presenza del proprio compagno bipede e il secondo è di sicurezza e di sanità pubblica (ad esempio le parassitosi). Sul territorio italiano la legge in materia di animali di affezione e prevenzione al randagismo (legge del 14 agosto del 1991 – n.281), evidenzia che non tutti gli animali vaganti sono da ritenersi randagi. La normativa prevede che tutti i cani siano da considerarsi di proprietà e quindi come tali devono essere identificati tramite l’inserimento di un microchip. Nessun cane può essere ceduto (non è importante che sia stato regalato o venduto) senza il chip, il quale può essere applicato dai 40 giorni in su. Diversa la situazione per il gatto, per il quale non sussiste l’obbligo di chip, se non per gli animali che vanno all’estero, per questo motivo il gatto può ritenersi un animale semi-randagio.

Cosa dice la norma e di chi sono le responsabilità sugli animali vaganti?
 
La legge vieta  il vagare degli animali domestici e il proprietario è responsabile sia da un punto di vista civile che penale, a seconda dei danni che il soggetto può arrecare. Le amministrazione comunali devono intervenire per legge affinchè gli animali vaganti non diventino un problema di sanità pubblica o di sicurezza. I sindaci sono tenuti ad avere delle convenzioni con canili pubblici o privati che siano in grado di intervenire 24 ore su 24 per il recupero e la custodia degli animali. I sindaci sono anche tenuti ad avere una struttura in grado di ricoverare i gatti liberi malati, che poi dovranno essere reinseriti in loco, questo non per un discorso di randagismo ma per una questione di sanità pubblica. Proprio per questo il sindaco ne è il responsabile per il proprio comune ed in sua assenza (per eventuali dinamiche politiche, ad esempio carica vacante) viene sostituito dalla Polizia Municipale. Queste poche righe sono il sunto dei termini di legge a cui si deve far riferimento, ma nel pratico come ci si comporta? Un animale randagio può rappresentare come già anticipato un pericolo per se stesso, ma anche per le persone, può essere causa di incidenti, mordere altri animali, mordere o aggredire persone ed essere diffusore di malattie, anche di antropozoonosi. Il libero cittadino che decida di intervenire su un animale non di sua proprietà, per prima cosa deve allertare gli organi competenti, rappresentati dalla Polizia Municipale e in assenza dai Carabinieri, se non reperisce nessuno di questi, può rivolgersi ad un Veterinario libero professionista che tramite la lettura del microchip potrà risalire al proprietario. Se il cane non ha il microchip e il Veterinario non ha una struttura per poter ospitare l’animale, il cittadino che l’avrà recuperato dovrà farsene carico fino alla consegna ai responsabili del comune; idem nel caso in cui il soggetto sia rinvenuto ferito. In questo caso il Veterinario libero professionista dovrà intervenire per i primi soccorsi, le eventuali spese saranno addebitate al cittadino che ha portato l’animale che poi potrà richiederle o al proprietario legittimo o al comune in cui è stato ritrovato l’animale. Per legge le ASL hanno un veterinario reperibile h.24 che dovrebbe intervenire su richiesta delle forze di pubblica sicurezza. Le stesse condizioni sono le medesime anche se l’animale ferito fosse un gatto. Gli animali che giungono in canile e a cui non si riesce a dare una famiglia, purtroppo rimarranno relegati nel canile stesso, non è assolutamente previsto il loro abbattimento ((al contrario della legislazione spagnola). Da questo breve articolo si evince come si è sempre responsabili del proprio animale e si è anche responsabili di un eventuale animale trovato… cosa ne pensate?

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