Gli effetti della Poliradicoloneurite acuta nel cane e la relativa dieta.

0

Gli effetti della Poliradicoloneurite acuta nel cane e la relativa dieta.
 

Gli effetti della Poliradicoloneurite acuta nel cane e la relativa dieta.

La Poliradicoloneurite acuta fa parte delle neuropatie di origine autoimmune e infiammatoria a cui appartengono anche la paralisi da zecca, le infezioni protozoarie (in particolare Toxoplasma, Neospora), il botulismo (malattia causata da un’intossicazione alimentare), la miastenia gravis (dal greco myastheneia: debolezza muscolare), che possono essere diagnosticate nel cane. È stata descritta per la prima volta negli U.S.A. nel 1954 e definita “paralisi del procione” (Coonhound) perché nell’anamnesi recente del cane si presumeva un contatto con il procione e la sua saliva. Successivamente venne diagnosticata anche in cani che non erano mai stati a contatto con il sopracitato mammifero. Da qui, gli studi condotti portarono a capire che la causa dei sintomi è una reazione autoimmune verso la mielina del motoneurone inferiore (movimenti volontari), da una infiltrazione infiammatoria dell’assone e a volte da una sua degenerazione (Ettinger Feldman), scatenate dal contatto con l’antigene della saliva del procione o dal contatto con l’antigene del toxoplasma. La Poliradicoloneurite acuta si manifesta inizialmente con: debolezza generalizzata, atrofia muscolare rapida, che parte dal posteriore (tranne la coda che rimane normale) e va verso la testa, interessando prima il tronco, gli arti anteriori ed infine il collo. Nei casi gravi la reazione autoimmune colpisce anche i nervi cranici e i nervi respiratori (muscoli intercostali interni ed esterni ed il diaframma). Quasi sempre il cane riesce a fare la pipì e le feci volontariamente e i sensi (tutti e cinque) sono mantenuti inalterati, anche se in alcuni casi il cane si presenta iperpatico (la sensibilità al dolore aumenta di molto); in alcuni casi gli arti anteriori sono colpiti per primi. Nel giro di 5 – 10 gg. la situazione si aggrava, poi la paralisi si stabilizza. Si può avere remissione dei sintomi da una settimana a molti mesi, a seconda dei casi. Purtroppo non si può prevedere la gravità della malattia e la sua possibile remissione. L’unica cosa che si può fare è una terapia di supporto, cercando di controllare la minzione e la defecazione, cistiti, polmoniti abingestis, contratture tendinee ed eventuali ulcere da decubito (nei casi più gravi e più duraturi). La casistica più grave è quando colpisce i muscoli respiratori (intercostali e diaframma), in quella situazione l’unica salvezza può essere il ricovero in una struttura in cui possa essere svolta la ventilazione forzata in anestesia gassosa, in mancanza della quale il cane muore.

Gli effetti della Poliradicoloneurite acuta nel cane e la relativa dieta.
 
La DIETA di Cesare Gilardi:

Come descritto molto bene dal Dott. Raimondo, la Poliradicoloneurite acuta può manifestarsi a vari livelli di gravità e come sempre accade per tutte patologie in genere, oltre che al fisiologico supporto medico, una terapia di sostegno adeguata prevede anche una dieta su misura. Come tutte le diete, dovrà essere studiata affinchè agevoli il processo di guarigione, ma anche supporti lo sforzo di alcuni organi messi a dura prova dalla terapia stessa; in linea di massima quindi dovrà in assoluto essere acido basica per contenere le infiammazioni e non mettere sottosforzo l’intestino e di conseguenza il pancreas e il fegato. Come ben ricorderete da alcuni articoli scritti in precedenza, questi organi lavorano in sinergia per facilitare la digestione intestinale di grassi, proteine e carboidrati. Di conseguenza sia il pancreas che il fegato si mettono in funzione dopo ogni pasto, quindi da questo si può capire quanto i principi nutritivi siano importati per fornire più energia, impegnare meno la parte digestiva, alleggerire il lavoro dei reni e convogliare tutte le forze per combattere la patologia. Come introdotto prima, in funzione della gravità della malattia lo studio e la scelta degli ingredienti è fondamentale, infatti non dovrà contenere:

  • Principi nutritivi infiammanti e acidificanti;
  • grassi saturi a catena lunga; possono essere accettati invece quelli a catena media;
  • le proteine animali: possono essere accettate le percentuali contenute e provenienti da carni bianche;
  • formaggi e latticini: possono essere accettate, in percentuale contenute, lo yogurt magro e la ricotta;
  • rosso d’uovo;
  • tutti i cereali e manufatti derivati raffinati;
  • alcune verdure e frutta particolarmente infiammanti;
  • alte dosi di calcio e sodio.

Dovrà contenere invece:

  • Principi nutritivi non infiammanti e acidificanti;
  • Grassi insaturi a catena corta Omega 3 e 9, escluso i 6;
  • proteine di origine vegetale;
  • Proteine di origine animale in % molto limitate e provenienti da carni bianche;
  • yogurt magro e ricotta di pecora in piccole quantità;
  • bianco d’uovo cotto;
  • cereali integrali in particolare mais, riso, miglio e i loro manufatti;
  • falsi cereali come: quinoa, grano saraceno, kia, amaranto, etc.;
  • frutta e verdura;
  • basse dosi di calcio e sodio.

Questo articolo è stato realizzato dal Dott. Giorgio Raimondo e dal nostro esperto della nutrizione  Cesare Gilardi. Ti piacerebbe avere approfondimenti su malattie che colpiscono il cane ed il gatto non ancora trattate dal nostro sito? Allora scrivici sulla nostra pagina Facebook di Consulpets oppure a: info@consulpets.it    

Condividi.

Autore

avatar

Partner