I fattori principali della displasia dell’anca nel cane.

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I fattori principali della displasia dell’anca nel cane.
 

I fattori principali della displasia dell’anca nel cane.

La displasia dellanca è una patologia articolare che si sviluppa durante l’accrescimento dell’animale in maniera bilaterale ma con gradi diversi; limita abbondantemente l’attività del soggetto e ne riduce la qualità della vita. Questa sofferenza ha la caratteristica di evidenziare una instabilità dell’articolazione fra la testa del femore e l’acetabolo (cavità del bacino) a cui consegue sviluppo precoce di artrosi. Intervengo fattori genetici e fattori legati all’alimentazione, all’ambiente e all’attività fisica dell’animale:

I fattori genetici: sono stati definiti e tramite il genoma canino è stata fatta una classificazione delle razze con più propensione e predisposizione a questa malattia. Le razze oggetto di questa analisi sono:

  • Bulldog ;
  • Cane Corso;
  • Dog de Bordeaux;
  • Golden Retriever;
  • Labrador Retriever;
  • Mastino Napoletano;
  • Meticci (non sono esenti);
  • Pastore tedesco;
  • Rottweiler;
  • San Bernardo;
  • Terranova.

I fattori principali della displasia dell’anca nel cane.

 
Lambiente: le posizioni anomale che i cuccioli possono assumere all’interno della cucciolata nei giochi con i fratelli e le sorelle.
Unalimentazione: non corretta che comporti un eccessivo accrescimento del cucciolo, sottopone i tessuti articolari, immaturi, a forze che superano la resistenza elastica e quindi tendenti a determinare delle deformità.
Lesercizio fisico incontrollato: con sollecitazioni meccaniche intense come: salti, giochi eccessivi e repentini cambi di direzione, è un altro fattore di stress articolare. Mentre invece, lesercizio fisico controllato stimola il corretto trofismo della cartilagine articolare e sviluppa il tono muscolare atto a garantire la stabilità articolare. Le condizioni indispensabili per lo sviluppo della displasia dell’anca sono come già visto, l’instabilità articolare, la perdita della congruenza tra testa del femore e acetabolo e la giovane età. Nella vita dell’animale poi si andranno a sommare fenomeni di artrite e di artrosi sulle degenerazioni acquisite nei primi otto – dieci mesi di vita. La patologia in maniera più generale, può tendenzialmente colpire tutte le razze anche se i soggetti più a rischio sono quelli di razza grande e gigante. Si sono osservati casi di displasia anche in cani di razza Toy e nei gatti, ma in questi casi l’instabilità articolare non dà origine alle modificazioni degenerative che si osservano in animali di peso superiore. In generale si può considerare che ogni cane che da adulto superi i venti kg. è a rischio. In alcune razze fra cui molossi, Bovari, Retriever, Pastori Tedeschi e Terranova l’incidenza varia dal 25 al 50 %. Per effettuare una completa visita ortopedica atta a valutare la presenza o meno della displasia è necessario eseguire alcune manualità sia con l’animale sveglio che con l’animale sedato. Da sveglio si osserverà l’andatura, nello specifico nei casi di displasia medio/grave durante la corsa o mentre sale le scale; un segnale tipologico del problema si evidenzierà  nel movimento “accoppiato” delle articolazioni altrimenti definito come “ galoppo a coniglio”. La palpazione della regione interessata rileverà evidenti alterazioni a livello del tono muscolare; il cane tenderà a non voler assumere una posizione di riposo sugli arti posteriori (per capirsi: tipo Sfinge).

I fattori principali della displasia dell’anca nel cane.
 
Avrà forte dolore nell’estensione delle anche. In anestesia si eseguiranno test sulla distensione delle zampe e sulla misurazione degli angoli articolari. La diagnosi certa verrà fornita da un fisiologico esame RADIOGRAFICO con animale sedato. Per la diagnosi e quindi una eventuale terapia sia di tipo chirurgico che non, bisogna effettuare una lastra di tipo preventivo già all’età di sei mesi, nei casi più tardivi al massimo di nove; mentre per le lastre ufficiali per l’eventuale grado di displasia da apporre sul pedigree vengono effettuate all’età dell’anno se non oltre. Quest’ultime non hanno alcun significato di tipo medico e terapeutico, ma rispondono solo ad un requisito legale. Lo studio radiografico dell’articolazione dell’anca può essere eseguito correttamente solo con il soggetto in anestesia generale o profonda sedazione. L’intervento radiologico permette di effettuare l’approfondimento clinico nelle varie parti del soggetto, permettendo così al veterinario di eseguire più proiezioni; la posizione ventro-dorsale con arti estesi è la più diffusa e può essere utilizzata sia sui cuccioli a partire dai tre – quattro mesi, che sui cani adulti. Nel momento in cui si diagnostica una displasia di grado medio o grave, si può intervenire chirurgicamente con interventi di tipo preventivo che mirano a ripristinare la corretta biomeccanica articolare e limitano la progressione dei danni irreversibili a carico dell’articolazione. Qui di seguito riporto solo i vari tipi di interventi per non cadere in discorsi troppo tecnici:

  • Triplice osteotomia pelvica.
  • Duplice osteotomia pelvica.
  • Osteotomia intertrocanterica derotazionale varizzante del collo femorale: interventi palliativi che riducono il dolore e migliorano la qualità della vita dell’animale non ripristinando un’articolazione normale.
  • Dartoplastica.
  • Ostectomia della testa e del collo femorale.
  • Protesi totale dellanca: intervento di tipo sostitutivo.

l trattamento medico è finalizzato a controllare il dolore e l’infiammazione, prevenire o rallentare la progressione del danno articolare e ripristinare un corretto movimento e migliorare la qualità della vita.
Controllo del peso e del dolore: Il peso corporeo determina le forze che gravano direttamente sulle articolazioni e quindi sull’evoluzione delle patologie articolari. Nei soggetti in soprappeso la principale terapia è proprio rivolta alla diminuzione del peso stesso. Il dolore va trattato già all’insorgere dei primi segnali e non quando è in stato avanzato, questo al fine di evitare un circolo vizioso che porta alla riduzione dell’attività fisica e quindi della massa muscolare, con aumento della instabilità della stessa e di stress a livello della capsula articolare. La FISIOTERAPIA deve essere mirata per il problema che si sottopone e si consiglia di rivolgersi ad un esperto della nutrizione e della preparazione atletica del cane.
 
TRATTAMENTO MEDICO O CHIRURGICO?
La scelta è dettata da diversi fattori che si sommano, gravità, età, sintomatologia clinica.
Il trattamento medico a volte può essere di tipo complementare a quello chirurgico o alternativo.
Le diverse opzioni chirurgiche sono in grado di prevenire efficacemente lo sviluppo di artrosi e garantire un’elevata qualità della vita per tempi estremamente lunghi quando eseguite precocemente ( tre – dodici mesi d’età). Per questo, la lastra nei primi mesi di vita per le razze a rischio e non solo è da considerarsi di fondamentale importanza. I soggetti con sintomatologia lieve o pazienti per cui è sconsigliata la chirurgia, possono essere ben gestiti con la sola terapia medica garantendo una buona qualità di vita.

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