Il complesso del granuloma eosinofilico…

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Il complesso del granuloma eosinofilico
 

Il complesso del granuloma eosinofilico nel gatto (CGE)

Il granuloma eosinofilico, è una malattia che colpisce la specie felina e come si può intuire dal nome stesso, è caratterizzato dalla presenza di numerose cellule eosinofiliche, a livello delle lesioni cutanee che caratterizzano la malattia!

I segni clinici del CGE sono: rappresentati da lesioni singole o multiple, a forma di papule, placche e noduli, localizzate più spesso nella regione addominale ventrale, nella zona posteriore della coscia e a livello delle giunzioni muco cutanee. Il gatto colpito da CGE, può avere prurito intenso, che lo porta a leccarsi in modo insistente. Clinicamente il complesso del granuloma eosinofilico si presenta in tre tipi di forme, che colpiscono aree diverse del corpo e vengono classificati in:

  1. Placca eosinofilica: caratterizzata da papule e placche pruriginose confluenti nella regione inguinale.
  2. Granuloma eosinofilico: caratterizzato da papule o noduli pruriginosi, che si uniscono a livello della faccia posteriore degli arti (definendosi granuloma eosinofilico lineare) e da singole lesioni che si possono presentare invece sui cuscinetti plantari, sul labbro inferiore e nella cavità orale.
  3. Ulcera indolente non sanguinante: né pruriginosa né dolente, presente nella porzione centrale del labbro superiore o laterale, in corrispondenza dei canini.

Non sono ancora chiare le cause del granuloma eosinofilico, molto probabilmente dipende da una reazione di ipersensibilità, mediata da mastociti e IgE, che stimolano il richiamo e l’attivazione degli eosinofili. L’antigene o allergene che scatena questa reazione da ipersensibilità non è ancora conosciuto, potrebbe trattarsi di un antigene di provenienza da artropodi, oppure allergeni alimentari o ambientali, ma nella maggior parte dei casi, l’allergene scatenante la malattia non viene identificato! Esiste sicuramente una predisposizione genetica a sviluppare una risposta infiammatoria eosinofilica eccessiva, nei confronti di determinati stimoli antigenici! La stessa malattia del granuloma eosinofilico felino si presenta nell’uomo e viene definita sindrome di Wells’. Papule e placche, dolenti e pruriginose, appaiono agli arti inferiori. Nella sindrome di Wells’, le cause sono sconosciute, forse malattie parassitarie possono scatenare la malattia, sicuramente come per i gatti, esiste una predisposizione genetica. Di fronte a lesioni di tipo a placche, noduli e papule, è importante fare diagnosi differenziale, poiché altre malattie, possono presentare le medesime lesioni, come nelle infezioni batteriche o fungine profonde e nelle neoplasie (carcinoma squamocellulare, mastocitoma).

Quindi per fare una corretta diagnosi di CGE, è importante: eseguire esami citologici, per apposizione e per ago-infissione, eseguire biopsie cutanee, esami colturali fungini o batterici, raschiati cutanei e esami al microscopio di peli, scaglie e cerume, per escludere la presenza di acari. E’ importante valutare le condizioni generali di salute del soggetto, eseguendo esami ematologici, biochimici e sierologici (ELISA per la diagnosi di infezioni da FeLV/FIV). La terapia farmacologica d’elezione per CGE sono: prednisone o prednisolone, somministrati entrambi alla dose di uno – due mg/kg per via orale ogni dodici ore, o metilprednisolone acetato alla dose di 4-5 mg/kg per via sottocutanea/intramuscolare, possibilmente somministrato con intervalli non inferiori ai due mesi. Anche gli antistaminici possono essere impiegati, come la cetirizina, antistaminico di seconda generazione, che inibisce la chemiotassi degli eosinofili.

Terapie olistiche: personalmente ho ottenuto ottimi risultati, utilizzando solo nella fase iniziale della malattia il cortisone, in gatti con lesioni estese a livello del corpo e molto pruriginose. La terapia cortisonica iniziale, durata per un periodo massimo di due settimane, veniva affiancata a farmaci omeopatici per contrastare gli effetti collaterali del cortisone e terapie specifiche personalizzate ad ogni caso clinico, necessarie per tenere sotto controllo il sistema immunitario del soggetto e quindi la malattia. Nei casi meno gravi, non è risultato necessario la somministrazione di cortisonici, ma le terapie impostate prevedevano solo farmaci omeopatici e integratori alimentari.

In tutti i casi di CGE, prescrivo:

  • Creme locali a base di aloe vera gel pura concentrata, da massaggiare sulle lesioni.
  • Integrazioni alimentari con Omega 3.
  • Ribes Nigrum.
  • Somministrazione di un’alimentazione corretta che non crei forme di allergie alimentari.
  • Fialette a base di olio di neem per tenere sotto controllo i parassiti.
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