Il melanoma dell’occhio nel cane e nel gatto…

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Il melanoma dell’occhio nel cane e nel gatto…
 

Il melanoma dell’occhio nel cane e nel gatto… all’occhio!

Nel proseguo degli articoli divulgativi dei tumori visibili da chiunque, parliamo del melanoma irideo come possibile patologia sia nel cane che nel gatto. Il colore dell’occhio è ciò che spicca maggiormente ed è dato dalle cellule pigmentate che sono presenti nell’iride, il suo colore varia dal marrone al giallo ed è anche indice di razza. L’iride è estremamente vascolarizzato e più volte rappresenta il campanello d’allarme di malattie sistemiche soprattutto di origine infiammatoria o immunomediata ( la lheismania nel cane, la fiv e la felv nel gatto) non per nulla l’occhio è stato sempre considerato la finestra dell’anima di ogni creatura, a due o quattro zampe. Gli animali colpiti possono essere sia maschi che femmine e l’età di presentazione normalmente riguarda le fasce adulte anziane. Percentualisticamente i gatti sono i più colpiti rispetto ai cani. Questa patologia si presenta come una macchia scura che appare sull’iride e si può rilevare solo con un attento esame dell’occhio; può essere tendente al nero o marrone e inizialmente e appare molto piccola e può essere situata sia sul margine verso l’esterno, che verso il foro pupillare. In realtà al soggetto non produce dolore e non si manifesta con altri segni; con il passare del tempo, pochi mesi a volte anni, si espande, aumentandone la singola massa o ne produce altre più piccole che tendono a confluire. Il colore stesso dell’iride tende a mutare diventando sempre più scuro fino al nero.

Il melanoma dell’occhio nel cane e nel gatto…
 
Nel cane il melanoma irideo ha un decorso più rapido rispetto al gatto. Purtroppo non è mai possibile fare una diagnosi certa e che non lasci adito a dubbi. Un prelievo di cellule è estremamente sconsigliabile, i danni che verrebbero arrecati all’occhio sarebbero considerevoli. Un esame meno invasivo, ma che può fornire informazioni utili per una diagnosi è l’ecografia che rileva se la macchia che noi vediamo è spessa (probabile tumore) o è piatta, in tal caso si potrà rilevare solo un addensato di cellule, ma senza carattere di organizzazione e quindi di malignità. Il veterinario può intervenire? Ovviamente si… ma solo con un intervento molto invasivo che consiste nell’asportazione dell’occhio. Bisogna ricordare che è un tumore maligno e che può dare metastasi a livello del cervello e di tutto il sistema nervoso. Si può prevenire? All’inizio si è discusso dell’elevato fattore infiammatorio che può presentare l’iride, un aumento dell’apporto di sangue durante un’uveite (infiammazione generalizzata dell’occhio e dell’iride) può favorire le mutazione delle cellule. L’infiammazione è alla base di moltissimi tumori, soprattutto nel gatto, per cui l’unica prevenzione è quella di intervenire sempre tempestivamente in caso di uveiti. Oggi la tecnologia delle macchine fotografiche digitali permette di studiare queste masse nella loro evoluzione e di capire in anticipo l’aggressività e il loro decorso; quindi volete un consiglio? Fotografate più che potete gli occhioni bellissimi dei vostri amici. L’atteggiamento da seguire è quello di un continuo monitoraggio con foto dell’occhio da farsi ogni mese in modo da osservare la ben che minima variazione della macchia. Questo consentirà di intervenire solo quando sarà veramente necessario.

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