Il tumore alle orecchie del gatto…

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Il tumore alle orecchie del gatto…
 

Il tumore alle orecchie del gatto bianco

In una precedente news abbiamo incominciato il discorso riguardante i tumori che il proprietario può riconoscere e che quindi possono essere aggrediti al loro insorgere e dare i migliori risultati di sopravvivenza, nel dettaglio affronterò il carcinoma alle orecchie del gatto bianco. Il gatto con il pelo bianco ha una serie di problemi legati al suo manto candido; il suo colore da fiocco di neve purtroppo protegge poco la pelle e permette ai raggi del sole di colpire direttamente la cute, in quelle zone in cui il pelo è particolarmente corto e poco fitto. Purtroppo il musetto paga pegno ed è il più colpito, ne consegue che anche i padiglioni auricolari, le palpebre e il margine della canna nasale vicino al tartufo; l’azione protratta nel tempo dei raggi solari crea un’infiammazione e questa nell’arco degli anni evolverà in tumore. Il continuo stress legato all’infiammazione predispone al trasformarsi delle cellule che da normali cellule cutanee diventeranno bruttissime cellule tumorali. Questo è forse l’esempio più visibile, perché riguarda una porzione dell’organismo che spicca immediatamente, ma qualsiasi cellula se sottoposta ad una flogosi (link) continua nel tempo, può mutare in un tumore. Il carcinoma squamo cellulare sarà l’ultimo esito di questa trasformazione. Ora cerchiamo di capire come riconoscere la patologia… io proprietario che cosa vedrò: L’evoluzione non è rapida e interessa un tempo piuttosto lungo, si parla in media di anni. Inizialmente saranno visibili solo delle piccole crosticine sui margini del padiglione auricolare o vicino al tartufo, queste lesioni tendono a non guarire e continuano a presentarsi. In una seconda fase dell’evoluzione si organizzeranno in piccoli noduli sanguinolenti e inizieranno a deformare la cartilagine o il margine delle palpebre. Nella fase finale saranno grandi, al minimo tocco sanguineranno e saranno dolenti per il malcapitato micio. Questo è un tumore maligno ed è estremamente infiltrante. La terapia a questo grado è solo chirurgica. Vorrei soffermarmi però sull’attenzione che si deve porre nell’evoluzione delle masse. Come proprietario devo cercare di informare immediatamente il veterinario della comparsa di queste crosticine, in modo da evitare al massimo eventuali interventi troppo profondi, ma soprattutto sarà importante prima di tutto ciò agire in maniera preventiva proteggendo le parti a rischio. Tutti i giorni in cui c’è il sole, sarebbe opportuno applicare nelle aree sopracitate delle creme protettive specifiche per animali o in alternativa quelle per i bimbi preferibilmente su base gel. Nel periodo primaverile-estivo per i gatti a rischio un’integrazione con antiossidanti sicuramente potrà ritardare la comparsa dei segni legati all’infiammazione cronica; del Ribes Nigrum svolgerà egregiamente questa funzione. Contro questo tipo di tumore come sempre l’attenzione del proprietario è fondamentale e potrà fare la differenza.

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