In presenza di un sintomo si procede con i farmaci o con l’Omeopatia?

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In presenza di un sintomo si procede con i farmaci o con l'Omeopatia?
 

In presenza di un sintomo si procede con i farmaci o con l’Omeopatia? 

È successo mille volte, l’ultima pochi giorni fa. Arriva in Ospedale un Corgi (il cane della Regina, per intenderci), una femmina di quattro anni, mia paziente da sempre… si fa per dire, perché non sono mai dovuto intervenire su cose serie, solo controlli di routine. La proprietaria l’ha portata una sera tardi in cui io ero assente, perché la cagnetta era abbattuta da due giorni, non mangiava e se ne stava accucciata in un angolo; l’hanno trattenuta la notte per gli accertamenti diagnostici (solo quelli per scelta della proprietaria) e nel frattempo sono stato dalla stessa avvisato di prendere in mano la situazione appena possibile, il che è avvenuto il giorno successivo. Ho potuto constatare di persona gli esami eseguiti, compresi uno studio radiografico ed un’ecografia addominale entrambi con esito negativo. L’unico dato veramente anomalo, era un imponente aumento dei granulociti neutrofili (una serie dei globuli bianchi) associato ad una febbriciattola a 39,6°C (nel cane fino a 39° è normale) con riluttanza a camminare. Veramente pochissima roba! Inoltre, il problema di una leucocitosi neutrofilica (come la chiamiamo noi medici quando vogliamo darci importanza) senza sintomi evidenti è che può essere causata da un’infezione (virus, batteri, funghi), o da un’infiammazione non infettiva, o da un processo autoimmune, o da neoplasie… insomma di tutto e di più! Ecco perché a questo punto, senza una diagnosi clinica in medicina convenzionale non si può risalire ad un protocollo terapeutico e si ricorre ad una terapia “a largo spettro”, che in termini venatori si tradurrebbe “sparare a rosa larga”. Si prescrive un antibiotico, un antinfiammatorio e magari anche un antidolorifico, sperando in un buon esito in attesa degli esami di controllo. In questo caso non c’è proprio nulla di ciò che la scienza definisce “scientifico”, questo è certo. Al contrario, è proprio in casi del genere che l’Omeopatia può far valere tutto il suo enorme potenziale. Conoscendo il soggetto, tenuto conto che è sempre stato un cane abbastanza sano, ma sottodimensionato nei confronti degli altri della sua razza, che ha sviluppato una febbre che si è sempre mantenuta bassa (poca reattività), che aveva un aumento dei globuli bianchi (indipendentemente della causa), che è timido e riservato, ho cercato quel rimedio che per similitudine poteva avere analogia con la piccola paziente e l’ho fatto somministrare per due volte a distanza di dodici ore. Dopo quattro ore dalla prima dose, la temperatura rettale era ritornata normale ed ha mangiato con evidente ripresa anche della vitalità.

In presenza di un sintomo si procede con i farmaci o con l'Omeopatia?
 
Dopo la seconda dose, il giorno successivo ha ripreso la totale normalità delle funzioni e la sua consueta energia, camminando con la padrona, come quasi ogni giorno della sua vita, per cinque km. nel parco naturale dello Storga, alle porte di Treviso. Qualcuno si chiederà: e qui, c’è qualcosa di scientifico? Qualcuno si meraviglierà: la risposta è si! La sperimentazione in Omeopatia è diretta a scoprire quali sintomi ogni sostanza produce nellUomo Sano. Leggete bene, “sintomi” e non “malattia”! La differenza è sostanziale: i sintomi non sono necessariamente diagnostici, come la leucocitosi neutrofilica di cui sopra, ma possono essere trattati con un rimedio omeopatico, mentre la malattia è di per sè una diagnosi cui può seguire un protocollo terapeutico farmacologico. Ne consegue che quando si è di fronte ad una malattia si può trattare il soggetto sia farmacologicamente che omeopaticamente, mentre quando si hanno solo sintomi lunica terapia possibile da un punto di vista scientifico è quella omeopatica. Scientifica perché tutte le volte che una determinata sostanza viene sperimentata sull’Uomo Sano, produce sempre gli stessi sintomi (riproducibilità del fenomeno) e tutte le volte che si verifica la similitudine fra i sintomi sperimentali ed i sintomi del paziente, prescrivendo sull’analogia, quest’ultimo guarisce (applicazione e verifica di una legge). Non solo, ma solo il metodo omeopatico di Sperimentazione Pura sull’Uomo Sano permette di sapere prima gli effetti del rimedio sull’organismo, sia a livello psichico che fisico o organico, proprio perché basato sui sintomi e non su una diagnosi clinica. Ciò non significa che la diagnosi clinica non serva all’omeopata, al contrario, essa è necessaria per stilare una prognosi corretta, ma non rappresenta la condicio sine qua non per la prescrizione. La scienza dell’Omeopatia è rappresentata dai sintomi del paziente e non dal nome della malattia!

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