Infezione uterina nel cane: piometra ed iperplasia endometriale cistica.

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Infezione uterina nel cane: piometra ed iperplasia endometriale cistica.
 

Infezione uterina nel cane: piometra ed iperplasia endometriale cistica.

L’iperplasia endometriale cistica è una malattia su base ormonale dell’endometrio (una porzione dell’utero), si verifica quando quest’ultimo viene invaso da batteri di irruzione secondaria, che provocano infiammazione e accumulo di essudato purulento all’interno dell’utero. Al termine del calore normale della cagna, questa va incontro ad una fase chiamata diestro (aumento delle cellule intermedie, diminuzione di quelle superficiali e presenza di neutrofili) della durata di circa due mesi, caratterizzata dalla secrezione ovarica di progesterone. L’esposizione dell’endometrio agli estrogeni prima, durante il calore e al progesterone poi, senza che si instauri una gravidanza fa sì, che la mucosa uterina vada incontro ad un ispessimento cistico. I secreti che si accumulano nell’utero, sono un eccellente terreno di cultura per i batteri, che riescono a raggiungere il cavo uterino partendo dalla vagina e penetrando attraverso l’ostio della cervice parzialmente aperto nelle fasi del calore. Principalmente i responsabili sono gli Escherichia coli una tipologia di batterio buono, che però se se ne altera la proliferazione può scatenare appunto un’infezione. Una volta che i batteri hanno colonizzato l’utero passeranno da una a dodici settimane prima che si manifestino i primi segni clinici. In caso di piometra (degenerazione del tessuto uterino che causa un accumulo di pus nella cavità dell’utero), se la cervice uterina è chiusa, avrò dei segni clinici di malattia sistemica che possono arrivare allo shock per setticemia.

Infezione uterina nel cane: piometra ed iperplasia endometriale cistica.
Nella foto: Utero del peso di ca. mezzo kg.; il cane al quale è stato asportato pesava di 10 kg.. 

Invece se la cervice è aperta avrò uno scolo vaginale più o meno intenso; questo potrà essere di tipo emorragico o di tipo mucopurulento. Allo scolo sarà associata una sintomatologia sistemica, che presenterà uno stato di depressione e letargia; a riguardo la cagna manifesterà poco appetito, un aumento della sete, vomito e l’addome si presenterà disteso. La causa abbiamo visto che è legata all’entrata dei batteri in cervice durante il calore, per questo diventa fondamentale segnarsi sempre la data di inizio e di termine perdite del calore. Così facendo, se dopo alcune settimane si ritroveranno piccole effusioni in casa, si potrà immediatamente sospettare l’infezione uterina. Le diagnosi differenziali a cui si va incontro sono: la gravidanza, un diabete mellito o un’insufficienza renale collegata all’aumento della sete e della diuresi o a gravi patologie vaginali. La diagnosi certa ci viene fornita dall’ecografia, che potrà visualizzare correttamente l’utero, le sue dimensioni ed il suo contenuto.

Infezione uterina nel cane: piometra ed iperplasia endometriale cistica.
Foto di: www.ambulatorioveterinarioaponense.com 

La piometra è una malattia potenzialmente letale se la cervice è chiusa, se trascurata inevitabilmente porterà alla morte del soggetto. Il trattamento di elezione (estratto da Treccani: operazione chirurgica la cui effettuazione obbedisce solo a un criterio di opportunità, in quanto potrebbe essere anche differita nel tempo o sostituita da altro trattamento) è rappresentato dalla chirurgia con l’asportazione in toto delle ovaie e dell’utero; questo tenendo sempre presente che si va ad operare un animale in condizioni critiche. La chirurgia va preceduta e seguita da copertura antibiotica, prima a largo spettro ed in seguito mirata grazie ad un tampone per una cultura batterica. La terapia medica non accompagnata dalla chirurgia, si può mettere in atto solo se si è di fronte ad una fattrice e se la cervice è aperta, in questo caso alla terapia antibiotica si dovrà associare ad un trattamento a base di prostaglandine. Dopo quanto detto, bisognerà tenere presente che molto probabilmente al prossimo calore, se la cagna non dovesse rimanere incinta, il problema si ripresenterà. Per concludere i dati essenziali da tener a mente sono:

  • Segnare le date del calore;
  • se da 1 a 12 settimane dopo il termine del calore si ripresentano perdite, sospettare dell’infezione;
  • aumento della sete e abbattimento dei segni caratteristici;
  • non attendere l’evolversi della patologia, ma intervenire tempestivamente portando il soggetto dal veterinario.
  • la chirurgia rappresenta quasi sempre la soluzione migliore;
  • la scelta della sterilizzazione è un buon sistema per prevenire la patologia.
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