La Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto…

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La Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto...
 

La Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto si può curare?

Nota come filaria, è una malattia molto pericolosa, che colpisce cani e gatti ed è provocata da un vettore appartenente alla famiglia dei Nematodi, chiamato Dirofilaria immitis. La Dirofilaria immitis, è un verme dalle dimensioni di 12 a 17 cm se maschio e 25 a 32 se femmina, i cui ospiti intermedi, le zanzare, si trovano soprattutto nel nord Italia, come la conosciutissima e odiata zanzara tigre!

 Vediamo insieme il ciclo della Dirofilarai immitis:
1. La zanzara punge un animale infetto e attraverso il pasto di sangue, ingerisce le microfilarie che sono nel circolo sanguigno, chiamate larve al primo stadio (L1).
2. Le larve L1, all’interno della zanzara, in una settimana maturano e passano allo stadio due (L2) e dopo una seconda settimana diventano L3, migrano nella bocca della zanzara, pronte per essere trasmesse ad un animale, con il successivo pasto di sangue.
3. Le larve L3, vengono trasmesse dalla puntura di una zanzara infetta ad un animale e diventano in 7- 12 gg L4, in 2 mesi L5.
4. In circa 4 mesi le L5 che sono larve adulte, entrano nel cuore e nelle arterie polmonari, formando i famosi spaghetti del cuore!

La Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto...
 

 

 

 

 

 

 

I sintomi della filariosi cardiopolmonare, si possono suddividere in quattro classi, in base alla gravità della malattia:

  • forma lieve: cioè la fase della malattia in cui non si notano ancora sintomi, ma se si eseguisse un esame di laboratorio, si potrebbe vedere la presenza di antigeni della malattia e diagnosticarla in tempo!
  • forma moderata: ove si evidenziano sintomi quali affaticamento e difficoltà nel respirare sotto sforzo,  tutto ciò poichè i parassiti sono cresciuti per dimensioni e numero nel cuore.
  • forma grave:  quando ormai le filarie sono aumentate notevolmente di numero, quindi la sintomatologia cardiopolmonare si aggrava per una insufficienza cardiaca destra, che comporta un incremento della frequenza respiratoria, tosse, aumento del volume dell’addome e riduzione del numero dei globuli rossi.
  • fase molto grave: definita SVC (Sindrome della Vena Cava) nella quale i parassiti sono talmente grossi e aumentati di numero che oltre ad occupare tutto il cuore di destra e le arterie polmonari, ostruiscono anche la vena cava e questo fa si che il cane si trovi in gravissimo pericolo di vita.

COME CURARE LA FILARIOSI CARDIOPOLMONARE?

La terapia che si andrà ad utilizzare, dipenderà dalla classe sintomatologica a cui appartiene l’animale parassitato (vedi sopra). Ovviamente un cane che si troverà nella prima fase di malattia, avrà ottime probabilità di guarire rispetto alla fase finale, in cui si deve intervenire chirurgicamente, con tutte le possibili complicanze del post intervento.

Per prevenire questa malattia, bisogna evitare il più possibile il contatto del nostro amico animale con la zanzara, vediamo come:

  • Incomincerei con l’utilizzare sostanze repellenti specifiche per animali, in commercio ne esistono anche a base di piante naturali come la lavanda e il geranio, che svolgono una forte azione repellente; molto efficaci anche i collari a base di lavanda ed olio di neem.
  • Evitare il contagio notturno, dove le zanzare soprattutto d’estate aumentano di numero rispetto al giorno, quindi rifugiamo fido in casa con noi o proteggiamo l’ambiente in cui dorme con zanzariere.
  • Non esistono vaccini per la filariosi cardiopolmonare, ma trattamenti mensili, da eseguirsi nei periodi più caldi, che agiscono inibendo lo sviluppo delle larve adulte.
  • I farmaci a disposizione per la cura microfilaricida, sono sia in forma iniettabile che in compresse, personalmente preferisco l’utilizzo di una compressa da somministrare a stomaco pieno una volta al mese, da aprile a dicembre. Il periodo di cura può essere aumentato, a seconda della zona in cui vive il nostro animale e quindi la presenza di zanzare anche nei mesi più freddi.
  • La cura microfilaricida non esclude la possibilità comunque del contagio, quindi è fondamentale per diagnosticare in tempo la malattia, eseguire prima di ogni ciclo annuale di farmaci un esame diagnostico di laboratorio.
  • Questo esame evidenzia in tempo la malattia (possibilmente nelle prime fasi), è un test semplice, veloce e poco invasivo, che ci dà certezze sulla salute del nostro cane, prima di iniziare un nuovo ciclo di farmaci microfilaricidi.

Se il tuo cane appartiene a razze sensibili al farmaco ivermectina, bisogna fare attenzione nell’utilizzo di una corretta terapia microfilaricida. Esistono in commercio delle compresse che non presentano questo principio attivo, ma questo importante argomento lo tratteremo nella prossima news!.

La Filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto...
 
LA FILARIA COLPISCE ANCHE IL GATTO?

La Filaria nel gatto risulta essere rara, poiché nonostante il felino è un ospite che può essere infettato non è un ambiente ideale per la crescita del parassita. Nel gatto la filaria, ha una durata di vita più breve che nel cane e raramente riesce a riprodursi; quindi il ridotto numero di larve mature infestanti che si portano verso l’ apparato cardiorespiratorio fa si che la malattia non possa manifestarsi come nel cane. Poi bisogna considerare le caratteristiche comportamentali del gatto, che difficilmente rispetto al cane si fa avvicinare e ronzare intorno dalle malefiche zanzare senza cacciarle e allontanarle! La diagnosi di filariosi nel gatto è molto complicata per il medico veterinario; esiste quindi la possibilità di contagio della filariosi nel gatto, ma ci sono ancora molti lati oscuri sulla sua patogenesi in questa razza.

QUALI SONO I GATTI PIU’ PREDISPOSTI AL CONTAGIO?

Ovviamente gatti che di notte vivono all’ aperto e quindi rispetto agli amici casalinghi, hanno più possibilità di essere punti dalle zanzare. Ora vediamo quali sono sintomi nel gatto parassitato da filaria:

  • Nella forma asintomatica, il gatto può presentare sintomi lievi, come tosse e vomito occasionale.
  • Nella forma acuta, si può avere morte improvvisa, senza nessun segno, oppure anoressia, dispnea, tosse con vomito, cianosi e alle volte convulsioni e crisi lipotimiche.

COME DIAGNOSTICARE LA MALATTIA

Si può indagare con test specifici di laboratorio, anche se rispetto al cane non ci forniscono dati certi.
Sicuramente i test diagnosti migliori nel gatto, sono quello radiologico e l’ecocardio.

LA PREVENZIONE NEL GATTO
Come per il cane ci si avvale di pipette e spray antiparassitari anche a base di piante naturali, anche per il gatto esistono questi repellenti; io li preferisco poiché il gatto tende a  leccarsi molto. Invece i farmaci che si possono utilizzare mediante l’applicazione sulla cute sono lo stonghold, oppure diversamente si possono somministrare compresse come milbemax gatti o cardotek 30 fx.

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