La Leishmania e il Sistema Immunitario…

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FOTO: commons.wikimedia.org
 

La Leishmania e il Sistema Immunitario

È importante capire il ruolo che gioca il sistema immunitario del nostro amato cane, per comprendere come alcune malattie, tra cui la leishmaniosi canina, hanno meno possibilità di vincere. L’immunità dell’organismo, ha un ruolo fondamentale nel prevenire le malattie, rappresenta l’esercito armato che il corpo possiede per combattere contro tutti gli invasori e in base a come lotta, viene chiamata in due modi:

  1. Immunità umorale: ha la funzione di produrre anticorpi contro una malattia, i soldati che lottano per salvare l’organismo!
  2. Immunità cellulo-mediata: ha invece la funzione di attivare delle cellule come i macrofagi, che fagocitano (mangiano) il parassita.

Chi è il responsabile della Leishmania e come avviene la diffusione della malattia?
La Leishmaniosi, viene trasmessa da un vettore flebotomo o comunemente chiamato pappatacio, un insetto simile alla zanzara, che compie il suo pasto di sangue, nei mesi caldi e soprattutto dal tramonto all’alba. L’insetto, veicola la forma flagellata (promastigote), della Leishmania infantum, un protozoo che si moltiplica nell’intestino dei flebotomi femmine. Durante il pasto di sangue, il pappatacio inietta la forma flagellata del parassita nell’ospite e il cane per difendersi, attiva il suo sistema immunitario, ordinando ai macrofagi di fagocitare (mangiare) i promastigoti e trasformarli in amastigoti (forma senza flagelli). Quest’ultimi, aumenteranno di dimensione nel macrofago, causando la sua lisi cellulare (rottura) e la loro liberazione; gli amastigoti così liberi, verranno nuovamente fagocitati da macrofagi presenti in organi come la milza, fegato, linfonodi e midollo osseo. A partire dagli inizi degli anni 90, la leishmania si è diffusa anche nel nord Italia, quindi non si può più definire una malattia confinata al bacino mediterraneo e non esistono zone che possono ritenersi sicure.

Vediamo come il sistema immunitario gestisce la leishmania canina
Se la risposta immunitaria cellulo-mediata (TH1), è maggiore della risposta immunitaria umorale (TH2), i cani saranno infetti ma clinicamente sani, quindi non presenteranno sintomi. Se invece la risposta immunitaria TH2, è molto più elevata di TH1, i cani saranno infetti con grave Leishmaniosi; questo perché si ha una continua stimolazione antigenica (stimolazione del parassita), seguita da una esagerata risposta anticorpale (TH2), con deposizione di immunocomplessi (unione di antigene con l’anticorpo) in diversi distretti, che possono causare:

  • Poliartrite
  • Meningite
  • Uveite
  • Vasculite
  • Glomerulonefrite
  • Produzione di autoanticorpi che uccidono le piastrine e i globuli rossi del sangue

Sintomi: La malattia non sempre è facilmente diagnosticabile, soprattutto quando non presenta le caratteristiche lesioni cutanee, che definiscono il cane come “vecchio”, come alopecia attorno all’occhio, ipercheratosi dei cuscinetti plantari e del tartufo e la crescita esagerata delle unghie. Si può avere linfoadenopatia (aumento dei linfonodi), perdita di sangue dal naso, danni ad alcuni organi come epatomegalia e lesioni renali.

 Per formulare una diagnosi corretta è essenziale fare affidamento a più esami di laboratorio, quali:

  • Esame Emocromocitometrico
  • Profilo Biochimico Sierico
  • Elettroforesi
  • Urine

Inoltre, per identificare il parassita, sono indispensabili delle metodologie diagnostiche, quali:
La PCR, che identifica piccole quantità di DNA del parassita nel materiale esaminato. Se l’animale non presenta segni clinici cutanei, la PCR dovrà essere eseguita su biopsie del midollo, linfonodi, congiuntiva e sangue periferico. In circa 5 mesi dall’infezione si ha sieroconversione, quindi presenza di anticorpi specifici contro la malattia nel plasma sanguigno. La sieroconversione, può avvenire solo se le difese immunitarie del soggetto sono alte, altrimenti il parassita si dissemina nel corpo, facendo aumentare gli anticorpi in circolo.
Questi anticorpi, si possono identificare con:
L’immunomigrazione rapida, è un test che si esegue anche in ambulatorio, può dare dei falsi negativi, quindi in caso di forte sospetto bisogna continuare la ricerca del patogeno, nel caso il risultato sia positivo, dobbiamo procedere però con la titolazione anticorpale.
L’immunofluoresenza indiretta (IFI), ha una sensibilità e specificità elevata
La tecnica immunoenzimatica ELISA è simile alla IFI, ma più sicura perché eseguita con uno spettrofotometro. La titolazione anticorpale è importante per monitorare la leishmania e differenziare i cani infetti ma non ammalati quindi con titolo anticorpale basso, da quei cani ammalati che invece hanno un titolo anticorpale elevato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO: www.lookfordiagnosis.com
 
La terapia per Leishmania risulta essere parzialmente efficace, non sempre è risolutiva, poiché tutto dipende dalla sintomatologia e quindi dalle difese immunitarie dell’ospite che la combatte. Il corpo non guarisce completamente, ma se aiutato nel modo corretto, può gestire il patogeno tenendolo alguinzaglio“!!! Quindi sia per prevenire, che per curare la Leishmania, è indispensabile agire sulle difese immunitarie aumentandole e creando uno scudo sulla pelle, utilizzando integratori specifici e diete appropriate, soprattutto se siamo di fronte a un danno renale o epatico. Un’alimentazione corretta, deve portare l’organismo verso un equilibrio acido-base, diminuendo l’acidità del corpo e combattendo così il processo infiammatorio della malattia. Indispensabili saranno inoltre le integrazioni per aumentare le difese immunitarie, omega e zinco solfato; si è visto che lo zinco inibisce la proliferazione degli amastigoti e ha effetti immunostimolanti e immunomodulanti. Ovviamente è molto importante, l’utilizzo di collari o fialette a base chimica specifici per la leishmaniosi, oppure utilizzare quelli più naturali a base di lavanda e olio di neem.

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