La Leishmaniosi del cane, descritta dal punto di vista omeopatico.

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La Leishmaniosi del cane, descritta dal punto di vista omeopatico.
 

La Leishmaniosi del cane, descritta dal punto di vista omeopatico. In che maniera incide il sistema immunitario?

Giorni orsono, abbiamo letto l’ottimo articolo di Cesare Gilardi a proposito delle misure nutrizionali contro la Leishmaniosi del cane. È ottimo perché centra in modo egregio un argomento molto importante: la Leishmaniosi del cane, come anche il Granuloma Eosinofilico del gatto ed altre patologie, è una malattia che per svilupparsi richiede la fattiva partecipazione dell’organismo che, facendosi complice dell’agente eziologico, la Leishmania appunto, reagisce in modo inadeguato e disordinato, tanto da causare esso stesso i danni più gravi. A conferma di ciò, il fatto che molti cani che vivono in zone endemiche a forte diffusione di Leishmania non si ammalano; sono quelli che sono allevati ed alimentati in modo corretto. Come afferma la Dr.ssa Maria Cristina Stocchino in un lavoro presentato al Congresso S.I.O.V. del 2011, “è evidente l’inadeguatezza della terapia allopatica nella Leishmaniosi perché ci si ostina a rivolgere le attenzioni terapeutiche al parassita il cui unico torto è quello di essere entrato in un organismo complice della sua diffusione.È una questione di immunità. Non è questa la sede per una lunga elencazione dei meccanismi di difesa dell’organismo, ma senz’altro possiamo sintetizzare, confortati dai numerosi studi sull’argomento, che nei cani in cui compare la sintomatologia la risposta immunitaria è prevalentemente umorale e non protettiva, mentre nei cani che non manifestano malattia la risposta immunitaria è di tipo cellulare e protettiva. Tutto questo per dire che c’è una predisposizione specifica individuale che fa sì che il cane si ammali e tale predisposizione ha a che fare con il suo sistema immunitario, come dimostrano anche le ricerche del Prof. Giovanni Floris e dei suoi Collaboratori. Ecco perché la Leishmaniosi è una delle malattie simbolo della pratica quotidiana dei veterinari omeopati, almeno di quelli che si trovano ad operare nelle regioni endemiche, perché lOmeopatia, associata alle buone pratiche di allevamento, contrariamente alla Medicina Convenzionale, può agire sul fenotipo, il complesso delle caratteristiche morfologiche di un individuo, derivanti dall’interazione del suo patrimonio ereditario con i fattori ambientali.

Riporterò a titolo di esempio un caso della Dr.ssa Stocchino:

Si tratta di un Pastore Maremmano femmina, intera, di sette anni. Di seguito l’anamnesi raccolta dalle parole dei proprietari:


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“Non è vorace. Ha sempre mantenuto l’appetito. Mangia crocchette, riso soffiato, carne macinata, olio a crudo. Preferisce l’alimentazione casalinga alle crocchette. Le piacciono i dolci e il melone. Beve normalmente. All’età di un anno ha avuto una Rogna Demodettica localizzata agli arti, maggiormente sviluppata ai posteriori e sul lato sinistro del corpo. Qualche episodio di pseudo-gravidanza. Vive con gli attuali proprietari dall’età di tre mesi. Convive con una sorella di un anno più giovane, sulla quale è dominante. È più affezionata al padrone che alla padrona; le piace farsi coccolare e stare al centro dell’attenzione e se non la considerano si offende. È gelosa della sorella, l’anno prima l’ha anche aggredita e la proprietaria è dovuta intervenire per separarle. È ubbidiente e se la sgridano porge subito la zampa per farsi perdonare. In casa fa la guardia, fuori è tranquilla. Ha paura delle cose che non conosce. Aggredisce e uccide i gatti.”. La diagnosi di Leishmaniosi secondo la metodica PCR, risale a Luglio 2005. Presentava delle pustolette nelle zampe. In seguito ad una infezione da Ehrlichia, trattata con tetracicline, la Leishmaniosi si è aggravata e per quindici giorni ha fatto terapia con antimoniato di metil-glucamina, ma poi, non sopportando e ribellandosi alle iniezioni, è stata interrotta. Dopo tre giorni sono comparse delle crosticine nella regione sternale. È a questo punto che vengono messe in atto le misure igienico sanitarie opportune (soprattutto alimentari) ed instaurata la terapia omeopatica con potenze crescenti che vengono somministrate per un anno fino a Marzo 2006, allorquando dal laboratorio viene confermata la negativizzazione (metodica PCR). Ogni anno viene ripetuta la PCR per Leishmania e Luna, nonostante viva sempre nell’ambiente in cui ha contratto la Leishmaniosi, non ha mai avuto recidive o reinfezioni. La legge di Guarigione si è manifestata correttamente fino alla recrudescenza della Rogna Demodettica che aveva avuto da piccola (il ritorno di un vecchio sintomo soppresso, il percorso a ritroso della malattia, è sempre un segno prognostico di grande valore in Omeopatia!). Ringraziando il cielo la proprietaria è una farmacista che conosce l’omeopatia ed invece che essere disperata per questo, ne ha gioito e l’ha lasciata scorrere e passare spontaneamente. Potrei citare molti altri casi di altrettanti Colleghi che ogni giorno impiegano la terapia omeopatica contro la Leishmaniosi, come la Dr.ssa Francesca Pisseri, il Dr. David Bettio ed altri, compreso il sottoscritto, che vivendo in zona praticamente esente, ha avuto a che fare solo con un cane emigrato dalla Spagna, che dopo aver recuperato la salute ha vissuto alla grande per tutta la vita!

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