La Leptospirosi, una patologia che colpisce sia il cane che l’uomo.

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La Leptospirosi una patologia che colpisce sia il cane che l’uomo.
 

La Leptospirosi, una patologia che colpisce sia il cane che l’uomo.

La Leptospirosi è una zoonosi presente in tutto il mondo e pertanto è pericolosa sia per i nostri cani che per noi. È causata da un batterio gram – negativo, del gruppo Spirochete (per la sua forma a spirale) e del genere Leptospira, che ha un tropismo verso i tubuli renali, ma che fondamentalmente attacca reni, fegato e le pareti dei vasi dove arriva e si moltiplica. I vari sierotipi si trovano negli ospiti di “riserva” che sono: roditori, bovini, maiali, procioni e opossum, dove per altro vivono in equilibrio con l’organismo, non sviluppando così la malattia, ma anzi mantenendo un rapporto simbiotico con l’ospite; l’infezione quindi è spesso trasmessa dall’urina di questi soggetti. I sierotipi presenti in natura sono 200; mentre  quelli testati e pericolosi (appartenenti alla specie) per i nostri cani sono 9, vediamo quali:

  1. L. Australis;
  2. L. Autumnalis;
  3. L. Bratislava.
  4. L. Canicola;
  5. L. Icterohaemorrhagiae;
  6. L. Grippotyphosa;
  7. L. Pomona;
  8. L. Saxkoebing;
  9. L. Seroje.

Ognuno di questi aggredisce  un ospite/animale diverso. La trasmissione avviene di solito tramite l’urina, ma può anche essere contratta per via trans-placentare, attraverso un morso (di un topo ad esempio) o mangiando un cibo contaminato dall’urina infetta. La leptospira  eliminata con le urine sopravvive alcune settimane in ambienti caldi, umidi, con un pH da neutro ad alcalino: acqua stagnante, terreno e fango. Una volta a contatto  con una mucosa, penetra nel sangue  e raggiunge tramite  la circolazione sanguigna tutti gli organi e i tessuti, in particolare l’endotelio vascolare, i tubuli renali e gli epatociti, il SNC, occhi, polmoni  e la milza. Il quadro clinico può essere molto vario in base al grado di infezione (se le leptospire in circolo sono molte), alla virulenza del batterio, al grado di esposizione al batterio, allo stato di salute del cane, prima dell’infezione e all’età del cane. Esiste un quadro clinico iperacuto con morte improvvisa; un quadro clinico acuto, con ittero (la pelle e la sclera dell’occhio diventano  gialli), epistassi (emorragie dal naso), melena (sangue digerito nelle feci che si presentano nere) oltre a febbre, mialgia (dolore  muscolare), brividi, vomito, (problemi  renali), disoressia – anoressia. Il quadro  clinico  più comune  è quello  cronico  in cui si ha l’alterazione  dei valori enzimatici: azotemia  aumentata, iperbilirubinemia, trombocitopenia e DIC, ipoalbuminemia, leucocitosi con spostamento a sinistra  e anemia non rigenerativa.

La Leptospirosi una patologia che colpisce sia il cane che l’uomo.
 
La mortalità è elevata e spesso dipende, nelle forme iperacuta ed acuta, dalla rapidità dell’infezione. Nella forma cronica si manifesta con sintomi che progrediscono in modo lento ma progressivo; il cane grazie al suo sistema immunitario riuscirà a contrastare l’infezione per qualche settimana ma poi soccomberà. Presenterà febbre alta, non mangerà più, vomiterà, berrà e urinerà di più, diventerà  giallo e andrà in blocco renale e/o epatico, shock ipovolemico. Nel frattempo eliminerà il batterio con le urine e diverrà contagioso, ma nella prima settimana dell’infezione non vi sarà eliminazione di leptospira. La diagnosi definitiva di laboratorio è ricavata tramite: MAT: test di microagglutinazione in cui diverse diluizioni di siero del paziente, vengono incubate con sierotipi vivi di leptospirosi, dopodichè al microscopio viene valutata l’agglutinazione che conferma la reazione tra Aglac, se il titolo Ac è >= a 1:400 il risultato è positivo. Si può ricercare la Leptospira direttamente nell’urina del paziente tramite un test PCR, ma attenzione che nella prima settimana dell’infezione non c’è eliminazione di Leptospirosi nell’urina e se il paziente è trattato con alti dosi di antibiotico il test può risultare (falso) negativo. La PCR  si può usare per individuare i portatori sani: i cani asintomatici che eliminano  la leptospira con le urine. In caso di presenza di insufficienza renale senza causa apparente e febbre sarebbe meglio fare una PCR per escludere una infezione sub-acuta di leptospirosi. In caso di morte rapida, all’esame autoptico si possono riscontrare petecchie in molti organi ed edema diffuso in polmoni fegato e reni. Visto che non è possibile controllare la Leptospirosi diffusa nell’ambiente dagli animali selvatici la migliore prevenzione consiste nel vaccinare i propri cani con un vaccino di tipo inattivato contenente i quattro sierotipi più diffusi nell’ambiente:  Canicola , Icterohaemorrhagiae, Australis, Grippotyphosa: questo vaccino “insegna” al sistema immunitario del nostro cane a riconoscere questi sierotipi e nel caso essi raggiungano il sangue, a produrre anticorpi contro di essi. La prima vaccinazione va eseguita tra la sesta e la nona settimana di vita (dopo la nona, se la madre dei cuccioli presenta una alta concentrazione di anticorpi materni), la seconda tra le dieci e le tredici settimane di vita. Successivamente una volta all’anno. Come  ci possiamo difendere noi uomini!? Visto che l’urina infetta  è molto pericolosa sia per i cani che per gli uomini, dovremmo evitare il contatto diretto con essa, tramite mucose e/o ferite anche piccole, evitare di far bere il peloso in specchi d’acqua aderenti alle zone più soggette alla presenza di ratti.

La Leptospirosi una patologia che colpisce sia il cane che l’uomo.
 
Una domanda che spesso mi viene rivolta è: il gatto, può contrarre la Leptospirosi? La risposta è sì, di solito però i sintomi sono leggeri pur presentando la leptospira nel sangue e eliminandola con le urine. Quali altri animali può colpire questa patologia? Sia uccelli che rettili!

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