La malattia infettiva della Babesiosi nel cane…

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La malattia infettiva della Babesiosi nel cane

FOTO: commons.wikimedia.org

La malattia infettiva della babesiosi nel cane è causata sempre dalla zecca!

La Babesiosi, è una malattia infettiva diffusa in zone con clima temperato e tropicale, caratterizzata dalla presenza di babesie, protozoi che parassitano i globuli rossi del sangue. La zecca (Rhipicephalus sanguineus), attraverso il suo pasto di sangue, inietta la saliva infetta contenente lo sporozoita di babesia, che andrà a invadere i globuli rossi del sangue (eritrociti) e si trasformerà in trofozoita. Negli eritrociti, il trofozoita si moltiplica e si trasforma in merazoita, assumendo la tipica forma piriforme, che caratterizza la babesia all’interno dei globuli rossi, diagnosticata al microscopio. Il parassita, si può moltiplicare diverse volte, ottenendo anche 8 merazoiti da un solo trofozoita, causando quindi la rottura dei globuli rossi e la liberazione nel sangue di merazoiti, che andranno a infettare altri eritrociti. La zecca, succhiando il sangue di un cane pieno di parassiti, si infetta assumendo i merazoiti, quest’ultimi termineranno il loro ciclo nell’intestino della zecca e infine raggiungeranno le sue ghiandole salivari.La babesiosi si presenta in una forma iperacuta, acuta e cronica, vediamole nei dettagli:

  • La forma iperacuta, si manifesta in modo improvviso, con una emolisi intravasale, accompagnata da shock per ipotensione e ipossia; in questa fase i cani possono andare incontro alla morte.
  • Nella forma acuta, si possono presentare diversi segni clinici, dovuti all’emolisi e all’anemia, quali: diarrea, vomito, anoressia, letargia, ittero, urine di color rosso. Senza una tempestiva diagnosi e adeguata terapia, il paziente con la forma acuta potrebbe morire.
  • Nella forma cronica, si ha ipertermia transitoria, anoressia, emolisi extravasale, ittero e splenomegalia. 

Per fare diagnosi di babesiosi, è fondamentale l’anamnesi del paziente (quindi sapere se l’animale ha avuto contatti con zecche, se ha frequentato aree endemiche), i segni clinici, gli esami di laboratorio e le diagnostiche dirette e indirette.

Il quadro ematologico di un cane affetto da Babesiosi presenta:

  • Anemia emolitica rigenerativa.
  • Leucocitosi neutrofilica.
  • Aumento dell’emoglobina e della bilirubina nel sangue e nelle urine.
  • Diminuzione delle piastrine.
  • Si può riscontrare aumento delle transaminasi epatiche, azotemia e proteinuria, ipoalbuminemia e iperglobulinemia.

Nella diagnostica diretta, si evidenzia il parassita negli eritrociti dell’ospite, tramite un esame citologico del sangue, che risulta essere un metodo attendibile, solo se la parassitemia è moderata o elevata; purtroppo non sempre si riscontra la bebesia nello striscio ematico.
Nella diagnostica indiretta, metodica d’immunofluorescenza (IFA), si possono evidenziare gli anticorpi nel siero del cane parassitato. Se il titolo anticorpale è aumentato di 4 volte, siamo di fronte ad una infezione attiva di Babesiosi. La tecnica di biologia molecolare (PCR), è un metodo diagnostico molto sensibile, utilizzabile quando la parassitemia è molto bassa, quindi nei portatori sani di babesia, che pur essendo clinicamente guariti, in caso di eventi stressanti o in presenza di immunosoppressione, possono subire delle ricadute. La lotta ai vettori, gioca un ruolo fondamentale, nella prevenzione di patologie trasmissibili attraverso le zecche; è indispensabile l’ispezione quotidiana della cute del nostro cane, soprattutto se vive in zone a rischio e la rimozione tempestiva della zecca prima che possa infettare il nostro peloso.
 

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