La particolare storia di Joy il gatto che sembrava un cane!

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La particolare storia di Joy il gatto che sembrava un cane!

 

La particolare storia di Joy il gatto che sembrava un cane! Ancora una volta l’omeopatia è determinante nel cura della patologia…

Joy, è un gatto sterilizzato di quattro anni, che mi viene portato in ambulatorio in gravi condizioni dalla padrona disperata e già in terapia con diversi farmaci e con diverse analisi fatte, nel tentativo di raggiungere una diagnosi certa di FIP (Peritonite Infettiva Felina). Mi dice con le lacrime agli occhi: “Se muore lui muoio anch’io, Dottore.” Ciò detto, adagia il suo Joy sul tavolo da visita. L’animale appare vigile, ma debolissimo; rimane fermo e non c’è bisogno di contenerlo, poiché non accenna al minimo sforzo per spostarsi. Nonostante la febbre sia a 40°C , Joy appare in un discreto stato di nutrizione, anche perché la proprietaria è molto brava nell’eseguire l’assistenza: nutre forzatamente ed idrata l’animale da quindici giorni (altrimenti sarebbe certamente ridotto molto peggio): “Non ha assolutamente desiderio di cibo; provo a metterglielo a disposizione, lui si avvicina e poi se ne va. Non beve nemmeno.”. Dalle analisi emerge un quadro compatibile con uno stato iniziale di linfoma o di micobatteriosi, più che di FIP. Il gatto è stato trovato dalla proprietaria a circa tre settimane di vita e quindi dalla stessa allattato e poi svezzato. Nonostante abbia sempre vissuto in casa e mai a contatto con altri animali e consimili, ha avuto due episodi di teniasi; ma in generale è sempre stato bene. Ma ecco la narrazione della proprietaria sul precedente periodo: “È sempre vissuto in simbiosi con me: da quando è in casa abbiamo sempre dormito abbracciati, come due fidanzati. Da otto mesi in casa c’è anche un cane, che non ha creato alcun problema. Poi, siccome ultimamente il lavoro è più impegnativo ed esco di casa alle 7.00 per tornare alle 20.00, ho adottato una gattina per fargli compagnia. Ci ho pensato molto prima di decidere e verso la fine di settembre è arrivata. L’8 ottobre sia lui che la gattina hanno avuto un’infezione da coccidi per cui è stato trattato per dieci giorni; il 19 febbre a 40.4°C. con perdita dell’appetito, che ha indotto il veterinario ad inserire una terapia antibiotica; il 21 nulla è cambiato e vengono fatti degli accertamenti che hanno portato al sospetto di FIP; viene instaurata una terapia con cefalosporine e metoclopramide per problemi di nausea; il 27 viene aggiunta alla terapia la clindamicina in seguito al sospetto di toxoplasmosi dato dall’esame citologico. Nei primi giorni di presenza della gattina, non si è fatto vedere nel mio letto, perché infastidito dal fatto che anche lei era là. Poi ha ricominciato con la vecchia abitudine. È un gatto pigro, permaloso (protesta solo, ma poi gli passa subito), molto affettuoso. È sempre stato molto insistente ed ha un modo caratteristico di farsi sentire, chiamando e miagolando per ottenere ciò che vuole (assisto anch’io ad un episodio nello studio, quando stanco di stare da me, chiama la padrona in modo caratteristico, una vera e propria protesta, n.d.r.). Non ha un indole da gatto, sembra più un cane: quando vengo a casa mi accoglie a pancia all’aria ed ha molto senso del limite, dei confini: se lo lascio in giardino si ferma alla recinzione. Ama dormire sopra l’armadio dello studio per cercare di infilarsi dentro le scatole dei vestiti o dentro i sacchetti, quasi avesse bisogno di sentirsi protetto. L’unica cosa che lo infastidisce è il rumore della carta d’alluminio o quando si fa su un sacchetto di plastica, allora scappa via. Era (usa l’imperfetto, perché sono quindici giorni che non ha appetito e che deve essere nutrito forzatamente) anche piuttosto ingordo, nel senso che mangiava molto in fretta, in un modo che non ho mai visto in un gatto, preferiva il pesce alla carne e tra manzo e pollo preferiva il pollo. Ama molto lacqua, salta in tutti i lavandini, ci gioca, ci giocava fino a quando non si è ammalato…. Per addormentarsi fa la pasta e succhia come se avesse due mesi di vita, specialmente se indosso un pile.

La particolare storia di Joy il gatto che sembrava un cane!
 
Ama viaggiare con noi in macchina e nel trasportino entra senza problemi di sua volontà.. Due cose mi hanno veramente colpito del gatto, oltre all’attuale sua debolezza estrema: il fatto che non si comporta da gatto, pur considerando la mancata socializzazione nei primi mesi di vita e la sua “soffice dittatorialità”. Decido quindi per il rimedio con queste analogie e do le istruzioni posologiche alla proprietaria. Vista l’importante distanza che ci separava e la gravità del paziente pregai la signora, essendo persona molto diligente e docente scolastica, di tenere un diario (che quotidianamente avrebbe dovuto aggiornare) sul comportamento e lo stato del gatto dall’inizio della terapia. Questo è il testo integrale riportato fedelmente:

  • 31 ottobre, prima somministrazione, una goccia: dopo pochi minuti il gatto fa un energico balzo in verticale (!?!). La notte ricomincia a ciucciare ed a “fare la pasta”; ha diverse evacuazioni di feci scure e molli, proprio una grande quantità! La mattina ricomincia a mangiare spontaneamente anche se non abbondantemente. Chiede di uscire in cortile. È visibilmente debole, ma mostra segni di ripresa.
  • Seconda somministrazione: continua a migliorare, è più energico, ma non mangia ancora in modo soddisfacente. Mi sembra che sia sfebbrato e la notte va a mangiare le crocchette.
  • Terza somministrazione: continua il miglioramento. Chiede di uscire con più frequenza e la sera miagola in modo insistente come se chiedesse qualcosa.
  • Quarta somministrazione, 2 gocce: non faccio in tempo a rientrare che mi chiede cibo ed inoltre non viene più sotto le coperte, ma si posiziona ai piedi del letto. Le evacuazioni sono sempre abbondantissime e scure. La mattina finalmente lo vedo mangiare come ricordavo e posso definitivamente sospendere il cibo umido che gli proponevo per invogliarlo.
  • Quinta somministrazione: Joy ha ripreso a miagolare dal terrazzo a gran voce per chiamarmi quando sono fuori. Continua a dormire ai piedi del letto venendo sotto le coperte solo prima del mio sonno ed al mio risveglio.
  • Sesta somministrazione: credo di poter dire che il gatto si è ripreso praticamente del tutto, mangia di gusto ed ha ripreso tutte le vecchie abitudini.
  • Settima somministrazione, 3 gocce: mi sembra che le sue solite caratteristiche si siano accentuate, è più permaloso, mi chiama più spesso, richiede più attenzioni, più coccole ed ha smania di uscire. Tutto il resto rimane invariato, cioè OK.
  • 7 novembre, ottava somministrazione: devo constatare che il micio è più energico di quanto non fosse prima della malattia. Oggi si è arrampicato su un albero ed ha saltato un muro di 2 metri e mezzo di altezza, poi è andato sulla tettoia dei vicini e sono dovuta andare a recuperarlo con una scala per paura che mi finisse chissà dove. Mai si era spinto a tanto!
  • 12 novembre, tredicesima somministrazione, 5 gocce: il gatto sta molto bene, ha moltissima energia ed è anche “nervosetto”. Due sere fa ha aggredito un micio del vicinato solito a venire nel nostro cortile. Stasera, dopo il rimedio, ha aggredito il cane, soffiando e cercando di graffiarlo. Si fa rispettare.
  • 20 novembre: è certamente più indipendente, sembra che abbia trovato la sua vera dimensione di gatto. Continua a dormire ai piedi del letto.
  • 22 novembre: ne ho fatta una delle mie. Gli ho messo la fiala di Frontline ed ha cominciato subito a sbavare come se avesse la nausea. L’ho immediatamente lavato con acqua tiepida, cosa che lo ha reso euforico, ed è subito passato tutto.
  • 26 novembre: il micio sta proprio bene ed è molto più equilibrato. È meno ossessivo nel chiedere attenzioni ed è più indipendente. Si fa coccolare sul divano mentre guardo la TV, ma non mi sta addosso più di tanto. Il nervosismo è sparito. Non dorme più nemmeno ai piedi del letto, ora preferisce la poltrona o una sedia.

La particolare storia di Joy il gatto che sembrava un cane!
 
Qui il diario termina con gli ovvi ringraziamenti, ma soprattutto ora finalmente si può dire: ora sì che Joy è un gatto! Questo è stato uno dei casi più emblematici che ha rappresentato la capacità del rimedio corretto di agire in profondità, addirittura sul piano esistenziale. Otto anni dopo la conclusione del caso, ricevo una mail dalla Signora: “Tornata da una breve vacanza, ho trovato il gatto che zoppicava, non poggiava il peso sulla zampa anteriore sinistra, beveva e mangiava a stento. Ho pensato che si fosse lussato o slogato l’articolazione, poiché il micio non si lamentava alla palpazione e muoveva comunque la zampetta. In ogni caso, dopo due giorni di osservazione e poiché la situazione non migliorava, ho deciso di somministrargli nuovamente il rimedio, prima di ricorrere al veterinario. Dopo due ore dalla prima somministrazione (della terapia di mantenimento, più diluita rispetto a quella d’urto che assunse otto anni fa), al micio è esploso un ascesso a livello della spalla. Spurgato e disinfettato, stamane Joy ha ripreso a mangiare. Ovviamente non sta ancora benissimo, ma confido nel fatto che il rimedio lo faccia migliorare rapidamente; è solo questione di tempo, ne sono certa!”.

Il rimedio corretto, quando rappresenta veramente il simillimum del paziente, funziona sempre e diventa il rimedio per la vita! 😉

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