Le malattie trasmesse dai vettori a cani e gatti…

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Le malattie trasmesse dai vettori a cani e gatti...
 

Le malattie trasmesse dai vettori ai nostri cani e gatti a cosa possono portare? 

Quando ci avviciniamo alla primavera, le giornate si allungano e possiamo goderci ancor di più la compagnia dei nostri amici pelosi, con lunghe passeggiate in luoghi come parchi, boschi o località balneari. Molti non sanno, che proprio in questi posti, si nascondono zecche, pulci, zanzare e flebotomi, che sono portatori di malattie e vengono chiamati vettori. I vettori sono presenti in numero maggiore nei periodi estivi, quando la probabilità di infettarsi per il cane e il gatto aumenta ed è proprio in questa stagione, che la prevenzione delle malattie trasmesse dai vettori gioca un ruolo fondamentale.

Le malattie facilmente trasmissibili dai vettori sono:

  • Anaplasmosi.
  • Ehrlichiosi canina.
  • Babesiosi.
  • Borreliosi.
  • Leishmaniosi canina.
  • Filariosi.
  • DAP.
  • Rickettsiosi.
  • Tenie.

Oggi parleremo dell’Anaplasmosi: L’Anaplasma è un batterio coccoide Gram – intracellulare obbligato, che viene trasmesso da un vettore chiamato zecca Ixodes (del cervo). Questa zecca può trasmettere con il suo morso il patogeno all’uomo (zoonosi), cane, gatto, cavallo e uccelli.

Esistono due forme diverse di anaplasmosi canina:

Anaplasma Phagocytophilum:
Questo tipo di anaplasma, definita anche anaplasmosi granulocitica, viene trasmessa (in 24 – 48 ore) dalla zecca, durante il suo pasto di sangue sull’animale. Una volta penetrato il sistema vascolare, l’anaplasma va a parassitare i granulociti neutrofili, quest’ultimi, oltre a dare ospitalità al patogeno, lo trasportano verso la milza, fegato e polmoni. Il periodo di incubazione può durare da uno a due settimane, ma il decorso è sempre acuto e questo tipo di anaplasmosi è il responsabile della febbre da zecca.

La malattia può presentare segni clinici aspecifici come: febbre, letargia, anoressia, zoppia, splenomegalia e sintomi neurologici centrali, oppure può avere un decorso subclinico dove alle volte non si manifesta nessun segno clinico e l’infezione passa inosservata. Per fare diagnosi, oltre a sapere se l’animale ha avuto contatto con la zecca ed osservare alcuni segni clinici, è importante eseguire degli esami del sangue, che possono rilevare una probabile infezione e delle alterazioni quali:

  • Trombocitopenia.
  • Anemia.
  • Linfopenia.
  • Monocitosi.
  • Ipoalbuminemia.
  • Aumento della ALP.

La diagnosi si può eseguire utilizzando dei metodi diagnostici diretti, che possono evidenziare il parassita nelle cellule dell’ospite (attraverso un esame citologico del sangue, midollo e milza), oppure i metodi diagnostici indiretti (IFA,ELISA), che evidenziano gli anticorpi contro l’anaplasma. Anche in sede ambulatoriale si possono eseguire dei test specifici per queste malattie, con esito immediato; altri esami importanti di ricerca per anaplasmosi sono la PCR.

Platys:
In questo caso, la zecca durante il pasto di sangue, trasmette il patogeno nelle piastrine dell’animale ed è responsabile della trombocitopenia /piastrinopenia clinica infettiva del cane. Dopo 8 -15 giorni, dalla puntura della zecca, il parassita si accresce sempre di più nelle piastrine, causando in 7 giorni, una trombocitopenia (diminuizione del numero delle piastrine). Il parassita si ripresenta in modo ciclico nel sangue, infatti ogni 10 – 14 gg si può osservare, una diminuzione elevata del numero di piastrine circolanti nel sangue.

La malattia può presentare segni clinici aspecifici quali:

  • Febbre.
  • Anoressia.
  • Linfoadenomegalia.
  • Petecchie.
  • Trombocitopenia severa ,associata ad anemia da infiammazione.

La diagnosi, si basa sull’anamnesi raccolta dal proprietario, quindi se ha visto il contatto dell’animale con la zecca e se è stato in zone a rischio. La diagnostica di laboratorio, si esegue con esami che possono rilevare in modo diretto la presenza del parassita, tramite la citologia, oppure in modo indiretto, IFA test Elisa, che evidenziano la presenza di anticorpi prodotti contro l’agente patogeno; anche in questo caso è utile la diagnosi tramite ricerca con tecnica PCR. Se l’animale è stato a contatto con una zecca, è fondamentale eseguire in tempo questi test, per escludere la presenza di infezione e poter intervenire il prima possibile, con il protocollo terapeutico adeguato. La prevenzione di questa malattia si esegue con l’utilizzo di prodotti specifici repellenti per le zecche, quali fialette, spray e collari. Ottimi risultati si ottengono anche con prodotti a base naturale, come l’olio di neem e tea tree oil, se vengono applicati sul cane in modo costante più volte al mese. Fondamentale è l’ispezione giornaliera del cane, per evidenziare in tempo la presenza di una zecca e rimuoverla in modo corretto (come verrà spiegato prossimamente), prima che possa trasmettere la malattia.
 

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