L’uomo ha battuto il Tetano con il vaccino, ma per il cane e il gatto?

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L’uomo ha battuto il Tetano con il vaccino, ma per il cane e il gatto?
 

L’uomo ha battuto il Tetano con il vaccino, ma per il cane e il gatto?

Il tetano è una patologia causata dalle spore prodotte dal Clostridium tetani; il batterio come tale, si trova nel terreno, nell’intestino dell’uomo e degli animali in genere ed in questo stato non dà alcun problema di tipo patologico. La malattia si viene ad instaurare, quando il batterio colonizza una ferita aperta in cui può proliferare e mandare in circolo le sue tossine: la Tetaspasmina; questa nello specifico è la causa della sintomatologia clinica. La tossina è in grado di penetrare direttamente nelle cellule del sistema nervoso e qui di causare la sintomatologia della malattia. Il batterio sopravvive in condizioni di mancanza d’aria e questo fa sì che le ferite sporche e contaminate siano il luogo ideale per la sua proliferazione. In rari casi la via d’ingresso può anche essere rappresentata da alveoli dentali aperti; i cuccioli che rosicchiano qualsiasi cosa gli capiti a tiro possono presentare questo tipo di problema. La malattia è occasionale nel cane e rara nel gatto.

L’uomo ha battuto il Tetano con il vaccino, ma per il cane e il gatto?
Nella foto: Arto posteriore sx di un gatto (necrotizzato dalla malattia) – immagine di: www.neuropet.it 

La mia esperienza personale in più di vent’anni di lavoro, mi ha portato ad affrontare solo quattro casi ed erano tutti cani. La sintomatologia è di carattere neurologico e si può manifestare sin dai primi giorni sino a diversi mesi dopo l’infezione; come già detto si ha riscontro della patologia dalla ferita sporca o da un cucciolo che presenta gli alveoli dentali aperti. I primi segni sono legati ad una rigidità degli arti con l’andatura così detta “a cavalletto” senza una particolare sofferenza da parte dell’animale; in seguito si vengono ad istituire segni soprattutto riferibili ai muscoli della testa. Il cane colpito da questa malattia, presenta una contrattura spastica dei masseteri (muscoli della mandibola) che sembra lo facciano “ridere” con la conseguenza di una accentuazione della piega frontale, venendosi così a creare quasi una cresta. Poi con il tempo i sintomi si propagano ai muscoli di tutto il corpo, il soggetto colpito non riesce più a stare in piedi a causa della rigidità diffusa e quindi della conseguente contrazione e distensione delle zampe. Questa condizione fa sì che il cane colpito, non riesca più né a nutrirsi né a bere, anche se questo non gli fa perdere mai i sensi e rimane sempre vigile. Nell’arco di alcuni giorni sopraggiunge la morte, legata alla paralisi del diaframma e dei muscoli respiratori.

L’uomo ha battuto il Tetano con il vaccino, ma per il cane e il gatto?
Nella foto: Clostridium botulinum – immagine di: Pinterest

In ambito umano esiste la vaccinazione obbligatoria e il richiamo da farsi nel caso in cui ci sia una ferita contaminata. Per quanto riguarda l’ambito veterinario invece, il vaccino non è presente e si ricorre ad una terapia di tipo sintomatico per la sintomatologia neurologica e con dei tranquillanti per diminuire gli spasmi muscolari, che per il soggetto in cura sono estremamente dolorosi. Il ricovero deve avvenire in un luogo tranquillo e su materassini morbidi per prevenire le piaghe da decubito; per quanto riguarda la somministrazione degli alimenti, la procedura prevede un’alimentazione forzata con sondino nasogastrico. A questo processo, si associa il siero antitetanico non specifico per i cani, con però il rischio di reazioni allergiche e terapia antibiotica mirata con penicilline sistemiche. La terapia può andare avanti anche per alcune settimane, prima che il paziente riesca a riprendersi e purtroppo non sempre il decorso è benevolo. I segni clinici possono essere confusi anche con avvelenamento da stricnina o da piombo; in entrambi i casi il decorso è molto più rapido e non si riscontrano ferite infette. La miglior cura come sempre è la prevenzione, assolutamente consigliata la disinfezione con acqua ossigenata, consentendo alla ferita di rimanere a contatto con “l’aria pulita”, in modo tale che i batteri non prolifichino e si riesca a bloccare il Clostridium e con esso la produzione di tossine. Come anticipato, nella mia esperienza personale, ho trattato quattro casi e i soggetti presi in cura erano tutti cani e di giovane età. La mia realtà professionale è legata al canavese, per la precisione a Montanaro ed i rischi ambientali legati ai campi sono maggiori rispetto ad una realtà metropolitana, ma il tetano è sempre presente, semplicemente perchè il Clostridium vive nell’ambiente e le sue spore possono sopravvivere per anni all’esterno ed ai classici disinfettanti utilizzati normalmente.

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