Quali danni provoca il malfunzionamento della tiroide nel cane?

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Quali danni provoca il malfunzionamento della tiroide nel cane?
 

Quali danni provoca il malfunzionamento della tiroide nel cane? Le origini del problema sono simili anche nel gatto?

La tiroide è una ghiandola posizionata nel collo al di sotto della laringe ed è destinata alla produzione di due ormoni, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), i quali agiscono in tutto l’organismo, dal metabolismo all’accrescimento e in generale in molti apparati. Andiamo a vedere i vari settori in cui intervengono questi ormoni:

  • Sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso centrale nel feto.
  • Agiscono sull’apparato cardiovascolare .
  • Quando sono in eccesso determinano l’aumento dei battiti (tachicardia ) e irregolarità nella frequenza cardiaca e nella forza di contrazione del muscolo; in caso di carenza causano bradicardia (diminuzione dei battiti).
  • Sui polmoni stimolano la reattività degli stessi alle esigenze dell’organismo e quindi all’ossigenazione dei tessuti.
  • Agiscono nello sviluppo scheletrico e sono fondamentali per la fissazione del calcio; in età pediatrica (cuccioli 3 – 16 mesi) una carenza determina uno sviluppo ritardato dello scheletro.
  • La muscolatura liscia dell’intestino risente delle variazioni di questi ormoni, con diarrea o stipsi a seconda dell’eccesso o carenza.
  • Svolgono un’azione diretta nello stimolazione e la produzione dei globuli rossi a livello del midollo osseo; uno dei primi segni di ipotiroidismo è proprio l’anemia.
  • La pelle con tutte le sue ghiandole e le sue secrezioni è uno specchietto molto esteso della funzionalità tiroidea.
  • La tiroide interviene fondamentalmente sul metabolismo basale e questo è il segno clinico che principalmente si nota. Infatti gli ormoni vanno direttamente a livello cellulare coordinando la produzione energetica. In pratica si dice alla cellula quanta energia deve produrre o immagazzinare, da questo un eccesso di ormoni determinerà un metabolismo accelerato (dimagramento), mentre una mancanza avrà l’effetto opposto, con un accumulo di grassi nell’organismo (sovrappeso).

Dopo aver capito come agisce la tiroide e i suoi due “scudieri”, ora andremo ad affrontare le patologie legate alla carenza o all’eccesso di questi ormoni.

Quali danni provoca il malfunzionamento della tiroide nel cane?
Immagine di: it.wikipedia.org 

L’IPOTIROIDISMO NEL CANE:

Una delle forme più comuni di ipotiroidismo è quello primario e si manifesta con la distruzione del tessuti epidermici; i segni clinici tendono a manifestarsi a distanza di 1-3 anni dall’inizio del processo e variano a seconda della razza e dell’età in cui si manifestano. Il proprietario del cane afflitto da questo malfunzionamento della tiroide nei casi più comuni osserverà:

  • Alopecia (mancanza di pelo) bilaterale simmetrica, non pruriginosa, che coinvolge di solito la testa e risparmia gli arti.
  • La coda (soprattutto sulla parte finale) definita da “topo” che si presenta quasi senza pelo.
  • La pelle si presenterà seborrea e piodermite, quasi sempre con assenza di prurito se non ci sono agenti concomitanti quali parassiti esterni.
  • A questi sono associati normalmente segni di letargia, di incremento ponderale e assenza di poliuria e polidipsia (aumento della sete e della pipì).
  • Otite esterna cronica e canna nasale nera sono altri segni tipici.

Nella pratica clinica le tre ragioni principali per cui un cane viene portato dal veterinario, sono legate alla mancanza di pelo considerevole e bilaterale, alla coda di topo e allaumento di peso non responsivo alle diete. L’abbassamento del metabolismo e delle attività di solito non viene notata dal proprietario, il quale però si accorge di quando il cane torna alla normalità. La diagnosi è legata alla ricerca degli ormoni in circolo, alla loro concentrazione e alla risposta alla terapia. Solitamente con una giusta terapia ormonale l’animale torna allo stato pre-ipotiroidismo, la terapia però è per tutta la vita e il dosaggio dei farmaci si basa inizialmente sul peso, ma in seguito sulla risposta del soggetto. Il prodotto utilizzato è la Levotiroxina sodica (a dosaggi molto più alti rispetto a quelli umani) e dovrà essere somministrata ogni dodici ore per tutta la vita dell’animale.

Per la precisione: bisogna dedicare un minuto alla cosi detta “sindrome dell’ eutiroideo malato”  dove si ha una soppressione delle concentrazioni sieriche di ormoni tiroidei in cani affetti da altre patologie quali:

  • Patologie cardiache.
  • Forte anemia.
  • Patologie cutanee e anche assunzioni di farmaci quali glucocorticoidi, fenobarbitale (animali epilettici) o sulfamidici.  

Da questo si evince, che una diagnosi precisa non si deve basare solo sugli esami del sangue, ma anche sui segni clinici e sulla risposta alla terapia; il laboratorio aiuta…  ma la risposta del peloso confermerà il nostro iter diagnostico. Va sottolineata la necessità di una dieta adeguata (consigliabile una dieta preparata da un esperto della nutrizione) e una valida integrazione, al fine di supportare l’intensa attività farmacologica.

Quali danni provoca il malfunzionamento della tiroide nel cane?
 
L’IPERTIROIDISMO NEL GATTO:

Di segno diametralmente opposto è l’ipertiroidismo che colpisce quasi esclusivamente il gatto; esso è legato quasi sempre ad una alterazione cronica intrinseca di uno o di entrambi i lobi della ghiandola. Si riscontra ad un esame dell’organo la presenza di uno o più noduli che sono tendenzialmente riconducibili ad un adenoma multinodulare, un tumore benigno, che quindi non genera metastasi rimanendo in loco, ma che degenera comunque il tessuto della ghiandola e stimola così una iperproduzione degli ormoni. In diversi ritengono che lalimentazione commerciale sia alla base di questo problema, ma a tutt’oggi non ci sono studi certi e risposte univoche. L’età media nel quale si manifesta con più frequenza è attorno ai tredici anni, anche se a partire dai quattro anni si possono già avere dei segni. Le cause che spingono il proprietario a portare il proprio gatto alla visita veterinaria sono la perdita di peso molto evidente nonostante l’animale mangi addirittura più del normale, irrequietezza e iperattività, in alcuni casi pelo poco curato, vomito e diarrea, può essere presente anche una certa aggressività che però con la giusta terapia tende a rientrare nella norma. Essendo una patologia cronica, gli organi nel corso degli anni hanno subito un continuo stress legato agli ormoni e questo porta ad una cardiomiopatia da tireotossicosi, una nefropatia cronica, infezioni alle vie urinarie, ipertensione sistemica e patologie del tratto gastro enterico. Tutte patologie che possono migliorare anche con il giusto apporto di ormoni, ma che purtroppo lasciano gli organi in qualche modo lesionati… le terapie possono essere di tipo:

  • Chirurgica.
  • Medica.
  • Dietetica.

Solitamente la soluzione chirurgica la pongo come ultima spiaggia, preferisco intervenire quasi sempre con la medicina e la dieta. La terapia farmacologica si esegue con il metimazolo che può venire somministrato sia per via orale che con preparazioni galeniche per via transdermica con applicazioni sulla parte interna del padiglione auricolare. La terapia medica presenta molte contro indicazioni, ma se il soggetto risponde positivamente, la vita del gatto torna ad essere accettabile. Per quanto riguarda l’alimentazione il gatto non deve assumere tramite il cibo in alcun modo dello iodio. Sia l’ipotiroidismo che l’ipertiroidismo portano a mutazioni caratteriali che non vengono subito repertate dal proprietario, ma che l’animale vive in prima persona e che lo debilitano soprattutto da un punto di vista di interazione con il mondo che lo circonda. Per questo essendo una patologia subdola, non dev’essere mai sottovalutata, un esame del sangue alla presenza anche di un solo segno clinico è sempre consigliabile.

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