Una cagnetta Bolognese di sei anni al primo parto…

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Una cagnetta Bolognese di sei anni al primo parto…
 

Una cagnetta Bolognese di sei anni al primo parto e la Omeopatia messa in pratica!

Oggi rispolvero un mio caso clinico pubblicato nel n°19 de “ Il Medico Omeopata ”, la rivista ufficiale della Federazione Italiana delle Associazioni dei Medici Omeopati (F.I.A.M.O.). Come spesso succede, si tratta di omeopatia “in trincea”, ma ricca di soddisfazioni. Buona lettura!

20 ottobre 2001, ore 23.30, Ospedale Veterinario

Dopo un controllo ai ricoverati, visto che la situazione sembrava tranquilla, avevo deciso che era ora di fare una pausa; meglio approfittarne! Mentre salivo le scale alla volta della mia camera, lo squillo del telefono mi riportava da una fase di rilassamento già avviata ad un’adeguata concentrazione per la ricezione di un comunicato che, a quell’ora, non poteva che rappresentare una richiesta di intervento urgente:

“ Ospedale Veterinario, buonasera, Andrea Brancalion…”

“ Dottore, mi scusi l’ora, sono Costante (?!) ed ho la mia cagnolina, una Bolognese di 6 anni, che è in travaglio da molte ore; me ne sono accorto alle 11 questa mattina, ma probabilmente lo era da molto prima. Io le sto vicino e la incoraggio a spingere, ma non sembra riuscire a partorire. Adesso sono preoccupato. Le voglio molto bene… sa, sono un pensionato di 74 anni e quando non sono fuori città, passo con lei tutto il mio tempo…”

“ Aveva già avuto problemi simili in passato? ”
“ Ma Dottore, la mia Pallina non è mai stata incinta prima d’ora!!!…”

Per l’appunto, mi domandavo da qualche tempo come mai non arrivavano “parti” in emergenza.

“ Credo sia meglio che la porti immediatamente. Fra quanto prevede di essere qui? ”
“ Mi ci vorranno venti minuti circa.”

Bene, avevo giusto il tempo per preparare la sala chirurgica, controllare l’apparecchio dell’anestesia gassosa, allestire il carrello servitore con il set da parto cesareo ed i relativi fili da sutura, caricare la cassetta radiografica e… mettere a portata di mano qualche rimedio giusto. La regola di non avere pregiudizi riguardo al paziente, nel Pronto Soccorso, non sempre è valida, soprattutto quando si sa cosa arriva, perciò ho posto sul carrello dei rimedi demergenza: Caulophyllum, Pulsatilla, Belladonna, Gelsemium, Secale, Sepia, Cimicifuga e Bellis Perennis, anche se gli altri rimedi del mio armadietto erano comunque solo due stanze più in là; ordinati sullo scaffale come tanti soldatini pronti a sferrare l’attacco. Il parto di una primipara di 6 anni, per giunta di piccola taglia, non è un evento normale: da una parte, la cagnetta in generale perde molto dell’elasticità dei legamenti del bacino dopo i 2 – 3 anni di età; dall’altra, una cagnetta di piccola taglia corre il rischio di maturare dei feti sovradimensionati al suo canale con conseguente complicazione nella fase di travaglio. Sulla scia di queste considerazioni, ho cominciato ad immaginare l’intervento e mi sono realizzato da solo in sala chirurgica. Da solo?

“ ADOLFOOOO… NON ADDORMENTARTI ADESSO, ARRIVA UN CESAREO!! ”

Adolfo è il Collega che, lavorando con noi a Treviso, ma abitando ad Alleghe, alloggia in Ospedale cinque giorni su sette; di solito non lo scomodiamo di notte, ma avevo bisogno di un assistente per l’anestesia.

Pronti. L’auto era arrivata sul piazzale:

“ Buona sera Signor Costante, sono Andrea Brancalion, prego entri. Ci sono novità? ”
“ Macché Dottore, anzi, ora sembra che non spinga nemmeno più. Dev’essersi esaurita, poveretta.”

Pallina si presenta come una cagnolina, tenera ed affettuosa, resa ancor più simpatica dal pancione in bella evidenza e dai capezzoli turgidi pronti per erogare il latte vitale, per nulla imbarazzata dall’ambiente, né apparentemente in ansia per la situazione. Buono stato generale.

Voglio prima di tutto eseguire un’esplorazione.

Con la mano guantata, immergo due dita nell’olio di paraffina ed entro in vagina. La cagnetta non si oppone alle mie manovre e rimane tranquilla coccolata dal suo Costante. Il canale risulta normalmente aperto e la cervice rilassata, ma non riesco a sentire i feti che risultano posizionati molto in basso. La mia stimolazione ha comunque l’effetto di riattivare, anche se debolmente, le contrazioni.

“ Signor Costante, prima di prendere una decisione, mi piacerebbe fare una radiografia per rendermi conto di come sono messi i feti e quanti sono ”.
“ Dottore, siamo nelle sue mani, faccia quello che crede più opportuno ”.

La lastra evidenzia quattro scheletrini in ordine sparso nell’addome… abbastanza lontani dal canale!

“ Signor Costante, credo che dovremo operare Pallina. Se non glieli tiriamo fuori noi, quelli non escono. Posso solo fare un tentativo con un rimedio omeopatico ed attendere qualche minuto, giusto il tempo di pesarla e preparare la premedicazione e l’anestesia ”.

Spruzzo in bocca a Pallina tre gocce di una potenza media di Caulophyllum sciolte in pochi ml. d’acqua, la pesiamo e chiedo ad Adolfo di dosare la premedicazione, mentre io comincio a tosare e disinfettare l’arto per inserire la cannula endovenosa. Mi sposto un attimo per prendere il laccio emostatico e quando mi riposiziono di fianco al tavolo, si materializza sotto i miei occhi un sacchettino cianotico.

“ Per Dio, Adolfo, prepara la cassetta con l’assorbente e la lampada, mi sa che siamo riusciti ad aprire la strada! ”

Mentre Costante starnazza come un galletto gioioso saltando di qua e di là, mi affretto a rompere la placenta ed a rianimare il cucciolo, ma c’era poco da rianimare, era morto.

“ Pazienza, dev’essere quello che ha patito di più, succede abbastanza frequentemente, in queste situazioni. Ora vedremo gli altri ”.

Dopo aver allestito per Pallina un comodo nido con tanto di incubatrice, ci siamo messi in attesa degli eventi e nello stesso tempo comincio a concentrarmi sulla cagnetta che continua a comportarsi come se il caso non fosse suo. Sembra sia appagata di tutta questa attenzione, felice di essere nel centro della scena, tutti con gli occhi addosso a lei. L’unica sua agitazione era provocata dalla carezza di qualcuno, anche mia o di Adolfo, che le faceva martellare la coda sul pavimento. Dopo circa mezz’ora dalla prima espulsione, avviene la seconda: questa volta il cucciolo si dimena dentro alla placenta, ma Pallina se ne strafrega allegramente andando a mendicare carezze da Costante, che era fuori di sé, ed abbandonando il cucciolo al suo destino. Adolfo toglie la placenta e comincia a strofinarlo e nemmeno la voce di suo figlio richiama l’attenzione di Pallina che è solo per noi. Comincio a gingillare nervosamente il flacone di Pulsatilla, ma mi secca intervenire precipitosamente in una fase che, tutto sommato, procede bene. Passa un’altra ora e Pallina è sempre lì, come prima, senza curarsi del suo cucciolo, nonostante l’abbia potuto annusare e si sia tentato di attaccarlo alla mammella; ma lei non restava a disposizione, non se ne curava proprio. “ Sei proprio una Pulsatilla ”, le dico con lo stesso tono sprezzante che avrei potuto usare per offenderla e lei giù a martellare la coda, cosciente che le rivolgevo tutta la mia attenzione. Somministro alcune gocce di Pulsatilla ad alta potenza direttamente in bocca. Qualcuno entra con un gatto e chiedo ad Adolfo di occuparsene lui. Guardo l’orologio, sono quasi le 2,30, ma non ho fatto in tempo a cominciare qualsiasi considerazione che Pallina si esibisce nella terza espulsione. Questa volta, con stupore anche mio, si precipita sul nuovo nato, si mangia la placenta e comincia a pulirlo con la lingua, come ogni cagna normale fa, ma ora va anche ad accudire il fratellino con la stessa premura! Adesso sono tranquillo. Dinamizzo dieci volte il flacone di Pulsatilla e carico una siringa per Costante:

“ Ora può tornare a casa, vedrà che andrà tutto bene. Se fra un’ora o due al massimo non avrà espulso il quarto cucciolo, le spruzzi in bocca il contenuto di questa siringa e domani mattina, con suo comodo, mi porti tutta la ‘famiglia’ per una controllata. ”
“ Dottore, non so come ringraziarla. Ci vediamo domani e mi saluti anche il suo Collega ”.

Mi applico a fare un po’ di ordine e poco dopo si ripresenta Adolfo:

“ Bene, Vecchio mio, possiamo andare a rilassarci un po’, che ne dici? Ci lasceranno qualche ora tranquilli?”
“ Grunt… ti rendi conto che mi hai chiamato giù per star lì a guardare una cagna che partorisce e che te la sei voluta guardare così bene che mi hai appioppato anche il gatto? Altro che cesareo! Ma c’era bisogno di raccontare tutte quelle storie al vecchio? ‘quello che temevo è accaduto, dovremo operare Pallina’ e ‘se non glieli tiriamo fuori noi…’ Che grande sceneggiata! Dovevi proprio fargliela cadere dall’alto la tua impresa, e che impresa poi… bah (andandosene facendo ampi gesti delle braccia).”

Adolfo ha cominciato a lavorare da noi appena laureato ed allora si occupava soprattutto della diagnostica di laboratorio (ora ha un suo ambulatorio nel bellunese). L’omeopatia l’ha conosciuta per la prima volta nell’Ospedale e me l’ha sempre vista applicare. Lui non ha dubbi: l’omeopatia funziona ed è semplice, che bisogno c’è di star lì a perdere tempo?

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