Come andrebbe gestita una relazione tra un cane adottato e dei bambini?

0

Come andrebbe gestita una relazione tra un cane adottato e dei bambini?
 

Come andrebbe gestita una relazione tra un cane adottato e dei bambini?

Tempo fa ho introdotto un argomento, che spiegava di come andrebbe gestita una relazione tra un cane adottato ed inserito in un nuovo contesto famigliare e dei bambini invece già presenti. Riprendendo quel tema vi racconterò di questo caso che ho seguito recentemente…

Vercellese, una lupetta molto timorosa morde prima la mamma al braccio e successivamente la bimba di soli quattro anni alla mano. Vengo chiamato dalla famiglia Rossi (nome di fantasia) per aiutarli a gestire questa difficile situazione. La dolce Milù è da poco arrivata da un’altra famiglia che “stranamente” l’aveva abbandonata dopo averla adottata dal canile. Milù si presenta come un cane molto timoroso e quotidianamente si rintana in salotto sulla sua brandina; al mio arrivo mette la testa fuori dalla porta, mi abbaia (un abbaio dettato dalla paura ma privo d’aggressività) e subito dopo corre a rintanarsi continuando a mantenere la stessa postura e abbaio. La ignoriamo, qualche chiacchiera con i proprietari ed i due bimbi di casa di quattro e sette anni; vado da lei per infilargli il guinzaglio e con mio stupore risulta più facile di quanto pensassi, le parole spaventate della mamma che ha paura ad avvicinarsi mi sembrano quasi irreali, infilato il guinzaglio, Milù diventa docile ed arrendevole, quasi come un cucciolo (a dispetto dei suoi tre anni). Proviamo la passeggiata in cortile e l’avvicinamento dei membri della famiglia e pur se tutto fila liscio negli occhi di Milù rimane un’ombra. Una volta liberata torna a rintanarsi sulla sua brandina ma non abbaia e non ringhia più. A parte la pessima gestione del cane nell’ambiente domestico che si può e si deve correggere, parlo chiaramente ai neo proprietari dicendogli che la cagnolina non è sicuramente un cane facile, è ombrosa, non è socializzata ed è priva di competenze. Faccio presente alla mamma ed al papà che c’è un lungo e difficile lavoro da fare e che loro, che per ora hanno sbagliato fortemente la gestione, devono cambiare completamente il loro atteggiamento nei confronti della cagnetta. Non do nessuna rassicurazione che la convivenza andrà bene, anzi, che nel loro gruppo famigliare (assolutamente non preparato a questo cane) la convivenza potrebbe essere più difficile del previsto e che andava valutata la possibilità di dare Milù in adozione a chi è più competente e soprattutto senza bimbi. Specifico ai genitori, soprattutto in questo particolare caso, che i bimbi non vanno MAI lasciati da soli con Milù. Non passano neanche quarantotto ore e vengo richiamato dalla famiglia, la cagnolina che probabilmente dormiva veniva svegliata di soprassalto dalla bimba che istintivamente la mordeva nuovamente. Milù ora è in canile. La famiglia Rossi voleva adottare un dolce cagnolino liberandolo da una ingiusta prigionia, volevano un dolce peluche con cui fare crescere i propri adorabili bimbi… si sono ritrovati in casa un cane inadatto al loro gruppo famigliare e le conseguenze sono state tragiche. Non condanno assolutamente la famiglia Rossi, ma di sicuro chi si è occupato del preaffido, chi ha gestito l’adozione da Roma al paesino sperduto in mezzo alle risaie vercellesi, forse non hanno considerato bene tutti gli aspetti. Ovviamente non credo nella mala fede, ma in una concomitanza di eventi che hanno causato alla famiglia Rossi dei traumi psicofisici oltre alla perdita di una cagnolina, alla quale, con mille difficoltà si era affezionata (immaginatevi la disperazione dei bimbi). L’altra vittima di questa storia è la dolce Milù, che dopo una vita di canile entra in due famiglie diverse e dalle quali viene allontanata per motivi a lei incomprensibili….

Condividi.

Autore

avatar

Partner