Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?

0

Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?
 

Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?

Come accade spesso nei miei aneddoti, tutto ha inizio con una telefonata, pertanto per mantenere la tradizione 🙂 anche in questo caso, quanto andrò a raccontarvi nasce da una conversazione telefonica effettuata qualche tempo fa con una mia amica. Francesca mi racconta di quanto sia assorbita dal lavoro in quel periodo, visto che si occupa attivamente di seguire un gruppo di bambini di età compresa tra i tre ed i sei anni. Chi opera in questo centro estivo ha a cuore sia i piccoli bipedi che i 4zampe e pertanto ha pensato che poteva essere molto costruttivo far incontrare i due mondi. Sapientemente adescato, quindi, cado nell’irresistibile trappola di potermi rendere utile a tal fine, soprattutto quando vengo a sapere che uno di questi bambini è cinofobico. Agganciato come una trota salmonata, la sera stessa, vado nel mio archivio personale per cercare di rispolverare tutti i lavori già svolti negli anni, che come oggetto appunto prevedesse l’interazione tra bambini e pelosi. Realizzo sin da subito che oggettivamente con bambini così piccoli non avevo mai lavorato e pertanto dovevo preparare un programma che fosse funzionale alla singola giornata, ma anche che mi permettesse di comprendere sino in fondo il loro linguaggio, per poi  offrirgli un esperienza pienamente appagante. Dopo diverse ore di studio e qualche ora di sonno, avevo ben chiaro cosa dovevo fare, ma il tutto non sarebbe stato possibile se con me non fosse venuto il mio fedele Alf. Tra noi si è ormai radicato un costruttivo “rapporto lavorativo” e non potrei mai rinunciare al mio miglior collaboratore! Prima di parlarvi quindi, di quanto è come si è articolato il tutto (adoro divagare 🙂 ), vi voglio raccontare un’altra esperienza. Anni fa, avevamo studiato uno spettacolo che facesse sì, che gli studenti delle scuole medie e superiori provassero a mettersi nei panni dei nostri amici animali, creando un parallelo tra mamma cane e mamma umana. Questo spettacolo voleva far comprendere ai ragazzi, quanto anche i nostri adorati cani, gatti, criceti… insomma tutti gli animali, avessero sentimenti e fossero degni di rispetto! Questa rappresentazione prevedeva anche la visione di una pellicola: “Aurora il sogno della liberazione” del mio amico regista Piercarlo Paderno che ce l’ha concessa a titolo gratuito. Questa iniziativa è stata replicata in altre quattro scuole e in tutte queste giornate abbiamo constatato purtroppo quanta difficoltà vi sia nella relazione giovane/animale. Torniamo alla nostra storia, è mattina presto e faccio salire Alf in macchina, il mio aiutante come dicevo prima è sempre lui, il mio fedelissimo compagno di mille avventure, che fa le cose “solo” per farmi felice e per avere la mia approvazione, con lui non esiste premio alimentare o di gioco quando si lavora. Alf che ha imparato a stare fermo ed a lanciare messaggi calmanti, messaggi di pace anche se un cane aggressivo gli abbaia, Alf che ha imparato a mandare tutti i messaggi possibili di gioco senza scatenarsi di fronte ad un fobico, Alf, il Mio Alf che ha imparato a mettersi a pancia in su e scodinzolare ogni volta che vede i bimbi. Per fare questo naturalmente, non si può usare un premio alimentare, il classico wurstel creerebbe nuovi disequilibri da rimettere in piano, sia con gli aggressivi che con i fobici; poi con i bimbi è difficile dare il premio in situazioni che scarseggiano di tempo, di equilibrio, di spazio e questo appare ancora più evidente quando il cane si trova circondato da gli stessi.

Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?
 
Così il mio Alf ha imparato a fare le cose “solo” perché glie le chiedo io con un premio molto remoto, anche molte ore dopo, il nostro premio siamo Noi, io e lui felici, anche io ho imparato a dargli il mio premio migliore, la mia felicità per quello che lui fa per me. Ora vi racconto cosa abbiamo fatto in questa giornata:  La prima fase prevedeva di creare un contatto fra il mio assistente e i bambini, perciò ho chiesto ad Alf di “fare il morto” (nella foto sopra); questa particolare postura glie l’ho insegnata nel tempo e affinchè la memorizzasse glie la richiedevo nelle situazioni più disparate, senza alcun preavviso e dove capitava, come: in cortile, per la strada, al parco, nel campo d’addestramento, fuori da una scuola (inizialmente con i bimbi distanti), insieme ai miei figli, nel pollaio insieme alle galline, davanti a sconosciuti. Creando così in lui “la postura del morto”. Inizialmente Alf non scodinzolava sempre, quindi sfruttando il fatto che gli piace essere manipolato da me, appena la posizione è stata acquisita in ogni situazione, ho iniziato a parlargli dolcemente e a toccargli la coda, così facendo, il suo codino partiva immediatamente lanciando uno dei messaggi ingiustamente più chiari verso l’uomo. Ingiustamente perché i cani muovono la coda anche quando stanno per mordere, così non basta che il cane muova la coda, ma bisogna contestualizzare. A volte la coda si muove, ma accompagnata dagli “incazzi signal” come li chiamava la compianta Valeria Rossi… Snarl (ringhio a bocca chiusa) o Growl (ringhio a bocca aperta che mediamente vuol dire: tra un secondo ti mordo) o lo sguardo fisso ed il pelo irto (piloerezione), insomma non fidiamoci solo della coda in movimento, il mondo dei messaggi del cane è molto ampio e non esistono solo i segnali calmanti (“calming signals”, come li chiamerebbe Turid Rugaas).

Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?
 
Per il mio percorso addestrativo con Alf, che serve a portare un messaggio di pace tra le nuove generazioni umane e canine, che lui scodinzolasse facendo il morto mi sembrava un ottimo punto di partenza. Altro messaggio calmante che Alf ha dovuto imparare è stato: il fermo. Stare fermo può essere necessario quando si incontrano, altri cani aggressivi o fobici, oltre che con i bimbi che hanno paura dei cani. Per ottenere questo atteggiamento da parte del cane si usa l’addestramento classico, ma a Noi certamente non bastava, così una volta impostato (sempre aiutandomi con soggetti che mi circondano come: figli, galline, amici, o persone incontrate casualmente), ho iniziato a creare distrazioni ed avvenimenti “diversi” dal contesto al quale Alf era abituato, come ad esempio: il bimbo che gli infila il dito nel orecchio, l’umano che urla o si sbraccia etc.. In questa fase, il fermo è totale, coda inclusa, creando così momentaneamente un peluche vivente, che si andrà ad offrire al bimbo timoroso. Come ben sapete i bambini non temono i peluche ed è per questo che il congelamento provvisorio di Alf sortiva l’effetto desiderato, cioè di far avvicinare il bambino senza particolari patemi. Una volta creato questo clima di fiducia fra i due, scattava la fase 2, che prevedeva che al mio “bravo” Alf potesse scodinzolare, mentre con un “si” poteva interagire con il bambino che lo maneggiava.

Come far conoscere ai bambini il fantastico mondo dei cani?
 
Ora, qualcuno penserà che sono un maltrattatore di cani, che faccio fare il peluche al mio cane, che lo faccio tormentare dai bimbi e come se non bastasse nel frattempo non lo faccio mangiare, bere, fare i suoi bisogni… oppure qualcuno di voi si domanderà quanto tutto ciò gli crea stress! In realtà Alf non si sente maltrattato, stressato sicuramente, ma mai maltrattato. Dopo una giornata con i bambini ha avuto bisogno di correre, bere, mangiare, giocare prendersi le coccole… ma questo lavoro è anche la mia passione e fa sì che le nuove generazioni amino i cani o almeno non li temano e poi… si il poi conta, il poi che per Noi due è la felicità estrema con cui ci festeggiamo a fine lavoro! Abbiamo creato un rito della felicità <3.  Cari lettori Il nostro rapporto non è impostato su un wurstel o su una pallina, ma bensì è basato sul rispetto (da ambo le parti), sul lavoro ripagato e su quel lavoro che lo fa sentire un Cane Vero. Il mio Alf che era un po’ fobico, ora riesce in queste imprese e stressato o no, quando ha finito di lavorare è il cane più fiero del mondo! Ed io non posso essere altro che fiero di lui <3! Il resto di questa storia? Nel prossimo articolo che uscirà domani, a presto! 😉

Condividi.

Autore

avatar

Partner