Davvero il cane memorizza tutto quello che fa con noi?

0

Davvero il cane memorizza tutto quello che fa con noi?
 

Davvero il cane memorizza tutto quello che fa con noi? O determinate azioni le svolge solo a livello istintivo?

In questa news continueremo nel nostro giro tra le nuove scoperte (che poi in realtà non sono altro che delle conferme, di ciò che già immaginavamo) sul mondo dei cani, come sempre non in modo empirico, ma con l’aiuto di scienziati che mediante test scientifici affidabili e misurabili ne garantiscono la veridicità. Questa volta prendiamo lo studio di Current Biology dove la Dott.ssa Claudia Fugazza, autrice dello studio e ricercatrice del comportamento animale presso l’Università Lorand Eotvos di Budapest, ha analizzato in modo approfondito il cervello del cane, nella sua capacità di “memoria”. Tutti noi sappiamo che il cane è in grado di riconoscerci anche dopo diverso tempo e ricordarsi di attività fatte in modo strutturato, ma questa volta si è andati ad indagare sulle sue capacità di memoria per eventi e situazioni “solite”, cioè nella vita normale di tutti i giorni. Questo studio che per quanto sembri banale ha stupito la comunità scientifica è stato anche ripreso da Sciencemag in un articolo molto approfondito dal titolo “Your dog remember more then you think”. In cui si usa per la prima volta il termine “Episodic Memory” cioè la capacità del cane di ricordare eventi episodici non sottolineati da un addestramento specifico. Per dimostrare queste capacità del cane Current Biology sfrutta una tecnica d’addestramento che sta andando molto in voga, di cui abbiamo già parlato qua su Consulpets, questa tecnica che è stata usata da sempre ad esempio dai pastori si chiama “Do as I do”. Con questo tipo d’addestramento si prevede che il cane imiti i comportamenti del suo umano o del conduttore. Un esempio simpatico è il conduttore che cammina fino ad un ostacolo improvviso (ad esempio un salto d’agility) ed invece di evitarlo lo salta, se il cane imita il conduttore viene premiato; questo è solo uno degli innumerevoli esempi come ad esempio l’esercizio del “terra”.

Il test è stato così strutturato:

Un team ha addestrato i cani con il metodo “do as I do”, dopo il quale, hanno insegnato ai cani a mettersi a terra anche se il conduttore non lo faceva; stupendo il cane che si aspettava di dover imitare un’azione usando la memoria semantica. Una volta ottenuto questo risultato hanno nuovamente ordinato ai cani di imitare un’azione (nuovamente con “do as I do”) e questi hanno rieseguito l’esercizio “do us I do”. Dimostrando, così, di ricordare ciò che avevano visto fare alla persona, pur non avendo fisicamente replicato in precedenza l’azione, ma avendola soltanto osservata.

Davvero il cane memorizza tutto quello che fa con noi?

 
Questo test è stato replicato sia un minuto dopo, che un’ora dopo ed i cani del test hanno dimostrato di ricordare le azioni sia nel breve che nel medio e nel lungo termine. ”La grossa novità – chiarisce la Dott.ssa Fugazza che si è occupata di questo studio in Italia – è stata quella di testare questa capacità in un contesto naturale e non artificiale: la vita reale, i ricordi reali, sono più complessi di stimoli in un setting di laboratorio. C’è da dire inoltre che questi test era la prima volta che li facevamo sulle azioni compiute da altri, quindi non su ciò che viene fatto in prima persona”. ”La memoria episodica – conclude la Fugazza – è legata agli eventi del passato che, nel momento in cui sono stati vissuti, non sono ritenuti importanti. C’è bisogno di una specie di viaggio mentale nel tempo per richiamarli alla memoria e se fino a poco tempo fa si riteneva fosse prerogativa soltanto dell’uomo, ora sappiamo che un sistema simile esiste anche nei cani. Ciò permette di pensare che possa essere una capacità non esclusivamente dei primati, ma anche di tante altre specie”. Cioè i nostri cani ricordano anche eventi che quando sono accaduti potevano sembrare non importanti, immagazzinandoli in aree di memoria che si credevano esclusive dell’uomo o dei primati. Ma si sa che in questi 12.000 anni di convivenza con l’uomo, non solo il cane ha modificato l’apparato digerente, ma anche la struttura celebrale e alcune sequenze di DNA.

Questo il video di un momento degli studi: CLIKKA

Quelli che nello studio vengono chiamati “Expected recall”, cioè quegli eventi che il cane si aspetta di dover ricordare vengono mantenuti in memoria per molto più tempo degli “Unexpected recall” esattamente come per l’uomo. Anche noi se sappiamo di dover ricordare un evento riusciamo a fissarlo meglio in memoria, anche per la semplice ragione che lo seguiamo con più attenzione; cioè, se ci chiedono di ricordare un determinato numero e ci dicono che se ce lo ricordiamo avremo in premio un milione di Euro ci sono molte possibilità che quel numero lo memorizziamo, se invece vediamo passare un cartellone pubblicitario su un autobus con sopra un numero che leggiamo ma non ci aspettiamo di doverlo ricordare, probabilmente nel breve tempo lo dimenticheremo. Sempre come nell’uomo, questi risultati sono condizionati dal tempo che il cane ha per osservare un determinato evento. Rifacendoci all’ esempio sopra, se abbiamo la possibilità di osservare il numero che vale un milione di Euro per un’ora abbiamo più possibilità di ricordarcelo. Tutti questi studi che sembrano sempre di più accumunarci al nostro miglior amico, dimostrano quanto siamo simili e quanto il cane nel suo sviluppo (in simbiosi con l’uomo) sia sempre più diventato simile a noi! Così è il cane che si sviluppa per diventare simile a noi nell’alimentazione, nel modo d’agire e nella memoria… chissà, un giorno magari anche noi umani impareremo qualcosa dal mondo cane e quasi sicuramente, quel giorno il mondo sarà migliore!

Condividi.

Autore

avatar

Partner