La cagnolina Maya e un difficile ma possibile recupero…

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La cagnolina Maya e un difficile ma possibile recupero...
 

La cagnolina Maya e un difficile ma possibile recupero ed alcune considerazioni…

Prendo spunto da un post di un eminente cinofilo, animal trainer e molto altro… che scrive:

Considerando quanti esperti di cani circolano su FB, mi chiedo per quale motivo i canili siano stracolmi

Appena letto il post, gli ho scritto dicendogli che il motivo non erano gli esperti di cani, ma il vero problema secondo me è riconducibile agli abbandoni, alla mancata sterilizzazione e alla cattiva gestione unita alla mancanza del microchip. Poi mentre gli stavo scrivendo e leggendo con più attenzione la sua risposta, ho capito quanto fosse sarcastico e graffiante in realtà il suo post. Questo weekend, come altri, l’ho passato a collaborare (perché nel mio caso si tratta sempre di collaborazione con il binomio cane – padrone) nella speranza di aiutare dei proprietari di cani più o meno problematici; alcuni con piccole anomalie comportamentali ed altri con gravissimi problemi.  Il caso più difficile l’ho affrontato con Maya (femmina, incrocio di lupoide, di taglia medio – grande che affettuosamente ho sopranominato “il Mostro”) che a soli quattro mesi dimostra un aggressività che non ho mai riscontrato in un cane di questa età. Maya morde “a bocca piena” senza farsi scrupoli, non sopporta che nessuno le si avvicini se non lo chiede lei e va in difesa di ogni risorsa che la circonda, anche a diversi metri di distanza.

La cagnolina Maya e un difficile ma possibile recupero... Maya arriva da un canile, non ha avuto mamma cagna con tutto ciò che ne consegue e neppure papà cane che le insegnasse, i principi di base sulla condivisione (binomio), non ha nessuna capacità di collaborazione e non è interessata, per ora, a farlo. A parte questo caso di esagerata aggressività, non è la prima volta che incontro problemi comportamentali in soggetti provenienti dal canile; molti di loro ne hanno (non tutti e fortunatamente non così gravi), come una parte dei cani d’allevamento, ciò non toglie però che nei canili sia maggiore la possibilità di incontrarne. A difesa dei soggetti di canile (i miei preferiti tra l’altro) posso dire che “il Mostro” ha una compagna di vita che è stupenda e che cerca, nel intraspecifico, di aiutarla (anche lei arriva da un canile). Tornando al post iniziale… ma come è possibile che nei canili ci sia così tanto disagio? Come è possibile che ci siano così tanti cani adottati con problemi e nessuno o pochi si impegnino nel loro recupero in modo professionale e con metodi funzionali (variabili di volta in volta perché ogni caso è a sè o quasi)? Forse perché il recupero comportamentale comporta anni ed anni di studio e di osservazione o forse perché fa male al cuore confrontarsi e camminare con loro… a volte forse è meglio così, se non sei sicuro, o almeno abbastanza sicuro di quello che fai… è meglio non fare nulla! Nel senso che se non si è abbastanza certi di poter intervenire e di poter rimediare agli errori (che inevitabilmente si fanno quando si ha a che fare con esseri viventi con certi problemi caratteriali) a volte è meglio non fare nulla, per non rischiare di aggravare la loro situazione. La soluzione secondo me c’è ed è diffondere cultura e modi di fare! Credo fortemente che chi si occupa di loro debba per forza (anche se svolge l’attività di educatore cinofilo da anni) impegnarsi nel mettere in pratica e spiegare le proprie soluzioni ai proprietari o ai volontari di canile, impostando sempre il rapporto votato al confronto, così da cogliere spunti che tendano sempre a far migliorare la condizione del cane… perché a volte, chiunque può darti delle dritte (a volte anche i neofiti). Sono convinto che abbia poco senso tenere segrete le proprie soluzioni e non diffonderle, anche perché da qualche altra parte nel mondo, ci sarà sicuramente qualcuno altrettanto bravo (o magari di più) che sta facendo le stesse cose e condividendole magari diventerà ancora più bravo. Lamentarsi e basta a mio modo di vedere non serve. Per questo motivo da diversi anni con colleghi di lunga esperienza ho iniziato a partecipare a corsi/seminari rivolti a queste problematiche e ad andare nei canili affrontando i disagi dei nostri amici più sfortunati. Abbiamo iniziato a farlo in Piemonte, poi in Sicilia (la mia amata Sicilia) e ancora scrivendo o spiegando sui siti di informazione come Consulpets (web), in TV, in radio ed in gruppi di lavoro sparsi per tutta l’Italia; l’ultima tappa è stata Sondrio, dove di certo tornerò per rivedere e continuare il lavoro con “il Mostro”, ma anche con altri cani ed i loro compagni umani…

La cagnolina Maya e un difficile ma possibile recupero...
Nella foto l’amica e Maya qualche tempo fa…

Per far si che la vita possa essere considerata degna non è sufficiente che ci sia da mangiare, da bere ed un luogo caldo in cui ripararsi, la vita ha bisogno anche di benessere psicofisico e socialità, penso che per essere considerata vita debba esserci la possibilità di poter fare un percorso di vita insieme… da binomio!

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