La gestione del guinzaglio nel recupero comportamentale…

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La gestione del guinzaglio nel recupero comportamentale…
 

La gestione del guinzaglio nel recupero comportamentale del cane

Tengo a precisare che io mi occupo principalmente di problemi comportamentali e ben poco di addestramento classico… detto questo (al contrario di qualificati educatori cinofili) per me il guinzaglio non è che un mero strumento per ottenere dei risultati dal punto di vista del recupero comportamentale oltre che uno strumento che va utilizzato per legge. Ricordo che il guinzaglio deve essere lungo al massimo 1,5 metri e va indossato dal cane e tenuto dal proprietario ogni dove, tranne che nelle aree predisposte per lo sgambamento dei cani. Io ho la fortuna di vivere in campagna e pertanto lascio il mio cane libero appena fuori dalle strada asfaltate, in modo che possa fiutare gli odori, ma pronto a tornare al mio richiamo. Un  guinzaglio ben gestito deve far sentire più sicuri noi e il cane… e non il cane incatenato a noi.

La gestione del guinzaglio nel recupero comportamentale…
 
La gestione del guinzaglio è di basilare importanza ed è relazionata al tipo di collare o pettorina indossata dal cane; su questo argomento “pettorina – collare” ci sono molte discussioni in corso, che vedono come principali attori, gentilisti e non. Pur comprendendo tutte e due le posizioni, io nei recuperi uso sempre (o quasi) il guinzaglio di tipo “Retriever” con l’anti strozzo e MAI faccio si che questo sia teso, il guinzaglio è… e deve essere solo il prolungamento del mio braccio. Questo, in particolar modo se si trattano dei cani con paure o fobie, perché mettere un cane in una tensione esagerata, fargli male o addirittura impiccarlo… vuol dire compromettere il lavoro per sempre. Di diversa natura ma non adatto al lavoro di cui sopra, anche la pettorina, che per motivi “meccanici” non fa capire al cane cosa desideriamo da lui e far si che si trasformi in “Zanna Bianca quando tira la slitta”… cioè il mio cane mi cammina davanti e tira come un Husky, perché con la pettorina è difficile dare indicazioni chiare soprattutto quando il cane ha paura (ovvio che se ho addestrato il cane, guinzaglio o pettorina sono equivalenti, come ogni cane è un mondo a se e non per tutti vale il discorso sopra).

La gestione del guinzaglio nel recupero comportamentale…
 
Quando si passeggia o si lavora al guinzaglio, questo deve essere usato per “disinnescare” per “avvicinare” per “dirigere” il cane; non solo non va mai usato teso ma va usato con pochi movimenti e senza alcuna violenza, deve indicare al cane cosa desidero da lui e dargli sicurezza. Questo utilizzo va fatto con coscienza e con consapevolezza… mentre spesso la frustrazione del proprietario porta ad una gestione altamente scorretta e contraria; visto che il suo utilizzo non è innato nell’uomo, andrebbe spiegato e fatto vedere quanto detto da persone competenti. Il consiglio spassionato che do a tutti è di non farsi mai prendere dallira ed usarlo lateralmente con dolcezza (cioè la pressione/tensione deve essere laterale) e mai tirando indietro (cosa che viene fatta da chi fa combattere i cani), o tirando il cane in avanti (questo porta il cane ad avere paure e perdere fiducia in noi). Questo, nuovo modo di gestire il cane al guinzaglio, è spiegato bene da molti addestratori; cercatene uno vicino a voi che lo sappia fare. Come dico sempre se vedete che l’addestratore di turno urla o usa anche la minima violenza o strattona il cane, andatevene! L’addestratore deve piacere a voi ed al vostro cane… ma soprattutto DEVE saper far divertire il vostro fido! Collaborare, camminare, vivere insieme… deve essere un percorso condiviso.

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