La giornata di Greta…

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Mi piacerebbe in poche righe raccontarvi l’esperienza di una volontaria pugliese che chiameremo Greta, del suo vissuto quotidiano uguale a quello di tante altre anime come lei, in zone del nostro Paese dove la tutela degli animali non è osservata, non è un obbligo, non è un obiettivo, semplicemente….non è.

Una giornata come tante… Greta mi racconta che quasi ogni giorno, mentre si reca al lavoro, si imbatte in piccoli branchi di cani che vivono randagi, alcuni vengono sfamati da persone della zona, altri da volontarie che si organizzano per garantire loro un pò di cibo ogni giorno. Talvolta, e non certo di rado, accade che listinto e labitudine le facciano accostare lauto vicino ai cassonetti dellimmondizia dove qualcuno (qualche anima buona, perché non lo fosse avrebbe agito diversamente) ha lasciato in una scatola cucciolate appena nate, di pochi giorni o cuccioli scheletrici e impauriti che già si devono cibare in autonomia, magari perché la loro mamma giace investita poco lontano..
. Quando è più “fortunata” incontra mamme con cuccioli sotto il sole senza ripari né acqua o cani ammalati e con ulcere importanti… allora la giornata cambia. Chiudere gli occhi e passare oltre diventa quasi impossibile e la testa spazia sul dove e come collocare queste creature. I canili sono colmi e mal gestiti, i campi gestiti da volontarie con box di fortuna tutti pieni… come fare allora?
 Dall’ufficio Greta inizia il suo tam tam, inizia il vortice di telefonate, sms, di richieste di aiuto qua e là per l’Italia, perché non si può passare oltre e le povere bestiole vanno aiutate.

Ma i cani vaganti sul territorio, le chiedo, non sono come al Nord, cioè di proprietà del Sindaco? Non è forse un obbligo di legge la loro salvaguardia? Non dovreste chiamare anche voi i vigili urbani perché facciano intervenire le strutture competenti?

Greta scoppia a ridere! Sindaci? Vigili? Ma stai scherzando! Qui nessuno pensa ai cani, non conosco cosa succeda nei canili con i soldi, ma di certo so che se non ci fossimo noi, queste creature sarebbero destinate a morire tra atroci sofferenze. E allora come fai se da internet non trovi l’aiuto sperato? Spesso mi carico in auto le creature e le porto a casa, i miei figli e mio marito ormai sono abituati, cerco di gestire l’emergenza della situazione, li porto da un veterinario, sperando non mi prenda troppi soldi. Poi è sera e di nuovo al computer, continuo a cercare aiuto in rete. Le terapie costano, gli stipendi sono quello che sono e faccio come posso. A volte devo anche mentire, pur di poter sistemare i piccoli, perché se dicessi che non mi sono potuta permettere di fare tutte le cose per bene (ad es. vaccinazioni, anti parassitari), non li vorrebbero su al nord. E io come faccio a tenere e mantenere tutti ‘sti cani? Nessuno ci aiuta e loro continuano a vagare a riprodursi e ad ammalarsi. Una volta abbiamo provato a 
raccogliere fondi per fare sterilizzare le femmine, ma ci hanno bloccate, perché ci hanno detto che non sono cani di nostra proprietà e non possiamo. Allora? Cosa dobbiamo fare? Lasciarli morire per strada? Tanto quelli sanno che ci siamo noi che facciamo tutto questo a nostre spese…

Greta stenta a trattenere le lacrime, per cui la ringrazio e termino così la nostra chiacchierata, promettendole però che cercherò di capire quali siano le leggi in vigore, come poter far sì che vengano maggiormente applicate e se l’Italia cambia a seconda di dove ci si trova, anche nella tutela dei cani….A presto e grazie di esistere, cara Greta.

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