La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!

0

La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!
 

La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!  Intervista ad uno dei leader degli Animalisti Italiani.

Ho avuto la fortuna e la possibilità di conoscere uno dei leader della battaglia “Animalisti Italiani”. Spesso dietro a dei movimenti, cresce anche la mitologia di questi personaggi, che in alcuni casi ce li fa immaginare violenti (la violenza non è solo fisica ma anche verbale), senza scrupoli, votati solo all’obbiettivo e alla causa, che per raggiungere un risultato sono disposti a tutto. Qualcuno immaginerà che questo incontro sia avvenuto in gran segreto in una grotta e che l’ospite di oggi fosse il classico personaggio incappucciato, un personaggio tipo serie tv, in realtà costui è una colei, una persona del tutto normale, una delle tante persone che potremmo incrociare in una qualsiasi strada della nostra città, una donna per bene. Una donna che con il suo gruppo è sì disposta a tutto, ma non a calpestare la dignità e la libertà delle persone. Lei è Simona Donna e quella che segue, è l’intervista in esclusiva ed integrale di una leader che vive per difendere gli animali…

D: Ciao Simona, leggendo il nome del vostro gruppo Animal Renegades pensavo di trovare degli esaltati e forse anche un po’ pericolosi estremisti animalisti, invece conoscendovi scopro che siete persone normalissime, pacifiche e rispettose delle idee altrui!

R: Normali è una parola grossa, ma almeno ci proviamo! Sul comportamento pacifico e rispettoso hai assolutamente ragione: il nome Renegades nasce proprio da questo, da quando circa un anno fa ho iniziato a chiamare goliardicamente alcuni amici “rinnegati” perché non ci sentivamo in linea con le tipologie di attivismo esercitate da alcune persone. Proprio nello stesso periodo, su un social è comparsa una vignetta raffigurante una pecora nera in mezzo a un gregge di pecore bianche con la scritta “Non abbiate paura di pensare in maniera diversa dagli altri” …. Immediatamente condivisa con queste persone, la frase è diventata il nostro motto e quando abbiamo deciso di organizzare il primo evento animalista a nome del gruppo, la scelta di “Animal Renegades” con questa frase come “motto” era praticamente scontata… e, allacciandosi anche a un vecchio telefilm americano, per esprimere ancora di più il nostro senso di libertà abbiamo anche disegnato nel logo un cane che guida una moto….

D: Una delle vostre battaglie è quella contro i Circhi, mi racconti da cosa è nata?

R: Ti preciso subito che la nostra è una battaglia contro il circo che utilizza gli animali, non contro il circo in generale che anzi, promuoviamo sempre durante i nostri eventi, perchè le imprese, ad esempio, degli acrobati sono da ammirare in quanto spettacolari e frutto di ore di estenuanti allenamenti e sacrifici. Io non ho mai assistito a uno spettacolo circense in quanto fin da piccola ho sempre avuto compassione di quei poveri animali costretti a fare cose innaturali e, crescendo, documentandomi e approfondendo l’argomento, ho deciso di fare qualsiasi cosa per convincere le persone a boicottare questo inutile teatrino ricco di sofferenza e dolore. Da qui nascono i nostri presidi davanti alle biglietterie dei circhi. Il nostro scopo è quello di convincere i genitori a non portare i bambini, spieghiamo loro che lo spettacolo di animali in gabbia, lontani dal loro ambiente e dai loro comportamenti naturali, difficilmente può essere proposto come “didattico” e che, al contrario, fa vedere una realtà fasulla ed è assolutamente diseducativo. Cerchiamo di spiegare ai bambini che il dolore e la prigionia non sono sinonimi di divertimento e che per un’ora di spettacolo gli animali sono prigionieri a vita.

La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!
 
D: Simona quali sono state le vostre iniziative e quali saranno quelle future?

R: Ad aprile 2016, insieme al gruppo Riscatto Animale di Milano, abbiamo organizzato un corteo contro la sperimentazione animale che ha avuto una grande risonanza visto che ci sono stati più di ottocento partecipanti provenienti da tutta Italia. A giugno abbiamo aderito al No Corrida Day (una giornata europea contro la corrida) e organizzato in Piazza Cln un grosso evento scenografico. Sempre a giugno c’è stato l’evento “La muta agonia dei pesci” dove abbiamo messo in risalto lo sfruttamento ittico dei nostri mari e i conseguenti danni all’ecosistema. A luglio è stato organizzato il Dog Summer Day, una passeggiata di sensibilizzazione contro l’abbandono estivo lungo i viali del Parco del Valentino. A settembre c’è stato l’evento scenografico “10 € al Kg: il costo di una vita” dove io e altre tre attiviste eravamo incellofanate in una vaschetta di polistirolo per rappresentare le confezioni di carne che trovi al supermercato mentre gli oratori intanto spiegavano ai passanti gli orrori degli allevamenti intensivi e il perché della scelta vegan. A ottobre c’è stata la seconda giornata del No Corrida Day, a novembre evento contro le pellicce e a dicembre il flash mob contro la caccia. L’anno è stato concluso con un presidio contro le donazioni a Telethon, Airc e altre associazioni perché finanziano la vivisezione. Come vedi i nostri eventi cercano di toccare i temi animalisti a 360° anche se vorremmo fare sempre di più…. Proprio per questo motivo già a fine gennaio 2017 abbiamo protestato contro il Piano Lupi sotto la sede della Regione Piemonte (che ha ottenuto il mio inaspettato incontro con il Presidente della Regione Sergio Chiamparino), abbiamo partecipato al Corteo contro l’acquario di Genova e, per il prossimo 9 aprile in occasione della domenica delle Palme, abbiamo già organizzato l’evento contro la strage di agnelli per Pasqua intitolato “La vita è più importante di una tradizione”. In fase di creazione abbiamo anche un corteo contro la riapertura dello zoo a Torino e contro l’abbandono estivo e nuovi eventi scenografici contro caccia, pellicce, sperimentazione animale e consumo di carne. Non ci stancheremo mai di scendere in piazza per informare perché, citando Tom Regan, chi non è perseverante non otterrà mai alcun cambiamento.

D: Una cosa che mi ha molto stupito di voi è la voglia di parlare con le persone, evitare gli insulti e gli scontri. Questa ferrea volontà di interagire in modo pacifico e costruttivo, che vi differenzia molto dalla maggior parte dei gruppi, da cosa è nata?

R: Uno dei motivi che ha spinto me e altre persone a prendere le distanze da alcuni gruppi è stato proprio quello di non approvare il linguaggio violento e provocatorio utilizzato da certi attivisti. Le cose vanno spiegate, non vanno gridate. A chi mangia carne, ad esempio, non serve urlargli che è un assassino o un “mangicadaveri”: a questa persona preferiamo spiegare cosa avviene negli allevamenti intesivi, che la vita reale degli animali non è quella rappresentata nelle pubblicità, che tutti gli animali sono esseri senzienti che provano gioia, amore, dolore e sofferenza proprio come noi; consegniamo ai passanti opuscoli dove l’argomento viene spiegato nella maniera più semplice e possibile e dove consigliamo libri da leggere per approfondirlo: sarà poi compito di ogni persona prendere consapevolezza e, con i suoi tempi e modalità, passare a un’alimentazione etica. Nei nostri eventi utilizziamo soprattutto scenografie accompagnate da musiche, da discorsi tradotti simultaneamente in LIS da due ragazze del gruppo che sono sordomute. Grazie all’impatto visivo la gente che passeggia si ferma anche solo per curiosità qualche minuto e grazie al clima coinvolgente e pacifico, molte volte rimane ad ascoltare quello che viene esposto, prende volantini, firma petizioni… insomma è il passante che si avvicina a noi per saperne di più… e tutto questo è possibile proprio perché non urliamo e non insultiamo nessuno.

La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!
 
D: Tu sei proprietaria anche di un ex cucciolo di GreenHill, perché hai fatto questa difficile scelta pur sapendo che molti di loro hanno dei gravi problemi comportamentali e cosa ha cambiato in te “avere” lui?

R: Io ho seguito la storia dell’allevamento di Green Hill più o meno dal 2010 partecipando ogni volta che mi era possibile agli eventi di protesta e ho anche avuto la fortuna di essere presente a Montichiari il famoso 28 aprile 2012, data storica e rinominata Animal Liberation Day. È per questo motivo che quando c’è stata la possibilità di avere in affido uno dei duemilasettecento Beagle ovviamente ho subito fatto richiesta e il 28 luglio è “arrivato” LIFE: un cucciolo di quattro mesi con il terrore negli occhi, denti (fortunatamente ancora da latte) rotti a forza di mordere le sbarre della gabbia, che non sapeva cosa fosse il sole, l’erba e, soprattutto, l’amore. Sapevo benissimo che non sarebbe stato facile gestire un cane con tali problematiche, ma sapevo anche che non appena avessi ottenuto la sua fiducia saremmo diventati inseparabili. Non nego che sia stata dura, soprattutto nei primi mesi quando di colpo si alzava dalla cuccia e correva verso il muro della stanza, si sedeva e fissava il vuoto per qualche minuto (CLIKKA) … chissà quali brutti ricordi gli riaffioravano in mente. A distanza di quasi cinque anni, molte delle sue fobie non sono ancora passate, ma io ormai non potrei più vivere senza il mio “psyco Beagle”, che quando abbaia emette un suono simile a un raglio, che mi ruba ogni sera i tovaglioli di carta dalla tavola e corre con quelle sue orecchie svolazzanti perché vuole che lo insegua, che di notte dorme ai miei piedi ma ogni tanto mi sveglia perché vuole essere abbracciato. Di cani ne ho avuti molti e quando è arrivato Life ne avevo già due, ma ammetto che con lui sono molto di parte e non seguo assolutamente regole: ogni suo abbaio, ogni sua marachella viene sempre perdonata e a volte gli dico anche “A quest’ora saresti già sicuramente morto: goditi la vita alla grande”! Grazie a lui ho capito il vero significato della parola libertà, dell’amore incondizionato e ho approfondito gli studi in materia di sperimentazione animale. Da dicembre ho anche un nuovo ospite: un topolino salvato dall’Istituto Mario Negri che, dopo aver subito una serie di esperimenti era diventato inutilizzabile e sarebbe stato soppresso… lunga vita a Gino!

D: Simona ancora una domanda… perché NO al CIRCO?

R: Il circo non è assolutamente uno spettacolo divertente come vogliono farci credere. Il circo uccide la dignità e la libertà degli animali tenuti prigionieri a vita e addestrati con la violenza. In natura un orso non balla, un elefante non mantiene il proprio peso sulle sole zampe posteriori, i leoni e le tigri non saltano attraverso un cerchio infuocato e, sicuramente, nessun animale rimane incatenato ventidue ore al giorno o chiuso in gabbie anguste dove impazzisce per la tristezza e la disperazione!

La lotta contro gli stabulari e lo sfruttamento animale!
 
Simona a presto, ci incontreremo ancora per Life “Psyco beagle” avremmo ancora cose da dirci e da fare… per il topo… bhe, per lui non sono molto pratico ma mi piacerebbe conoscerlo!

Condividi.

Autore

avatar

Partner