La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!

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La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!
 

La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!

Nel mio abituale giro per canili, che dura ormai da 31 anni, sono passato ultimamente due volte all’Arca di Piera, tanto per spiegarlo a chi non conosce questa realtà, stiamo parlando di uno dei canili più belli del Nord Italia, dove i 4zampe sono seguiti, amati ed educati, non solo da persone piene d’amore (come è ovvio che sia, visto la qualità e l’impegno profuso), ma da persone armate di una grande esperienza come: istruttori, veterinari, educatori cinofili e soprattutto tanti, tanti volontari. Un’altra caratteristica dell’Arca di Piera, sono gli spazi enormi, ci sono almeno 4 zone di dimensioni incredibili dove i nostri amici pelosi possono correre e, se si riesce, socializzare, in spazi congegnati per abbassare la soglia di stress e per offrire loro la possibilità di sgambare in aree protette. Oltre a queste superfici molto ampie, ne fanno parte anche altre un po’ più piccole, ma comunque sicure e confortevoli. L’area di sgambamento in cui siamo andati è così grande, che l’eroe di questo articolo, il bellissimo Shaggy, per poterlo recuperare (sempre in modo dolce e che gli permetta di comprendere il meccanismo) siamo stati obbligati ad utilizzare una lunghina di 30 metri. Bene, dopo avervi introdotto all’argomento, vediamo di andare al succo del discorso, la storia come avrete capito coinvolge un incrocio di Pastore Tedesco (a dire il vero è così bello che sembra un cane di razza pura), che nel 2012 venne abbandonato per le strade del Sud Italia. Il nostro bel lupetto come tutti i randagi dovette imparare subito a cavarsela da solo, ma nonostante l’istinto lo supporti nell’arte dell’arrangiarsi non riuscì ad evitare la cattura. Come purtroppo accade, per colpa di chi pensa che adottare una cane sia un mero esercizio didattico, il piccolo dopo essere passato dal Sud al Nord viene allegramente risbattuto indietro. Shaggy dopo la prima esperienza incassa il contraccolpo, ma alla fine abbozza. Vista la sua bellezza, trova subito una nuova sistemazione e in questa nuova esperienza manifesta un po’ di inquietudine che sfocia in un contenuto episodio di aggressività. I nuovi proprietari decidono che non è il cane che fa per loro e pertanto viene riportato allegramente di nuovo al canile. Già, Shaggy torna in canile e li ci sta. Ora lo stress inizia ad essere elevato, tanto che finisce con il limarsi i denti contro le sbarre del box.

La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!
 
Per sua fortuna l’Arca di Piera mette a sua disposizione alcuni tra i grandi del rifugio, sia come competenze, sia come addestratori e giovani promesse dell’animalismo/volontariato. Tra questi grandi c’è la mia amica Luana che un mesetto fa mi chiama chiedendomi un incontro a quattr’occhi per vedere il piccolo lupacchiotto. Giunti davanti al suo box, viene invitato ad uscire e lui sin da subito si comporta da cane di famiglia, felice e collaborativo. Lo scorso week-end decido di andare a trovarlo e passo con lui, Luana, Debora (la giovane promessa) ed il grande Mario (dentro il mondo dei canili e dell’animalismo da una vita) un po’ di ore. Una delle cose che mi ha regalato fiducia nell’essere umano è stato vedere e partecipare al briefing tra Luana e Mario a fine giornata, quando i volontari dopo ore di fatica ed attenzione si radunano e per il cane in questione “investono” ancora tempo ed energie mentali a pensare, immaginare e progettare sempre nuove strategie per cercare di migliorargli la vita. Sì, i volontari dell’Arca di Piera sanno commuovermi per le loro capacità e per la loro competenza, ma soprattutto per la loro passione; mi piacerebbe molto poter collaborare con sempre più persone con le loro caratteristiche! Quindi, si esce subito e si va immediatamente nell’area di sgambamento più grande del Arca di Piera, lo spazio è quasi equivalente a quello di un campo da calcio, è immenso, pieno di alberi, l’erba è tanta e ben curata, per non parlare delle panchine e dei tanti giochi. A Shaggy metto la mia lunghina da 30 metri, una lunghina leggerissima fatta con una cordicella d’arrampicata sottile.

La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!
 
Di cosa ha bisogno Shaggy? Di uscire di lì (direi che è ovvio visto anche l’atteggiamento autolesionistico), ma soprattutto di trovare un adottante che sappia trasferirgli non solo l’amore, ma anche delle regole, di cui hai estremamente bisogno affinchè riesca ad interagire con equilibrio con il nuovo partner umano. Le sue caratteristiche principali sono la gioia e le orecchie da pipistrello lunghissime e dolci come lui. Questa storia, per il momento, si conclude con la parte che mi fa soffrire di più, cioè quella che mi vede osservare il bel leprotto che deve riaccomodarsi nel suo box.

La storia di Shaggy: il cane buono che non trova pace!
 
Questo mi ferisce molto, perché vedo il cambio di espressione sul viso di questa creatura, cioè da felice e giocoso, a triste. Luana cerca come può di indorargli la pillola con l’ultimo premietto della giornata, ma come avrete capito, Shaggy è inconsolabile. Il tempo è finito e tutti noi dobbiamo riprendere in mano la nostra vita e per questo Shaggy rimarrà da solo nel suo solito box… chiuso.

Per informazioni potete contattare il numero: 339.5430792 o via mail: info@arcadipiera.it . L’Arca di Piera è a due passi da Torino, magari per Pasqua potreste farvi un bel regalo…

See the stars, they’re shining bright
Everything’s alright tonight
(Never let me down again)

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