Quali tipi di paure vive il cane?

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Quali tipi di paure vive il cane?
 

Quali tipi di paure vive il cane? Sono simili alle nostre?

Che cos’è la paura?
La paura è un’emozione, appartiene variabilmente ad ogni essere vivente, questa lascia tracce nella mente, che si possono ripresentare nel tempo e nelle più svariate forme sia nella vita di tutti i giorni che nella fase REM. La paura può generare grossi problemi di adattamento e in casi estremi può dare la morte a chi ne è vittima.

La paura “sana”
La paura è un’esperienza quotidiana, un allarme (ho paura ad attraversare la strada molto trafficata e così vado dove c’è il semaforo ed aspetto il verde) che generalmente consideriamo negativo. Come ogni reazione psicofisiologica anche la paura ha le sue “ragioni”, ossia ciò che ci accade dovrebbe servirci per vivere meglio. Come ogni altra esperienza emotiva, la paura non è solo un modo di sentire, ma un complicato sistema, costituito da più componenti anche ormonali (adrenalina, noradrenalina e di altri ormoni dello stress) e fasi, che si sviluppa lungo una linea temporale di azione ben precisa. La paura non è negativa, non è una patologia da evitare, lo studio delle emozioni, sia a livello neurofisiologico che psicologico, ci fa capovolgere questo luogo comune, dimostrando che grazie alla paura è possibile affrontare in modo adeguato il pericolo. La paura è una reazione al pericolo e così è positiva, è tra le emozioni primordiali e riveste un valore adattivo enorme.

La paura “in-sana”
La paura di situazioni o di avvenimenti che non dovrebbero nella normalità spaventarci, ma che ci attanagliano come vere e proprie situazioni di pericolo che ci appaiono insuperabili; la paura che non ci lascia via di scampo e così non ci da la possibilità di elaborare strategie per superare gli ostacoli.

La paura di tutti i giorni
Come mi capita da un po’ di anni a questa parte, da quando mi occupo di cani paurosi o peggio di cani fobici, faccio fatica a spiegare al proprietario di turno (lo chiamo proprietario perché per la legge italiana il cane è una mera proprietà) la difficoltà del recupero comportamentale. La cosa più difficile da spiegare è che la paura “è vera”, la paura esiste dentro di noi e più ancora dentro al cane al quale non la si può spiegare a parole; la paura è un vero e proprio dolore, un dolore dell’animo che spesso parte dal cervello. La paura può anche non partire dal cervello ma da condizioni fisiche non perfette o da squilibri ormonali; ad esempio il cane ha un dolore ad una zampa che non manifesta nel quotidiano, ma solo salendo le scale per entrare in casa (displasia del anca) o scendendo dal bagagliaio (dolore ad un gomito) o in presenza di forti rumori o vento (otite), così manifesta quella che noi chiamiamo paura ad entrare in casa (anche se la paura è salire le scale), paura dell’auto, paura dei bambini rumorosi o del vento. Chiedo sempre ai miei clienti soprattutto in caso di paure o fobie improvvise di andare dal veterinario e di chiedere una visita completa del cane, che va dalle analisi del sangue alla classica manipolazione del cane stesso. Anche l’insorgere di malattie o handicap, che sembrano non c’entrare nulla con la tipologia di paura che il cane dimostra, può influire sul comportamento. Per questo un professionista dei recuperi comportamentali deve sempre collaborare con un buon veterinario. Io stesso in questi anni ho spesso contattato e mi sono confrontato con un altro editorialista di Consulpets il Dott. Emanuele Peccioli, (nella foto) farsi aiutare da professionisti non ci toglie nulla, anzi, da al cliente maggior fiducia ed al quattro zampe un servizio migliore.

Quali tipi di paure vive il cane?
 
Avere l’umiltà di chiedere aiuto è dimostrare la propria maturità professionale, oltre che, se la paura è di origine fisica il lavoro di rieducazione nel caso potrà esserci dopo, in primis bisogna curare il cane, un cane con una patologia in corso DEVE essere curato per questa. Quando invece la paura o la fobia si manifestano nel cucciolo o nell’adulto sano, i proprietari rimangono stupiti e spesso mi dicono: << ma glie lo dico di non avere paura delle persone, lo prendo in braccio e lo porto a conoscerle etc.>> già in questo tipo di approccio, il dirglielo non serve a nulla… il nostro cane non parla nessuna lingua umana e fare vocine o urlare non serve, anzi spesso, così facendo passa il messaggio: fai bene ad avere paura. Stesso discorso vale per il prenderlo in braccio, ma perché? Il cane ha le zampe per camminare ed un suo linguaggio corporeo, prenderlo in braccio non va mai bene in questi casi. Altra cosa da evitare, classica di quando lo si prende in braccio, è fargli affrontare la paura frontalmente e forzatamente. Questo per dire che quando sei malato devi andare dal dottore, quando la tua paura fa parte di quella “in-sana” devi andare, tu umano, dallo psicologo ed il cane da qualcuno che si occupa di recuperi comportamentali. Per superare le paure, bisogna intraprendere un cammino che cambi noi stessi, un cammino fatto di salite e buche profonde, non bisogna pensare di essere arrivati quando si vede la fine, ma essere ancora più costanti e determinati. Le paure si possono e si devono superare!

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