Se il cane vive uno stato di paura che faccio?

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Se il cane vive uno stato di paura che faccio?
 

Se il cane vive uno stato di paura che faccio? Lo consolo o no?

Due eminenti cinofili, hanno diffuso in rete, due versioni completamente diverse sul consolare o meno il cane, quando questo ha paura. La prima disquisisce sulle emozioni del cane, la seconda paragona il cane che ha paura al bimbo che cade dalla bicicletta. Istintivamente mi sono posto da subito un interrogativo… ma quando sono al lavoro ed il cane si trova da solo in casa che faccio? O meglio: che fa lui? Così questa dissertazione se consolarlo o meno, in questa diversa situazione, viene a cadere miseramente, a meno che, non vivo con il mio cane h. 24, 7 su 7, 365 giorni all’anno…. Se non siete nella situazione di cui sopra, cioè il cane che vive sempre con voi… le due risposte degli eminenti cinofili a mio parere perdono valore, perché considerano solo quella situazione. Cosa sia più giusto fare nel momento della paura del cane non lo so… o meglio non so dare una risposta sempre valida, perchè secondo me la cosa andrebbe valutata caso per caso. Per questa ragione bisogna cercare di creare (delle solide basi) cultura cinofila anche per i proprietari e non solo dentro l’ormai, forse, troppo ampia platea di addestratori, rieducatori, educatori e comportamentalisti. La prima soluzione che offro in questi casi, quella che dal mio punto di vista mi sembra davvero la migliore e che non teme smentite è: lavoraci prima, non aspettare che il cane sia in stato di stress o di ansia per un determinato evento, le paure e anche le fobie (pur se in parte) si devono e si possono superare. Così, se Fido ha paura dei temporali, abitualo ai rumori e poi successivamente al rumore del temporale; ci sono molti metodi uno tra questi l’ho documentato in una precedente news, ma non è il solo e non è detto che sia valido per tutti i pelosi. Siate leader non solo nel “comandare posizioni”, ma anche leader di vita e spirituali del vostro cane e comportatevi da tali! Ultimamente sta andando molto in voga una nuova metodologia, che per certi versi ha basi ben note, ma che è stata “ristrutturata” per il lavoro di addestramento, “do as i do”, cioè fai come me! Fondamentalmente se ci pensate bene, riprende in realtà concetti (poco reclamizzati) atavici. Infatti se penso a mio padre, effettivamente lui a livello pratico, quando lavorava in cascina con il cane (senza in realtà pensare molto alla leadership), a modo suo forniva al suo fedele 4zampe un sacco di informazioni “pratiche” su come superare le difficoltà. Il cane imparava prima dagli atteggiamenti di mamma cagna e poi da mio padre, che era ed è sempre stato la sua figura di riferimento. Ci sono i temporali? Passa un camion? Nessun problema io (cane) vedo che problemi non ce ne sono e continuo a spingere le mucche verso il pascolo.

Se il cane vive uno stato di paura che faccio?
 
Questo ci dice, che alla fine mio papà senza alcuno tipo di studio, otteneva dal suo fedele “compagno di lavoro” precise garanzie e alla fine era dovuto sempre ai motivi di cui sopra: la Leadership. Il suo cane si fidava ciecamente di mio papà, perché costantemente e quotidianamente, gli dimostrava con i fatti e non con la violenza, che aveva le soluzioni ai suoi problemi e che seguendolo sarebbe sempre stato al sicuro. Questo ci fa capire che alla fine offrire sicurezza al nostro partner a 4zampe non solo è cosa buona e giusta (e al di là del fatto che dovrebbe essere una cosa normale…), ma in maniera cinica, paga. Di sicuro aiuterebbe molto, farci vedere dal nostro cane, non come “esseri da temere”, ma a nostra volta anche noi dei compagni disponibili… questo, renderà questa interrelazione fruttifera per entrambi. Io (umano) ho paura dei temporali? Assolutamente no! Quindi con questo atteggiamento aiuterò il mio cane! È ovvio che se prima non ho lavorato bene con lui o nel caso peggiore non l’ho proprio fatto, la sua paura si ripresenterà sempre. Rimanendo su questo tipo di casistica, un modo funzionale per aiutarlo a superare la paura (premettendo che non sempre saremo in grado di prevedere l’arrivo del temporale, quindi come ipotesi di questa situazione) è: prima che arrivi il temporale, faccio mangiare e bere moderatamente il cane, chiudo bene le finestre e le tapparelle, accendo un dispositivo musicale e lo imposto ad alto volume, gli tolgo la possibilità di rintanarsi sotto al letto o chissà dove, inizio a lavorare con lui facendogli mantenere l’attenzione su di me, iniziando il gioco che gli piace di più!

Se il cane vive uno stato di paura che faccio?
 
Se questi miei stratagemmi non funzionassero, come al solito mi rifaccio a mamma lupa… cosa farebbe lei nel caso di temporali con i suoi cuccioli? Se ne starebbe nella tana tranquilla, vicina a loro e non li consolerebbe, se non con la sua vicinanza, con l’atteggiamento “ok sono qua, non c’è nulla di cui aver paura… dormi”. La natura sa essere sia spietata che giusta; ma soprattutto la natura ha sempre ragione… “mamma natura aiutaci!”. Così mi trovo nuovamente in una via di mezzo tra grandi cinofili, personaggi molto famosi con un ampio seguito… forse hanno ragione loro… forse io… o forse entrambi. Ognuno di voi scelga per il meglio, ma senza, se è possibile, estremismi che con il genere umano, ma anche con gli animali non funzionano mai, perché ricordatevi la vita Loro la vedono in maniera molto semplice… siamo noi che spesso glie la incasiniamo! Ricordatevi: solo con il lavoro fatto prima e bene si ottengono i risultati… è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati… (scusate la banalità… ma così sono sicuro che si capisca bene). Andando a capo, ricordo che questo esempio ha lo stesso principio basilare di altre situazioni percepite dal (qualche) cane con paura e quindi questi concetti, ma con gestioni diverse, valgono anche per situazioni con: macchine, bambini, gruppi di umani chiassosi, il frastuono prodotto da utensili da lavoro (es. motopic), etc.. Quanto detto prevede ovviamente la nostra presenza… maaaaaa… se non ci siamo? Ecco… qui apro e chiudo una parentesi: “Già ho un po’ d’orticaria quando leggo (come direbbe un mio amico) disquisizioni “cinofilosofiche” , ma divento proprio una bestia assetata di sangue, quando la soluzione proposta sono gli psicofarmaci! Gli psicofarmaci sono non l’ultima, ma lultimissima soluzione, non risolvono nulla in modo definitivo (soprattutto se viene usato da solo) e forniscono solo intontimento (scusate la mancanza di termini scientifici) al cane, privandolo della sua naturale lucidità… per migliorare il cane deve capire! Mi raccomando lavorate con il vostro cane perché abbia fiducia in voi, perché voi con il vostro atteggiamento di leadership sarete la sua sicurezza! Ricordatevi, le paure sono vere e fanno davvero male. Una paura esagerata può anche portare alla morte”.

Fido: << Papà c’è il temporale… >>
Umano: << Ok mio adorato, vieni vicino a me che facciamo qualche cosa insieme e ci divertiamo, io ti amo e ti sono vicino, di me ti puoi fidare! A me ti puoi appoggiare! >>
Fido: << Papà raccontami di quella volta che mi sei venuto a prendere al canile >>.

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