Vi ricordate di Zaira?

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Vi ricordate di Zaira?
 

Vi ricordate di Zaira? Beh ha finalmente trovato casa!

Domenica mattina, una lieve pioggerella bagna le strade… un inverno che sembra autunno… il canile… Zaira attende… Mi sono svegliato da poco, ho dormito (agitato) poche ore e con una smorfia penso che forse oggi ci siamo… Zaira mi sta attendendo… vivo in maniera intensa questa attesa, con la piccola lupotta ho instaurato un gran rapporto e il solo pensiero che qualcosa possa andare storto, mi mette sotto pressione; è quasi ora di andare e con un misto tra nervosismo e tanta felicità per la nuova vita che attende quella splendida cagnolina, ripenso al primo incontro e al grande lavoro (organizzativo, economico, affettivo ed istituzionale) svolto dalle volontarie della Onlus Zampe e Mani. Cristina già un mese fa mi aveva detto che avrebbe voluto adottare Zaira, ma doveva attendere di effettuare il trasloco dal suo piccolissimo appartamento (che divideva insieme a Paride il gatto ultra ventenne) ad una casa con giardino. Zaira l’aveva colpita e voleva che facesse parte della sua vita. Passato il mese il trasloco è ancora in corso, ma appena messo piede fuori dalla nuova casa, Cristina si dirige verso il Rifugio Cavour… verso Zaira. Si sta per concludere un lavoro che come avrete letto (Una nuova vita per Zaira) è incominciato con il tentativo di offrire ad una meticcia di lupo italiano, chiusa nel fondo di un box, priva d’interesse per il mondo e timorosa verso gli umani, una vita che non la deludesse più! Beh ci siamo… grazie alle mitiche volontarie di Zampe e Mani ed in parte grazie anche al mio lavoro per la sua rieducazione Zaira ha finalmente la possibilità di uscire da quel canile per sempre! Lupa Zaira mostrava tutta la diffidenza di cui era capace un cane dopo una vita ingiusta, verso tutto il mondo, verso tutti… poi qualcosa è cambiato e pian piano ha iniziato a fidarsi dei suoi amici cani (prigionieri innocenti in canile, per quanto Cavour sia un canile modello) e delle volontarie (sante) che hanno combattuto da vere e proprie leonesse per il suo reinserimento. Negli ultimi giorni ai pochi di cui si fida dona incontri intensi; è una lupa e nel suo particolarissimo mondo esiste lei e la sua diffidenza, diffidenza che una volta era paura, paura che sta per essere sconfitta. Siamo arrivati e mi incontro con Cristina che si presenta candidamente con i tacchi (non una buona idea) ma oramai ci siamo… no ho il tempo di rispedirla a casa a cambiarsi perché ci viene incontro Marzia la presidente della Onlus. Cristina è pronta al nuovo incontro, un incontro che avviene dolcemente come se nulla fosse, come per consuetudine, come se fossimo già andati lì e avessimo già fatto le prove…. Entriamo nell’ampio recinto in cui Zaira sosta di giorno con il suo amico Tris, che immancabilmente ci corre incontro felice sperando di fare incetta di coccole e premi… lì in quegli attimi tra Cristina e Zaira i primi sguardi… Cristina come un soldato fa ciò che le avevo consigliato, lascia che sia Zaira attratta dai premi e dalla curiosità ad avvicinarsi. Passa un quarto d’ora e propongo di sederci su una panca, allorchè Zaira con l’agilità di un predatore le si avvicina… prima la annusa e poi prende con delicatezza il premio che Cristina teneva in mano… inizia tutto così… con calma.

Vi ricordate di Zaira?
 
In quel frangente la mia mente corre veloce e come fosse un film in pellicola anni ‘30 penso a due mesi fa quando la vidi per la prima volta in fondo al box, poi immagino colto da una strana forma di trans a come poteva essere la vita che conduceva prima di essere soccorsa a Gravina di Puglia insieme ad altri cani di nessuno, insieme ai randagi ed alla rogna. Di solito chi nasce tondo non diventa quadrato, ma chi nasce sfortunato… forse…. Improvvisamente, come dopo lo schiocco delle dita di un psicoterapeuta, “ritorno” e vedo che tra Zaira e Cristina è nata una naturale confidenza che durante il viaggio (che accompagna Zaira a casa di Cristina) in macchina diventa sempre maggiore… l’umana e la lupa, le due stanno sempre attaccate, poche parole, molti sguardi, gesti lenti e aggraziati.

Vi ricordate di Zaira?
 
Siamo arrivati… entriamo… gli operai ancora al lavoro si muovono in maniera frenetica… Zaira non li considera (questo dal punto di vista della rieducazione è un ottimo risultato se avete letto l’articolo sul suo recupero comportamentale), come se non ci fossero, perché quella è già casa sua, ci segue ed in tre facciamo la scoperta del giardino, la scoperta della libertà, per la prima volta una casa sua, una casa per sempre! A Zaira piace molto il giardino che esplora avida di odori e di spazio; ma in pochi minuti scopre che è meglio la casa con la sua brandina nuova, è meglio stare vicino a Cristina, tenerla d’occhio, perché questa umana è interessante e forse è la sua nuova mamma! Usciamo per comprare un’ultima cosa dimenticata e lei ci guarda uscire da dentro il giardino appoggiano le zampe sul muretto… quando torniamo la troviamo lì che ci sta aspettando, si fa grattare dalla mano infilata tra le sbarre ed è nuovamente con noi. Passo buona parte della mia domenica con le due, quando me ne vado sono felice, la penultima volta quando l’avevo lasciata nel box in canile avevo pianto per lei e per quanto fosse ingiusta la vita… ora sorrido…. Sono felice perché ogni tanto le storie a lieto fine ci sono, sono felice del viaggio fatto nella rieducazione, sono felice perché è stato un gran bel viaggio non solo per Zaira ma soprattutto per me! Da animo prestato al volontariato sogno il giorno nel quale i canili saranno vuoti o quasi, ma so che questo giorno è lontano… per ora mi godo questo….

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