Vi siete mai domandati cosa vuole Fido da voi?

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Vi siete mai domandati cosa vuole Fido da voi?
 

Vi siete mai domandati cosa vuole Fido da voi? Glie l’avete mai offerto veramente?

In primis il cane vuole stare bene! E questo, è uno dei nostri compiti. Sembra un discorso da prima elementare, ma spesso ce ne si dimentica e si adotta un cane per stare bene noi umani, tralasciando il suo benessere e sottovalutando limpegno che comporta. Certo, avere un animale da compagnia che sia un cane, un gattino o un coniglietto, ci fa stare molto meglio, loro sono la congiunzione tra la natura e gli umani e con il loro amore incondizionato ci trascinano nel loro fantastico mondo… ma… noi umani che “dovremmo” essere “superiori” siamo davvero responsabili? Ci preoccupiamo davvero delle loro esigenze? Prendere un animale da “compagnia” solo per vivere l’amore, secondo me non è giusto… sarebbe meglio piuttosto fare volontariato in un canile o se anche quello pesa… suggerisco un bel peluche!

Vi siete mai domandati cosa vuole Fido da voi?
 
Ieri al campo, il proprietario di una lupetta di nome Asia (che arriva dal canile di Ginosa) mi ha posto questa domanda (forse la domanda non mi era stata fatta proprio così, ma io l’ho intesa così): << come faccio a sapere se la sto facendo stare bene? >> e così ho risposto: << tu hai una bella e brava lupetta, Asia dimostra un po’ di paura in determinate situazioni, così il tuo primo obbiettivo è farla sentire una grande lupa, offrendole le competenze per affrontare le situazioni che lei al momento non è in grado di superare. Puoi farla sentire parte integrante del tuo branco intraspecifico dispensadogli dei ruoli o dei compiti, che a noi possono sembrare di poca importanza, come il seduto prima di mangiare o il cerca “la ciabatta” quando arrivi a casa dal lavoro, ma anche farle capire chi è amico e chi no, quando suona qualcuno alla porta di casa (tirando fuori il suo istinto etologico di fare la guardia), che non sia fonte di forte agitazione e abbai a tutta birra, ma passandole il messaggio quale: è un amico… oppure… non lo conosco… (Asia, da lupoide, sa che tra i suoi compiti c’è la difesa di quella, che è una grande risorsa, ovverosia la tana – casa) >>. Oltre a questi piccoli ed altri sempre validi suggerimenti, cosa che cerco sempre di spiegare ai miei clienti, è che la maggior parte dei cani che seguo, non sono per nulla interessati a fare il capo branco (espressione che odio! Infatti parlo sempre di leadership), ma anzi, loro non vogliono compiti che non saprebbero portare a termine. In queste migliaia d’anni di collaborazione con l’uomo hanno sempre avuto un ruolo da gregari e ne sono ben contenti (vi chiedo di leggere la parola gregario etologicamente non eticamente, fa la differenza!) così per loro è comodo (sempre etologicamente parlando) lasciare a noi le decisioni ed occuparsi solo dei compiti in cui sono molto bravi, come ad esempio appunto: la guardia, la gestione delle pecore (Border Collie), la cerca (Beagle, Segugio Bavarese) etc.. Loro vogliono una vita facile, una vita in cui possono fare i cani, umanizzarli o chiedere a loro di esprimere competenze che etologicamente o fisicamente non hanno sono convinto sia una carognata, oltre al fatto, che spesso è controproducente. Così penso sia giusto spiegare che per iniziare a renderli veramente felici bisogna incominciare col comportarsi da uomini, che sanno cosa fanno e sanno cosa fa bene al proprio amico peloso.

Vi siete mai domandati cosa vuole Fido da voi?
 
Cercare di scoprire le caratteristiche di razza o delle razze predominanti (se è un meticcio) quando prendiamo un cane dal canile o dall’ allevamento è una resposabilità! Evitiamo di prendere un Border Collie se non abbiamo tempo di impegnarlo con Aglity o Sheep dog o Chickens Dog  🙂  o altro che lo soddisfi (ogni strumento è valido purchè sia insegnato correttamente e raggiunga lo scopo di condivisione e gratificazione del soggetto), evitiamo di renderlo un cane triste e stressato! Spostare la prospettiva direi che aiuta: proviamo a pensare ogni tanto cosa vuole il nostro cane da noi, cosa vorrebbe fare, introduciamo questo pensiero nella nostra vita quotidiana, proviamo a pensare da cane, proviamo a pensare da veri leader, agiamo scegliendo il meglio per lui e per noi… direi che rende bene l’idea, l’espressione anglofona “try walking in my shoes”. Per renderlo felice non lesiniamo le passeggiate, anche quando fuori nevica, quando fa freddo o anche quando siamo tristi, se nevica o fa freddo a lui magari piace (e se siamo tristi noi e facciamo una bella passeggiata con lui forse migliorerà anche il nostro umore). Non dimentichiamoci di farlo giocare ai suoi giochi preferiti rendendoli educativi, non dimentichiamoci di premiarlo in modo “sociale” con approvazione e coccole; non dimentichiamoci che lui vuole essere felice con noi e per noi! Sforziamoci… il benessere del branco interspecifico grava su di noi! 

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