L’addestramento in acqua 20 anni fa, raccontato da un Terranova!

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L’addestramento in acqua 20 anni fa, raccontato da un Terranova!
 

L’addestramento in acqua 20 anni fa, raccontato da un Terranova!

Leggendo la bella intervista di Alf ad Antonella Bollini e Marco Anselmino, mi sono ricordato che oltre 20 anni fa, il nostro primo Terranova (Newfy) aveva inviato “a nostra insaputa” un articolo che venne pubblicato nel lontano 1995 sul mensile del “Notiziario del Club Italiano Terranova” e mi è sembrato carino proporlo anche agli amici di Consulpets.

I miei primi 16 mesi.

Ciao a tutti! Mi chiamo Asso e come si può dedurre dal sottotitolo, ho sedici mesi ed ho pensato di scrivere alla redazione del Notiziario per raccontare ai miei simili un po’ come ho vissuto il primo periodo della mia “infanzia”. Ovviamente se lo riterrete interessante, potete farlo leggere anche ai vostri amici umani. Tutto è iniziato un giorno non ben precisato di circa quattro anni fa (1991), quando i miei amici, perché è così che ci consideriamo, che per la cronaca si chiamano Miria e Roberto, decisero che avrebbero allietato la famiglia con un cucciolo. Solo che allora non sapevano ancora di quale razza: erano indecisi tra l’Alano ed il Terranova. Poverini! Bisogna comprenderli… d’altronde sono umani 🙂 . “Ora vi racconto da fonti sicure, com’è andata”. Tutto incominciò in una libreria, Miria e Roberto trovarono un libro sul Terranova dove c’erano gli indirizzi di alcuni allevamenti e siccome il più vicino a Genova era a Loano, decisero di andarlo a visitare. Appena entrati, vennero assaliti da un gruppo di “orsi neri” scodinzolanti. L’effetto provato da chi, fino al giorno prima, aveva considerato di grossa taglia il Pastore Tedesco… ve lo lascio immaginare! Qui trovarono Emmy, una signora molto disponibile a parlare del particolare mondo del Terranova, in grado di rispondere a tutte le curiosità (legittime) di chi vorrebbe convivere con il grande mole in questione. Dopo innumerevoli visite in questo allevamento e moltissime domande ad Emmy, con la quale nel frattempo si era instaurato un rapporto amichevole, decisero di andare a “lustrarsi gli occhi” in varie esposizioni di razza, Raduno di Rapallo (sotto la Pioggia) e varie prove di lavoro. Un giorno a Torino, in occasione di un “incontro” in casa di Dina, una signora che alleva e ama noi Terranova, Emmy andando incontro ai miei amici, disse loro: “C’è il cucciolo per voi! Trovate un nome che vi piace che inizi con la lettera A”. In quel momento, come ha detto poi Roberto, “camminavamo sui vetri come le mosche”. Da quel giorno fecero un sacco di viaggi per venirmi a vedere, filmare fotografare ed accarezzare (“che effettivamente era la cosa che più preferivo, come ora d’altronde”) e finalmente verso la fine di luglio, sono venuti a prendermi per portarmi a casa. Quando sono arrivato, tutti i vicini volevano vedere l’orsetto. Io, dopo i primi minuti di comprensibile agitazione, dovuti più che altro al fatto di aver conosciuto Kira (di razza non ben definita, ma che approssimativamente potremmo considerare una Pastore Belga), mi sono ispezionato per bene il giardino, ho scelto un posto comodo e fresco e mi sono fatto un po’ di sana nanna. Kira dopo avermi ben annusato, nonostante io, tra una nanna e l’altra, fossi un tantino esuberante, non dava segno di intolleranza nei miei confronti. Era bello avere a che fare con un mio simile perché, nonostante le attenzioni dei “miei amici”, io ero vissuto per due mesi con una quindicina, tra fratelli, sorelle e parenti vari, che lo devo ammettere, ora mi mancavano un po’.

L’addestramento in acqua 20 anni fa, raccontato da un Terranova!
 
Al raduno di Piediluco, la mia prima uscita in società, avrei finalmente potuto conoscere papà, ma purtroppo lui non stava bene e così mi sono dovuto accontentare di ritrovare alcuni fratelli e sorelle fra i quali, Arthur (però noi tutti lo chiamiamo Arturo), che come me, vive a Genova, per cui ci vediamo spesso e andiamo anche a nuotare insieme, cosa che abbiamo fatto appunto lì per la prima volta. In seguito mi è capitato in varie occasioni di incontrare altri miei fratelli e con loro ho passato il tempo a giocare, anche se qualche volta i miei amici avrebbero voluto farmi lavorare! Ma scusate: io incontro mio fratello dopo tanto tempo che non ci vediamo e mi dovrei limitare ad un semplice salutino e basta? Eh no! Rimandiamo il lavoro, giochiamo e poi si vedrà! Ogni tanto i miei amici, mi portano a qualche esposizione. Non si può considerare la cosa divertente, anzi, però a loro fa piacere e io cerco di assecondarli, anche perché è l’occasione per incontrare facce nuove (pardon, musi nuovi) e, perché no, pure qualche bella femmina 😉 ; anche se però mi dicono che è ancora presto. A me non sembra, però che ve devo dì, mi tocca adeguarmi! 🙁 . Veniamo ora alla parte che preferisco: il lavoro in acqua, come lo chiamano loro, ma se tutto il lavoro fosse così lo farei dalla mattina alla sera! Proprio per le nuotate, mi sono sentito appioppare il soprannome di Coccodrillo, che spesso per comodità diventava “Cuccu”, diminutivo gradito, poiché susseguito da una marea di coccole e ciò accade fortunatamente molto spesso! Ovviamente più di una persona ha chiesto a Roberto il motivo di quel nomignolo. Beh! Secondo lui, quando uno di noi nuota, sembra un coccodrillo (che ad oggi non so che razza sia). Mah! Sono ben strani questi umani! Vabbè, ad ogni modo, dopo svariati mesi di lavoro il 24 aprile siamo andati a San Remo per le prove di lavoro in acqua, ma siccome non avevo ancora compiuto un anno, ho potuto partecipare solo fuori concorso e nonostante a terra abbia fatto un pochino il matto, come dice chi mi conosce, ho raggiunto un punteggio sufficiente per il primo brevetto. Da allora abbiamo proseguito nel nostro allenamento per arrivare al raduno e cercare di superare l’esame per il brevetto di primo grado. Siamo andati qualche volta sul lago di Como per “vedere come lavorano quelli bravi” come dice Roberto. In effetti, rispetto a noi inesperti, il modo di approcciarsi al lavoro è decisamente diverso: innanzitutto non si gioca, ma si lavora, però evidentemente il sistema è valido perché da quando siamo andati là, grazie anche a Tiziano ed ai suoi consigli, io sono migliorato e Arturo è entrato nuovamente in acqua, cosa che da un po’ di tempo non faceva più. Poi, se facevo qualcosa di sbagliato, Tiziano dava la colpa a Roberto e non a me 🙂 : è simpatico Tiziano per essere un umano ed è bello ogni tanto sentire che “i mugugni” non sono indirizzati a me! Finalmente siamo arrivati al giorno del raduno ed al relativo esame per il conseguimento del primo brevetto. Alle prove Roberto mi ripeteva di camminare al piede, di andare piano, di non tirare, ma poiché al nostro fianco c’era anche Arturo, mi sembrava più divertente giocare con lui piuttosto che lavorare!

L’addestramento in acqua 20 anni fa, raccontato da un Terranova!
 
Comunque abbiamo fatto insieme un bagnetto rinfrescante e il giro del lago, quindi ci siamo avviati a fare il sospirato esame. Quando siamo partiti, per quanto riguarda la condotta al guinzaglio, ho seguito Roberto, facendo pressappoco quello che mi chiedeva di fare. Quando mi sono trovato senza guinzaglio invece, la voglia di correre e di giocare era veramente tanta, così mi sono fatto una corsetta, che ho subito interrotto tornando da Roberto perché mi sono reso conto che forse non era il momento e l’ho seguito, come dice lui: “come un cane vero”. Quando siamo arrivati davanti a Giorgio che “ci esaminava”, Roberto mi ha detto: “seduto” e fin qui nulla di anormale (lo avevamo già fatto tante volte) poi mi dice: “resta”, si gira e se ne va. Siccome normalmente lo ripete, ho avuto il dubbio di aver capito male e gli sono andato dietro, al che ho sentito Giorgio dire: “no”, Roberto si è girato e mi ha visto, mi è venuto incontro e mi ha riportato dove ero poco prima. Di nuovo mi ha detto: “resta”! Non potevo mica dirgli: “se tu fossi più chiaro, io capirei meglio!”, allora sono rimasto lì mentre si allontanava, ho aspettato che mi dicesse: ”vieni” per corrergli incontro e non appena sono arrivato mi ha detto: “BRAVO CUCCU”. Fu allora che capii che c’eravamo riusciti ed a quel punto vai con le carezze e le coccole. Il fatto di aver conseguito questo successo, è stato indubbiamente fonte di felicità, che sarebbe stata maggiore se anche Arturo ce l’avesse fatta, cosa che gli sarebbe riuscita se quando Andrea gli ha detto: “seduto” e poi: “resta” non fosse venuto a cercare me per giocare un pochino. D’altronde prima ce lo avevano impedito, ma questo secondo le regole non è una giustificazione valida, così non è riuscito nell’intento. Peccato! Perché in tal modo la giornata sarebbe stata ancor più gratificante. A quel punto siamo andati da Miria che, non sapeva niente dell’esito della prova, essendo rimasta in segreteria, però non gli abbiamo fatto capire che era andata benino. Ci siamo avviati a svolgere le prove della parte in acqua, e Miria ci ha seguiti perché voleva vedere come andava. Questa l’ho fatta abbastanza tranquillamente. Eh si, quando c’è di mezzo l’acqua mi sento proprio a mio agio. Giunto alla fine delle varie prove, Roberto mi ha detto nuovamente: “BRAVO CUCCU”. Da lì ho capito che era fatta! Anche Miria, nonostante fossi appena uscito dall’acqua, per cui ero un pochino umido, mi ha abbracciato e fatto un sacco di coccole. Per concludere questa mia lunghissima storia siamo arrivati a domenica, giorno in cui finalmente avrei dovuto conoscere papà Zenith e rivedere la mamma Barbarella. Manco a dirlo non c’erano nessuno dei due: papà perché pur essendo prossimo ai dieci anni è sempre matto (il che mi consola, un po’ meno Miria e Roberto) e proprio in conseguenza di ciò è stato male, la mamma invece non si sa. Arrivati a questo punto il cammino per arrivare al 4° brevetto è ancora lungo e spero di arrivarci, ma se anche ci mettessi tantissimo, o non ci riuscissi affatto, sono certo che per i miei amici sarei sempre il loro Cuccu!

Rileggendo questo articolo dopo tanti anni, mi sono reso conto di quanto siano cambiati i metodi di addestramento, ma in realtà mi ha anche confermato che la passione è ancora tanta (insieme alla voglia di divertirmi con i miei Newfy) e spero di essere riuscito nell’intento di avervi trasmesso quello che vivo da molto tempo: una grande trasporto verso questa “grande” razza, che ogni giorno riesce a farmi sentire come fosse il primo! Ciao Asso, quando nuoto ti vedo li sempre al mio fianco e questo anche nelle acque più fredde mi riscalda molto… 3> 

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