Il rispetto delle esigenze etologiche dell’animale è essenziale!

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Il rispetto delle esigenze etologiche dell'animale è essenziale!
 

Il rispetto delle esigenze etologiche dell’animale è essenziale!

Con questo editoriale vorrei provare a fare delle considerazioni sul cane di oggi, ossia sulla attuale situazione psicologica e comportamentale dei nostri cari amici a quattro zampe, basate sulla mia personale esperienza quotidiana al fianco di moltissimi pelosi. Parto dal concetto che in questi ultimi anni ho visto un incremento di proprietari che senza alcun indugio, approcciano il mondo dell’educazione cinofila e di conseguenza offrono al loro peloso i giusti passaggi, che come ben sapete incominciano con l’inquadramento del cane, per poi progressivamente trovare il sistema di lavoro adatto al soggetto in questione. Questo approccio costruttivo, fa sì, che il proprietario riceva i “fondamenti” dell’educazione canina e sappia crescere, in teoria, il cucciolo al meglio, per una convivenza futura serena. Un altro aspetto positivo che ho riscontrato, è un generale miglioramento dei profili caratteriali dei giovani soggetti esaminati; di conseguenza, fortunatamente, ci si trova spesso di fronte a cani (soprattutto quelli di razza) più equilibrati, con sistema nervoso più saldo, con qualità naturali ben distribuite,  insomma, cani più facilmente gestibili. Un caso a sé stante è quello dei cani adottati, che scontano le pene delle esperienze poco positive, dei traumi avuti, della scarsa socializzazione effettuata. Anche se caratterialmente non sono soggetti squilibrati oppure con qualità naturali mal distribuite (genetica), questi cuccioli  soffrono inizialmente l’adattamento alle nuove situazioni, ambientandosi con più difficoltà alla nuova esperienza. Quello che mi stupisce è che, nonostante ci siano cani migliori (si parla solo di aspetti caratteriali, genetici) e sempre più cultura dell’educazione cinofila, riscontro ancora l’esistenza di diversi pelosi poco sicuri di sé, per niente coraggiosi o intrepidi, poco autonomi e soprattutto poco adattabili alle nuove situazioni proposte dalla quotidianità. Cagnolini paurosi e perennemente sotto stress, incapaci di sopportare i rumori, il caos della città e di superare delle piccole difficoltà, sono all’ordine del giorno. Purtroppo la percentuale di quattro zampe, in stato d’ansia se lasciati a casa da soli, inadatti alla vita d’appartamento (distruttivi e abbaioni), perché maleducati e disubbidienti, è ancora elevata. Quel che è forse ancor più triste è il vedere la mancanza di serenità nell’interagire con i propri simili, la scarsa tranquillità nell’adeguarsi a situazioni nuove, ma assolutamente positive per l’animale (come ad esempio lo svagarsi in aeree per cani e il divertirsi con il proprio padrone nei prati) e la poca placidità nell’attendere il padrone a casa durante la sua assenza. Le cause di questo continuo peggioramento della stabilità psichica del nostro miglior amico sono molteplici ovviamente. Il primo indiziato di questa decadimento è a mio avviso il proprietario e il nucleo famigliare; in percentuale minore influiscono le esperienze di vita negative vissute e il bagaglio genetico (carattere) ereditato. Il rispetto delle esigenze etologiche dell’animale è essenziale: il cane, splendido essere dotato d’istinto, agisce spesso d’impulso. Egli necessita di un padrone che consideri le sue reali esigenze, appagandolo.

Il rispetto delle esigenze etologiche dell'animale è essenziale!
 
Ove non sia possibile soddisfare il cane in maniera naturale (un cane conduttore di bestiame oggi come oggi difficilmente lo si vedrà operare nei pascoli), dovrò avere la cura di occuparlo in attività sportive che simulano il lavoro di un tempo (nello caso sopracitato lo Sheepdog). Oppure offrirò la possibilità all’animale di sfogarsi in attività di gioco, di ricerca, di problem solving; ancora, insegnerò al cane da guardia la difesa sportiva (gare di Ipo, utilità e difesa). Per come la vedo io, Il cane di oggi, risulta essere poco impegnato sia mentalmente che fisicamente. La memoria di razza, che non è altro che quella particolare attitudine di una razza canina a svolgere in maniera migliore rispetto ad un’altra razza, uno specifico compito, non si sa neanche cosa sia. Forse la verità è che molti di noi essere umani, non siamo più in grado di crescere al meglio i nostri amici pelosi, ma siamo bravissimi a viziarli, antropomorfizzarli, seguire le mode più strampalate e in un certo qual senso siamo molto capaci a “renderli inadeguati”.

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