Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale?

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Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale?
 

Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale? Quali sono gli elementi che più frequentemente causano l’avvelenamento?

L’anno scorso ho scritto un articolo che parlava dell’odioso problema delle polpette avvelenate o ripiene di oggetti taglienti o laceranti (CLIKKA), gettate soprattutto nei parchi al fine di danneggiare violentemente gli ignari cani, con conseguimento (se non si interviene in tempo) della morte. Questi “gentili” cadeau sono preparati con premeditazione da quegli individui senza scrupoli che visto la crudeltà delle loro azioni di “umano” hanno ben poco. Siccome l’argomento in questione trattava essenzialmente l’avvelenamento e pertanto offrivo dei validi consigli per poter fronteggiare un’urgenza così grave, con questa news vorrei estendere l’argomento. Nella vita di tutti i giorni dei nostri animali, vi è un elevato rischio di un’intossicazione legata all’ingestione di sostanze di utilizzo frequente nelle nostre case. Partirei dall’ovvio e cioè che è buona norma, che i proprietari di animali domestici, evitino di mettere a “disposizione” in maniera volontaria qualsiasi tipo di veleno in casa, poiché molti pelosi hanno l’insospettabile capacità di andare a ricercare e mangiare i bocconi avvelenati. Un’altra saggia precauzione è quella di non somministrare mai farmaci per uso umano. Come ho spiegato nella precedente news, ci sono alcune semplici regole sempre valide da poter adattare nell’immediato, vediamo quali:

  • FAR VOMITARE: il prima possibile il nostro zampe, a meno che non siano presenti segni neurologici; come fare? Far mangiare il proprio cane o gatto in modo che il pasto avvolga bene ciò che è stato ingerito e poi dare ACQUA OSSIGENATA 3% circa 2,5 ml. ogni 5 kg. di peso (del soggetto); entro 15 minuti comparirà il vomito, se non avviene ripetere la somministrazione.
  • DARE CARBONE VEGETALE: per capirsi, le pastiglie che si assumono prima delle ecografie; a seconda del peso, somministrare per via orale, ci sarà un’azione adsorbente a prescindere dal veleno assunto.
  • ANDARE DI CORSA DAL VETERINARIO: a seconda dell’origine del veleno verrà comminato il giusto antidoto.

Dopo questa veloce prefazione, andiamo con calma a vedere quali sono i singoli veleni più comuni, anche se questi sono solo alcuni e la rosa è sicuramente ben più ampia.

INTOSSICAZIONE DA PARACETAMOLO (Tachipirina).

Il Paracetamolo non va mai somministrato ai cani e ai gatti, poichè ha effetti epatotossici nel cane e di sofferenza dei globuli rossi nel gatto. I segni clinici sono principalmente legati a depressione del sensorio, dolore addominale, vomito e dissenteria, la morte può sopraggiungere nel giro di alcuni giorni. La terapia sarà principalmente di tipo sintomatico, l’antidoto principale è rappresentato dall’acetilcisteina (Fluimucil).

Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale?
 
INTOSSICAZIONE DA RODENTICIDI.

Il composto agisce inibendo gli enzimi responsabili del riciclo della vitamina K che è alla base della coagulazione. La sua azione non è immediata, ma i segni clinici si rilevano dopo alcuni giorni. Si hanno segni clinici aspecifici con febbre, in alcuni casi con dolorabilità diffusa. L’esame del sangue indica anemia con le piastrine di solito non interessate; l’esame specifico è dato dai tempi della coagulazione che si presentano tutti alterati. L’antidoto è specifico con la vitamina K.

INTOSSICAZIONE DA ARSENICO.

Le fonti di arsenico sono rappresentate da sostanze velenose destinati a formiche e scarafaggi, erbicidi, conservanti della lana. I segni clinici prevalentemente gastroenterici corrispondono a: vomito e dissenteria emorragica, dolore addominale, tremori, barcollamenti, fino al coma e poi alla morte. La terapia è sintomatica, l’antidoto è il Dimercaprolo (BAL) che per legge ogni farmacia dovrebbe tenere, ma in realtà è introvabile se non prenotandola. Di fronte a questi tipi di avvelenamento diventa fondamentale la tempistica.

AVVELENAMENTO DA ACIDO ACETILSALICILICO (Aspirina).

La tossicità è molto più spiccata per il gatto rispetto al cane. Il gatto è carente di un enzima specifico che opera la detossificazione e l’escrezione della sostanza. Gli effetti tossici comprendono gastroenterite emorragica, depressione del midollo osseo, inibizione dell’aggregazione piastrinica, epatite tossica e nefropatia. I segni clinici si manifestano in 4/6 ore e sono plurifattoriali. La terapia è sintomatica ed è indirizzata a ristabilire il giusto equilibrio acido basico dell’organismo. La gravità della presentazione è legata alla dose di aspirine che sono state somministrate. Purtroppo è una delle intossicazioni più frequenti e come sempre è causa di chi senza la minima preparazione di base si improvvisa medico di se stesso e soprattutto del suo animale!

AVVELENAMENTO DA CIOCCOLATO.

Elemento scatenante la teobromina, che risulta tossica dai 100 mg./kg.. Bisogna tenere presente che il cioccolato al latte ne contiene 1,6 mg./g., quello fondente 14 mg./g.. Già un etto di cioccolato fondente, può determinare segni clinici in un cane di piccole dimensioni. I segni clinici sono legati a problemi gastroenterici, agitazione, aumento della diuresi, tremori muscolari fino a crisi convulsive, coma e poi la morte. La prognosi è proporzionale al cioccolato ingerito, purtroppo non esiste alcun antidoto specifico, ma la terapia è sintomatica. Fondamentale è che non venga ingerito ulteriormente del cioccolato. Solitamente in associazione alla dimetilxantina è presente anche la caffeina, dove la dose tossica è pari a 140mg./kg., ovviamente il tutto va a peggiorare la situazione.

Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale?
Immagine di: www.deborasegna.it 

INTOSSICAZIONE DA GLICOLE ETILENICO.

Le fonti sono molte e frequentemente è presente in casa. Antigelo, solventi, antiruggine… il prodotto purtroppo è dolce ed attrae soprattutto i cani. I segni clinici inizialmente sono di tipo neurologico, in seguito si aggravano con problemi cardiopolmonari e segni renali. Purtroppo la prognosi è grave se si manifesta un qualunque segno clinico. Anche in questo caso non è presente un antidoto.

PRODOTTI PER LA PULIZIA DELLA CASA.

  • SAPONI: Solitamente l’ingestione della saponetta non comporta intossicazione. Si somministra oralmente del latte. I saponi da bucato e quelli fatti in casa, possono provocare lesioni gastroenteriche.
  • DETERGENTI ANIONICI: Detergenti per lavanderia, lavastoviglie e shampoo; possono provocare stomatite ulcerosa, esofagite e gastrite, dermatiti da contatto e cheratiti. Far ingerire latte, acqua e carbone attivo.
  • CANDEGGINA: I danni sono correlati alla quantità ingerita, i vapori possono determinare lesioni cornealI.

AVVELENAMENTO DA MARIJUANA.

A raccontarla è da non crederci, ma questo tipo di intossicazione è più frequente di quello che si possa pensare. La sostanza viene ingerita e i segni clinici possono variare dall’apatia all’aggressività. Non esiste antidoto, ma il ricovero è d’obbligo, in modo tale che gli effetti scompaiano senza lasciare tracce.

INTOSSICAZIONE DA METALDEIDE (Lumachina).

Un animale può intossicarsi ingerendo il veleno o ingerendo delle lumache morte. I segni clinici si manifestano nel giro di alcune ore, più sono rapidi, più il quantitativo di veleno ingerito è elevato. Principalmente sono a carico del sistema muscolare con tremori, ipertermia, acidosi metabolica, cianosi, perdita di coscienza e morte per arresto respiratorio. Non esiste antidoto, bisogna far sì che i tremori non portino a morte sedando l’animale e controllando la sintomatologia.

Lo sapevate che ogni giorno potreste avvelenare il vostro animale?
 
INTOSSICAZIONE DA ORGANOFOSFORICI.

Sono utilizzati come insetticidi o come antiparassitari. Anni addietro si avevano molte intossicazioni per i bagni antiparassitari. I segni clinici iniziano con salivazione, vomito, lacrimazione, pupilla contratta in miosi. Di seguito segni gastroenterici e di fascicolazioni muscolari con profonda depressione del sensorio. La terapia è sintomatologica, ma fortunatamente esiste l’antidoto rappresentato dall’Atropina e dalla Pralidossima. Bisogna arrivare a sedare l’animale fino a quando i segni legati all’avvelenamento non sono passati.

INTOSSICAZIONE DA PIRETRINA.

La piretrina e i piretroidi sono tra i veleni più vecchi, vengono utilizzati contro gli insetti in genere e versati come specifici solo per gli stessi. In realtà sono altamente tossici per i gatti ed è necessario porre la massima attenzione a questo aspetto, dato che molti prodotti antiparassitari per cani contengono piretroidi e quindi sono assolutamente da non dare ai gatti, in particolar modo a quelli molto piccoli. I segni clinici si hanno dopo un’esposizione al tossico, che può avvenire per contatto, per inalazione o se ingerito. Si hanno tremori, fascicolazioni muscolari, scialorrea, vomito, incoordinazione dei movimenti, segni neurologici fino alle convulsioni e alla morte. La terapia è sintomatologica e non esiste antidoto, il lavaggio della parte dove può essere avvenuto il contatto è indispensabile, utilizzando sapone neutro.

Ricapitolando a prescindere dal tossico ingerito le procedure da mettere in atto sono:

  • Far vomitare l’animale il prima possibile, utilizzando acqua ossigenata e avendogli dato da mangiare affinchè il cibo assorba il tossico.
  • Somministrare carbone vegetale.
  • Correre dal veterinario il prima possibile per effettuare una lavanda gastrica.
  • In alcuni casi il latte aiuta l’assorbimento.

L’ospedale Niguarda (CLIKKA) ha il centro antiveleni attivo 24/24 e telefonicamente possono da subito indicare la tossicità di ciò che è stato ingerito. In ogni caso la rapidità dell’intervento fa la differenza.

Numero del Niguarda Cà Granda da salvare sullo smart phone per eventuali emergenze:  02.66101029.

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